Tag: Tones And I

Rapporto aMargine 2020 – L’ANALISONA. Superclassifica della musica in Italia

Rapporto aMargine 2020 – L’ANALISONA. Superclassifica della musica in Italia

Primeggiano Marracash, Boomdabash. E pensare che invece nessuno si ricorda degli Ash.

Rapporto aMargine 2019 – L’ANALISONA. Superclassifica della musica in Italia

Rapporto aMargine 2019 – L’ANALISONA. Superclassifica della musica in Italia

Tutte le classifiche che ci stavano: concerti, video, album, streaming, sorrisi, canzoni.

Quando Vasco, poi, non è morto – TheClassifica ep. 50

Quando Vasco, poi, non è morto – TheClassifica ep. 50

Il numero uno. Fa caldo. Non da morire, però. Forse. È agosto. È il 2011. Dal letto della clinica, sente qualche parola che dicono qualche metro più in là. Una è “decorso”. Un’altra è “crisi”. Non sa se parlano del suo metabolismo o dell’economia. Che per qualcuno, coincidono. Perché il paziente è un’industria. Un comparto, diciamo. Grazie a lui vive un bel po’ di gente. E tanta altra trova in lui una ragione di vita. Prendiamo l’ultimo disco: è uscito a marzo ed è ancora al n.1, dopo mesi e mesi.
“Ho messo in riga un’altra volta Ligabue, e Jovanotti, e Zucchero. E i Modà, chiunque siano. E i ragazzini dei talent show della tv. E quel tipo che fa rap, come si chiama. L’unico famoso… Caparezza. L’unico tra i primi 20 in classifica”.
Da dietro la porta arriva un’altra parola, la dice una donna (Laura? Tania?). “Tranquillo”.
“Parlano di me? Parlano di questo posto? È tranquillo, fuori. Si sentono gli uccellini, oh. Non può essere Bologna. Magari sono morto. Magari non me lo dicono… Soccia, Vasco, va’ che sei morto. Come quella ragazza l’altra settimana. Amy Wine… Boh. A 27 anni. Mica a 59. Io a 27 ho fatto il secondo album. Non potevo morire allora. Il secondo l’ho registrato qui a Bologna da Umbi, no? Cos’è che c’era su… Va beh, Albachiara. E Fegato. E Silvia. No, Silvia, era sul primo. Ero andato in televisione.
Se sono morto però, voglio vedere Massimino. E poi, e poi mio padre… E Lolli, certo. So già cosa mi diranno: non dovevi morire schiantandoti in macchina? O con un’overdose di tranquillanti? Volevi i tranquillanti, ora sei tranquillo. Eh già. Se ti potessi dire quante volte ho voluto morire. Quante volte camminando sul filo, sono stato – sono arrivato vicino.
Ehi.
Rieccola.
Forse è arrivato il momento di farla uscire, questa.
Chissà se piacerà al Komandante”.
È il suo ultimo pensiero prima di addormentarsi, sedato a modino.
Il Komandante. Lui e Vasco non si piacciono del tutto. Ma uno fa funzionare l’altro, e viceversa. Il Komandante non ha dubbi, è la rockstar che i suoi fan vogliono. Non quella di cui hanno bisogno. Uno come lui non direbbe mai:
“Se ti potessi dire quante volte ho pianto per capire. Quante volte sono stato sul punto di lasciarmi andare, all’inferno della mente. Quell’inferno, che esiste veramente”.
Però forse è il Komandante, che tira fuori fisicamente Vasco Rossi da quella clinica. E a un certo punto è lui a prendere definitivamente il Komando. Lui è l’uomo più semplice che c’è. L’uomo giusto per te. L’uomo di questa sera. L’uomo di primavera.
E allora, per tutto un decennio Vasco Rossi cerca il momento giusto per far uscire quella canzone che dice: “Se potessi raccontarti per davvero le abitudini di cui non vado fiero; le malinconie, le nostalgie, perfino dei rimpianti per le cose che se avessi adesso ancora qui davanti… Le rifarei esattamente così. Sì”.
Ma ogni volta il Komandante scuote la testa. “No”.
“Come, no? Spiegami perché” “No, perché no. Senti qui, invece:
“Sono innocente o no, si fa quel che si può. Sono innocente ma qui, qualcuno è sempre pronto a giudicare… Qualche incidente di gioventù, che ancora mi fa male”.
Si guardano. Il Komandante dice: “Meglio, no?” Vasco dice: “Un po’ più grezza, eh”.
