LA Classifica 101 – ovvero MiticoVasco trionfa su Mina&Celentano, e dietro c’è il Governo

Bene, la Pausini natalizia in testa a novembre davanti a Mannoia e Robbie Williams non me l’aspettavo.
Invece, che una raccolta di MiticoVasco negasse il n.1 alla Coppia Più Bella Del Mondo, non me l’aspettavo nemmeno quello.
Ok, ho come la sensazione che non verrò mai soprannominato Er Profeta.
(volete sapere cosa prevedo sul referendum?)
In ogni caso, immagino anche che qualcuno non l’abbia presa bene – non tanto in Svizzera quanto in Brianza, e non tanto Adriano, quanto Claudia Mori – brava cantante e madre esemplare. Ma cosa può essere successo? Come è possibile che una raccolta quadrupla di pezzi che il fan medio di MiticoVasco dovrebbe aver già, abbia battuto il disco-evento dei due Venerabili? Il successore dell’album italiano più venduto degli ultimi trent’anni?vasco non stop
Intanto, immagino che qualcuno si sia preso le versioni big bamboo, quelle coi 7 vinili o i due dvd (ambedue a 100 euro). Poi, immagino che i quattro brani nuovi (col singolo Un mondo migliore, quello con il corone da stadio già incorporato) abbiano un certo appeal.
Poi, immagino che ne abbia uno anche la quasi parità di prezzo: Feltrinelli mette a 21,59 Le migliori di Mina&Celentano, e a 22,39 Vascononstop. Ma Amazon scende a 20,69. Ripeto, per un quadruplo. Ci sto facendo un pensiero persino io.
Inoltre, dopo averci fatto il pensiero ed essermi immedesimato in lui immagino anche che il fan di MiticoVasco potrebbe non avere TUTTI i suoi cd. Magari ha meno di 30 anni e pensa che abbia debuttato nel 2000 col nome di Kom, e poi si sia scoperto, ma pensa, che facesse Rossi di cognome. O viceversa ha più di 40 anni e magari aveva qualche vinile (e cassette. Quante cassette vendeva Vasco, bambini!) ma ha lasciato per strada i cd di Nessun pericolo per te oppure Stupido hotel.
(haha, era tutto un trucco: io SONO un fan di MiticoVasco, non ho bisogno di immedesimarmi) vasco-rossi-740x350.jpg.pagespeed.ce.wX-uZb4N24
Essendo un fan, oltre a immaginare se fosse sempre domenica, immagino anche che la composizione dei fan di Vasco sia cambiata da quel famoso Sanremo 83 a oggi. Che cavolo, negli anni 80 durante il derby di Milano nella curva milanista sventolava Che Guevara e in quella dell’Inter gridavano “Duce, Duce”. Poi due opposti presidenti hanno spinto per ribaltare tali tradizioni. Non ci vuol molto, le curve sono robe fluide (…ok, eccetto quella d’aa Lazzio). E nella musica ci sono un sacco di curve. Ce ne sono sempre di più. Quella di MiticoVasco, quella di Renato Zero, quella di Fedez, di Marco Mengoni, di Benji&Fede. E intanto, penso che la curva di Mina si sia svuotata da tempo: Selfie (eh, sì) nel 2014 era arrivato solo al n.5; l’ultimo n.1 è del 2007 (Todavia, disco in spagnolo), e anche quello fu un guizzo ormai inatteso. Ora mi chiedo se sia andata erodendosi anche la curva di Celentano. Non so, forse va sempre stimolata con un po’ di tv.
Comunque, essendo Vascononstop al n.1, sarei tenuto a parlare più di lui. Che posso dire? Sono 69 pezzi, e non è facile lamentarsi per i pezzi che mancano. vasco Colpa-dAlfredo
(e invece, eccomi: capisco che Colpa d’Alfredo oggi sia impresentabile, però Vivere una favola e Quindici anni fa e Dormi, dormi, tra le mie 69 ce le avrei messe) (e pure Blasco Rossi: il grido “Che ti dò l’animaleee” impiegò pochi secondi a imprimersi nel mio cuore di giovane poeta)
Ma del disco-evento è difficile non parlare comunque.