Il Kom alza le spalle. “Magari la tua la pubblichiamo tra qualche anno”. “Quando?” “Prima o poi la mettiamo da qualche parte”. “Ascolta, questa canzone è il riassunto della mia vita, una sintesi. Anche una confessione. Forse dovrei citare, con le dovute proporzioni, le Confessioni di Rousseau o di sant’Agostino per intenderci”. “Demis Rousseau era quel cantante greco, vero?” “…Cioè, hai capito, sto parlando di quello che mi ha sempre guidato fin qui. Insomma una canzone definitiva”. “Se è definitiva, può aspettare”. “Ma come sarebbe? Parliamone almeno con gli altri. Con Tania, con Guido… . “Ci parlo io. Tu stai tranquillo”. “…Tranquillo”.
Due album in studio, cinque dal vivo. Sempre al numero uno. Stadi strapieni. Il concerto con più paganti della Storia. Il decennio di Vasco Rossi è stato questo. E si chiude con un altro album dal vivo al n.1. E in definitiva, senza fare niente di che. Ha pure vinto uno dei sondaggi più patetici dell’era delle fandom, quello organizzato da un giornale sulla canzone più bella del decennio. Però intanto l’ha vinto. Eh già.
Standosene tranquillo.
Il resto della top ten. Alle spalle di Vasco nonstop live tiene Tiziano Ferro e recupera ThaSupreme, mentre scivola al n.4 Cesare Cremonini. Al n.5 c’è Marracash, al n.6 MinaFossati, al n.7 Salmo, al n.8 FSK Satellite (per gli over 30: tre trapper di Potenza). Al n.9 gli unici stranieri tra i primi dieci, i Coldplay. Al n.10, Biagio Antonacci (mi scuso per la circostanza). Escono dalla top 10 Zucchero, il nuovo Jovanotti e la raccolta dei
Pinfloi
No, non è ancora il momento. Prima abbiamo
Altri argomenti di conversazione. Entra al n.44 Camila Cabello (non solo è straniera, ma è pure donna. Cosa vuole??) e al n.70 il postumo di XXXTentacion (non solo è straniero, ma è pure morto); meglio di lui, essendo morti solo al 50%, The Who che entrano al n.35. Juice Wrld entra al n.78, Motta dal vivo entra appena sopra, al n.77. Mi pare chiaro che ha una piccola fanbase molto battagliera. Non ci posso far niente. Continua il grande momento per le donne: ce ne sono addirittura due in top 30, e sono le giovani Gianna Nannini (n.21) ed Elisa (n.25) più Mina, socia al 50% del proprio disco. Escono dalla classifica Enzo Dong dopo 6 settimane. Levante dopo nove. Neverland di Mecna e Sick Luke dopo due mesi. Jova Beach Party e Mainstream di Calcutta prendono entrambi congedo dopo 26 settimane. Davide di Gemitaiz invece dopo 85 settimane, che ammettiamolo, è un bel po’. Ma non quanto le 127 settimane di Polaroid 2.0 di Carl Brave x Franco 126, che salutiamo dopo due anni e una ventina di giorni di permanenza in classifica. Quindi, ora gli album da più tempo in classifica sono ÷ di Ed Sheeran, che ci allieta da 145 settimane, Evolve degli Imagine Dragons (129), e un altro che ne farà 100 la settimana prossima. Ma la striscia più lunga in corso è quella dei
Pinfloi
Non ora! Dopo. Qui è dove parliamo dei
Sedicenti singoli. Blun7 a Swishland di ThaSupreme rimane la canzone che gli italiani non si stancano di cantare in coro, davanti a Dance monkey di Tones And I e alla new entry di Salmo, Dani Faiv, Nitro & Lazza, intitolata Charles Manson – il loro brano natalizio. Manson che, lo ricordiamo, due anni fa è passato a
Miglior vita. In classifica ci sono dodici album di artisti o gruppi guidati da artisti che hanno abbandonato questa valle di presepi. Nevermind è solo al n.95 ma, ne converrete, l’importante è che ci sia. E con questo, possiamo dedicarci ai
Pinfloi. Ci sono tre loro album in top 40 (uno è la nuova raccolta The later years, al n.28). The dark side of the moon è in classifica da 162 settimane, The wall da 111. Ma naturalmente il dato che interessa ai sondaggisti è quello sulla posizione: The dark side nel tentativo di ristabilire la tradizionale supremazia sale dal n.54 al 39. Ma The wall sale dal 39 al 32, che conferma che il decennio degli italiani si chiude all’insegna di paranoia e depressione, delle quali ricorre l’anniversario. In fondo è giusto riscoprirle: riempiono le nostre vite, e non chiedono nulla in cambio.
ThaSupreme non ha niente da dire, e non è un dramma – TheClassifica n.47

ThaSupreme non ha niente da dire, e non è un dramma – TheClassifica n.47

Il messaggio è il mezzo. No, è il contrario. Non mi ricordo più.

The Dark Side of Marracash – ClassificaGeneration, ep. 28

The Dark Side of Marracash – ClassificaGeneration, ep. 28

Tutti sono entusiasti di Persona. Evidentemente c’è qualcosa che non va.

Tolkien e le canzoni di Amici – Classifica Generation ep.27

Tolkien e le canzoni di Amici – Classifica Generation ep.27

Ho la sensazione che con questa Giordana Angi facciano sul serio. Oddio, pareva che pure con Riki e Thomas facessero sul serio. Ma sono abbastanza convinto che lei non ingrosserà le fila delle gallerie mensili “CHE FINE HANNO FATTO I VINCITORI DI AMICI?”.
(se non altro, perché è arrivata seconda) (comunque, chissà che fine hanno fatto i primi precari di redazione che hanno fatto le prime tra queste gallery)

Giordana Angi in sé è interessante per tre motivi. Il primo è il PERSONAGGIO. Che non mi interessa.
(sì, ho appena detto che è interessante, ma mentivo) (lo so: concorrente apertamente lesbica nella trasmissione per eccellenza tra quelle per le famiglione del popolone) (quella che il sovrano dei sovranisti dice di guardare) (i media trovano il personaggio interessante, il pubblico pure) (vedete media, qui?) (vedete pubblico?) (bene) (ora, se la smetto di interrompermi, possiamo andare avanti)
Il secondo motivo interessante, è che ha una certa abilità nello scrivere. In realtà sarebbe interessante anche se non ne avesse nessuna, vero? Quindi vediamo di non dare in escandescenze. Però soffermiamoci su questo: ha 25 anni e nel 2012 era a Sanremo Giovani. A quanto pare, ha provato per cinque anni ad entrare ad Amici.

Ed è qui che arriva il terzo motivo. Ovvero, in tutti questi anni votati a capire come entrarvi, Giordana Angi ha assorbito Amici. È diventata Amici. Come tutti gli eroi fantasy, da Luke Skywalker ad Arya Stark a Daniele Capezzone, ha intrapreso controvento il viaggio mitico verso la verità mistica assoluta del suo universo: ha studiato le esoteriche arti degli oscuri creatori di canzoni da talent: Federica Camba e Daniele Coro, Roberto Casalino e Dario Faini (che oggi incede rivestito di respekt col nome Dardust), e ha imparato a spostare le emozioni del pubblicone che chiede una NARRAZIONE di giovanili ardori e patemi, di indomite ribellioni e teneri flirt, di rivalità senza quartiere e amicizie fraterne tra Lilo, Lele, Lulu, Lalo e Lolo – e che tutto questo sia impastato nell’amore unanime, devoto, umile e succube per Maria De Filippi, che in silenzio contempla e disprezza ogni creatura vivente con ferocia suprema come il Nyarlathotep di Lovecraft.