Devo confessare che il primo ascolto – alla presentazione, impianto con diffusori grossi come quarterback – mi aveva convinto. Sì, coglievo tutti i trucchetti, dalle piacionerie per suonare contemporanei alle tante somiglianze (ancora più contemporanee), da Can’t get you out of my head di Kylie Minogue a The long goodbye di John Williams (mi fermo perché questo tipo di caccia alla citazione mi annoiano tanto) (però lo sottolineo perché ne ho trovate più del lecito) mina celentano biancoenero
Al secondo ascolto, a casa, con due diffusori grandi come Oreo (ma l’ascolto scrauso è quello che mi dice la verità su una canzone) (parlo per me, beninteso) ho fatto più fatica. Un po’ perché mica ce le avevano fatte sentire tutte, in conferenza stampa. Ma anche perché l’album tende alla sit-com. Nemmeno nei dischi rap si sentono tanti dialoghi, parlati, siparietti, punzecchiature tra i protagonisti. Le migliori pare una serie di RaiUno o Canale 5 su una tipica coppia italiana: si sopportano, si tradiscono, si lasciano, si cercano. Coi titoli come episodi di una serie: Se mi ami davvero, Non mi ami, Ti lascio amore, Amami amami, È l’amore. E nelle pieghe delle canzoni, i due escono dalle strofe e dalle righe. Lui: “Mi sento libero”. Lei: “Illuso!”. Poi lei: “Cos’aspettarmi da uno come te?” Subito lui: “Come, da uno come me? Non è che hai sbagliato cantante?” Ancora, lui: “Non ti amo più”. Lei: “Cosa stai dicendo? Mi ami eccome”. E infine: “Tu guarda le altre coppie…” “Ma non siamo loro”. mina celentano ora
E okay, lo abbiamo sempre saputo, basta guardare i vecchi filmati dei duetti in Rai: siete la Coppia Più Bella Del Mondo e ci dispiace per Claudia (…e per il Dottore) (buonasera, Dottore!). Forse, vista l’anagrafe cinica e bara (lui va per i 79 anni, lei 77) hanno coronato la loro storia d’amore in questo disco (Lei: “Spengo la luce, ti sfioro in silenzio e tu… Oh. Oh! OH!”).
Però forse – dico forse – hanno puntato troppo sul fatto che gli italiani vogliano continuare a identificarsi con lei che è signora con gli artigli, sognante e disillusa nello stesso tempo, e lui bisbetico domato, asso, innamorato pazzo, maschio di una volta, di “quando noi ignoranti eravamo di più”.
…Ma sono tutte chiacchiere: chi non lo ha comprato, il secondo ascolto non lo ha fatto. Quindi?
Ulteriore ipotesi. Immagino che 4 cd di canzoni già famose di MiticoVasco siano più rassicuranti di 11 pezzi nuovi (più Prisencolinensinanciusol giustiziata da Benny Benassi) dei due Grandi Vecchi. Ma tutti questi “immagino” sono becchime per gli storni. In realtà io coltivo un sano complottismo. Guardacaso MiticoVasco ha chiesto che C’è chi dice NO non venisse usata in senso propagandistico prima del referendum, mentre Mina&Celentano in questi anni si sono sbilanciati più per l’amico Beppe Grillo che per il Governo. E guardacaso chi c’è al n.1, eh, EH? vasco rossi riva
E se a questo aggiungete che dopo lo sclero di Piero Pelù contro il concittadino Renzi, l’album dei Litfiba si è fermato al n.3, vedrete anche voi che c’è del torbido in questa classifica (non potete non vedercelo – ce lo sto mettendo di persona, da una tanica).
Resto della top ten. Scivolano al n.4 Benji&Fede e Babba Pausini cala al n.5; Sting che pare abbia un buon disco entra solo al n.6, davanti a Fiorella Mannoia. Chiudono la diecina, Coldplay (uscito 50 settimane fa) (usti), Giorgia, Robbie Williams. Escono dalla top ten Pooh, Battiato&Alice, Bon Jovi (era entrato al n.1 in Usa, da noi a malapena un n.6 che ora è già n.21) (Virgin Radio, fa qualcosa: è pur sempre metà del tuo palinsesto) e Gemitaiz, dal n. 7 al 59 con Nonostante tutto – Reloaded.
Altre accozzaglie. Entrano al n.26 il seicentesimo live dei Rolling Stones, e al n.31 le versioni Acoustic dei Simple Minds. Il disco più longevo in classifica è la raccolta dei Modà, n.52, 104 settimane (due anni, oh), ma TZN con il live al n.48 lo incalza con 103. A proposito di Modà: dei TheGiornalisti al n.49 dopo 4 settimane non dovrei parlare perché il loro album ha venduto un po’ una miseria, non è mai entrato in top 10, e quindi mi viene qualche dubbio sul “fenomeno da tutto esaurito all’Alcatraz” (dalla homepage di Corriere.it). Ma è ben vero che
1) ai mediapeople piacciono molto TheGiornalisti, cosa che non mi stupisce, il 99% dei mediapeople disprezza la musica. Alcuni dolosamente, alcuni perché non distinguerebbero Beethoven da quel giapponese imbecille con la penna e l’ananas e millemiliardi di visualizzazioni su YouTube;
2) ce l’ho con loro per il nome che si sono dati, a buffo; cohen-de-mornay
3) okay, poi le canzonette rosé del baffo tarlucco mi fanno schifo anche loro ma questo è il meno. Il vero motivo di ostilità personale è il nome.