E quello che Giordana Angi ha scoperto è che alla fine di questo decennio, a differenza del frivolo pubblico di X Factor che chiede la novità per poi annoiarsene in due settimane, il pubblicone di Amici vuole il tipo di canzone che voleva alla fine del decennio scorso (dopo la crisi dei subprime). Ha scoperto la più pura essenza del brano Amico, e la applica con alacre fervore. Prendiamo, da Voglio essere tua, attuale n.1 tra i presunti album,

1. Voglio essere tua. Parte piano. Quasi con un parlato. Poi la voce sale di un’ottava – entra la batteria, ed ecco un pieno emozionale, cantato con una voce e un pathos esattamente a metà tra la superospite perfetta di Amici e la santa martire più iconica. Che incidentalmente, sono sorelle: Loredana Berté e Mia Martini. Poi però si placa. Riflette. No, non ce la fa, non c’è verso di placare queste emozioni piene di sincerità piena di cuore pieno di cicatrici piene di desiderio pieno di emozioni.

2. Le 4 Milano. Parte piano. Poi la voce sale all’ottava superiore, entra la batteria picchiando sui tom, e c’è un crescendo. Poi però si calma. Si interroga. No, non ce la fa, non c’è verso di calmare questo desiderio pieno di sincerità pieno di emozioni piene di cicatrici piene di cuore.

3. 400 proiettili. Parte piano. Quasi un parlato. Poi sale all’ottava superiore, tutta emozionale. E a un certo punto la batteria inizia a picchiare, con la solennità dell’ineluttabile. Poi però scende. Rallenta. No, non ce la fa, non c’è verso di rallentare questo cuore pieno di coltellate dritte al cuore pieno di proiettili nelle arterie;

(il cuore compare un sacco di volte. Il cuore è un concetto da ribadire. Giordana ha cuore. Chi la ascolta ha cuore. Gli ITALIANI hanno un cuore. Persino i critici musicali hanno un cuore. Infatti di solito partono piano. Poi salgono all’ottava superiore, tutti storytelling. Poi si chetano. Dubitano di se stessi. No, non ce la fanno, non c’è ragione di dubitare di una prosa incespicante tutta pagine di Smemoranda e orgogliosa marginalità)

4. Mi hai lasciato senza dire niente. Parte piano. Poi sale, quando inizia ad accusare di essere stata lasciata sola “In questo fottutissimo casino”; grida perché il rancore va gridato, e negramarizzato con il meteo: “Mi sento sola in mare aperto, dentro la tempesta dovrà pur tornare il sole, eravamo così belle tra la gente, mi dicevi”.

5. Paura di morire non ne ho è un pezzo magistrale. Così come Tommaso Paradiso si trasfigura in Umberto Tozzi, Giordana Angi diventa Mia Martini – ma in un brano in reggae lineare che ha lo stile di Loredana Bertè e la sua filosofia: “Niente da perdere, tutto da vivere, mi godo il momento mi prendo il meglio”. Implicitamente poi il titolo ne evoca un altro antico e Bertésco che contiene, tutta anticristosa, la bestemmia suprema del suo ordine religioso: AMICI non ne ho.

In pratica, le canzoni che piacciono al pubblico di Amici sono canzoni-hobbit. Perché la canzone di chi ama Amici, ovvero ogni buon ITALIANO, non parte promettendo un’epica fin dalle prime note come il tipico brano sanremese – no, si preoccupa di dubitare di quell’epica, nella parte iniziale e poi dopo la prima battaglia. In pratica si muove come qualsiasi protagonista di qualsiasi quest eroico secondo la teoria de Il viaggio dell’eroe di Joseph Campbell: ritrosia iniziale, illuminazione, terribile confronto con il mistero e con la propria più intima natura, accesso a una nuova consapevolezza. Ed è il caso di essere consapevoli che con o senza il suo attuale sponsor Tiziano Ferro, Giordana sarà ancora nei quartieri alti alla fine del prossimo decennio. O forse no.

Resto della top ten. Entra al n.2 Tradizione e tradimento di Niccolò Fabi, e al n.3 l’album di debutto del rapper napoletano Geolier. Scalano al quarto posto i Modà e al quinto l’ex numero uno Renato Zero. Forse un po’ più basso del previsto l’ingresso di Mecna e Sick Luke, sesti davanti a Lazza, Ultimo e Night Skinny – con Gemitaiz e Madman sull’ultimo vagone del trenino della top ten. Che è una top ten tutta ITALIANA, come piace al POPOLO. Ragion per cui, mi rifiuto di chiamarla “top ten”: la chiamerò Decina in cima. Peccato che abbia finito di parlarne.

Altri argomenti di conversazione. Escono dalla Decina in cima (aha!) Levante, Mika (primo degli stranieri, al n.15), Machete Mixtape e Rocco Hunt. Escono invece dalla classifica il Re Mida in versione solo piano di Lazza, che ha incuriosito i fan per una settimana di permanenza al n.19, ma è già sotto il n.100. Fuori subito anche il live dei Simple Minds e quello degli Helloween, Ghosteen di Nick Cave e i Darkness; ci sono state due settimane di gloria per gli Opeth e sei per i Tool. Entrano al n.23 i Lacuna Coil e al n.72 Tones And I. L’élite degli album da più di cento settimane in classifica parte sempre da Hellvisback di Salmo (193 settimane), The dark side of the moon (154), ÷ di Ed Sheeran (137 settimane), Evolve degli Imagine Dragons (121), Polaroid 2.0 di Carl Brave x Franco 126 (120), The wall (103).

Sedicenti singoli. C’è una nuova numero uno anche tra i singoli: scivolano via subito Lazza & Sfera FEATURING Capoplaza (dal n.1 al n.6) e conquista il primo posto Dance monkey dell’australiana Tones And I, ovvero La ragazza Con La Voce Strana Nel Video Molto Strano. Sale al n.2 Ti volevo dedicare di Rocco Hunt FEATURING J-Ax e Boomdabash, e resta aggrappato al n. 3 Fred De Palma FEATURING Ana Mena con Ancora una volta, la loro hit dell’estate FEATURING tutte queste zanzare che ancora non sono passate a

Miglior vita. Dieci album su cento sono di artisti o gruppi guidati da artisti che hanno abbandonato questa valle di influencer. Ne è capofila Emozioni di Lucio Battisti al n.36. Ma ormai non possiamo più girarci attorno: manca ormai da mesi, ci siamo persi Nevermind, ultimo avamposto del rock presso i giovani. Ma no!, non è vero, scherzavo, sapete che resiste baluardico quel rito di passaggio che chiamiamo

Pinfloi. The wall sale dal n.74 al 60, mentre The dark side of the moon cresce un po’ meno ma cresce, dal 45 al 44; secondo i sondaggisti, questo elettorato diviso tra le preferenze per il più vecchio dei due album rispetto al più 40enne è una chiara risposta all’ipotesi di Beppe Grillo di togliere il diritto di voto agli anziani. L’unico problema è che per metà dei sondaggisti la risposta è un chiaro “no”, per l’altra metà è un chiaro “sì, caspita – e includiamo anche i 40enni, vero?”.

TheClassifica: Renati Zeri per sempre

TheClassifica: Renati Zeri per sempre

Il prete più longevo d’Italia è tornato a parlare al POPOLO.