Miglior vita. Ci sono 15 album di artisti che hanno abbandonato questa valle di elezioni anticipate. Otto di essi sono di Leonard Cohen. Non escludo che all’indomani dei funerali siano entrati in classifica più dischi di Cohen che di Bowie (dovrei andare a guardare) (se anche non è successo, sono più di quanti avessi previsto) (mmh, okay, so cosa state dicendo). Li guida You want it darker che è rimbalzato dal n.26 al n.11 (accludo foto di Cohen con Rebecca De Mornay perché non sapevo che anni fa stessero assieme, ci sono rimasto malissimo. Non per lui, per me). Infine, Nevermind questa settimana è al n.100. Lo trovo simpatico, come se ci avesse fatto uno scherzino – “Esco – no, ci avevate creduto, eh? A mulatto! An albino! A mosquito! Etc.!”
Pinfloi. Haha. Okay, prima gli amici: il vinile di The dark side of the moon scende al n.38, mentre The wall si adagia al n.90 e Wish you were here al 93. zappapinkfloydMa questa settimana non possiamo leggere in questi dati la testimonianza di rivolgimenti sociali e forze storiche, perché c’è un fattore di disturbo: è uscito il megacofanetto di rarità maniacali The early years: 10 cd, 9 dvd e 8 blu-ray sul periodo dal 1965 al 1972. Prezzo, 430 euro (accludo foto con Frank Zappa perché ci rimangano malissimo. Non i Floydiani, gli Zappiani). Peraltro è uscita anche la versione amichevole: due cd, periodo solo dal 1967 al 1972. Prezzo 17 euro. Quest’ultima debutta al n.13, mentre quella che costa come un diamante pazzo è entrata al n.27. Però conto molto sul Natale e su tutti i familiari dei Floydiani che stanno già facendo la grande colletta affinché sotto l’albero non manchino depressione, alienazione, paranoia, incomunicabilità in preziose versioni senza tamburello che si ritenevano PERDUTE.
E invece!

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4 Comments on “LA Classifica 101 – ovvero MiticoVasco trionfa su Mina&Celentano, e dietro c’è il Governo
  1. A proposito dei Thegiornalisti, pare che il parlato de “Il tuo maglione mio” volesse essere un omaggio a Vasco Rossi. Gli è uscito come un Jovanotti rifatto da Muccino, il che credo dica tanto della loro musica. Però ammetto che alcune vecchie, tipo “Proteggi questo tuo ragazzo”, non mi dispiacciono. Quello che davvero mi stupisce è il credito che a quanto vedo hanno presso gente che invece schifa Calcutta e I Cani come se non venissero dallo stesso albero (e fossero anche meglio, almeno il secondo). Forse perché non causano complessi, sono esattamente la band tardohipster richiesta da chi l’ascolta. Per i cd invenduti, credo sia anche una questione di target: quasitrentenni che vanno ai concerti ma l’ultimo album l’hanno comprato al liceo. Però comprano quello dei Coldplay – per regalarlo alla fidanzata di cui disprezzano i gusti musicali, perché il biglietto per il concerto costa troppo.
    Mina e Celentano dovrebbero provare ad andare in tour. Se lo fanno i Rolling Stones…

  2. Credo semplicemente che i fan di Vasco comprino qualunque cosa lui pubblichi. Che questo Le Migliori sia stato pubblicato in un periodo piuttosto affollato di uscite (fosse uscito la settimana prima probabilmente sarebbe andato al numero uno e avrebbe dato un dispiacere alla Pausini). E poi c’è da dire che tutti gli altri fanno interviste, ospitate nei programmi giusti (Ligabue da Fazio per dire), insomma promuovono il disco. Cosa che Mina e Celentano non fanno. Ora con Ligabue in arrivo (che quasi sicuramente spodesterà Vasco) e Tiziano Ferro, il numero uno per ora non lo raggiungeranno di sicuro. Bisognerà attendere lo speciale tv su Raiuno e vedere che succederà dopo, anche perché la promozione è stata pensata perché la scia di questo disco duri il più a lungo possibile (lo dimostra il fatto che il pezzo forte dell’album, A un passo da te, non se lo siano giocato subito ma se lo stiano tenendo per dopo, probabilmente per non farlo schiantare con la concorrenza. Pare che nemmeno come secondo singolo lo pubblicheranno). Alla fine, è vero che i nomi sono pesanti (ma come hai fatto notare tu l’ultimo disco di Mina ha venduto niente; aggiungo che oltre a non superare il quinto posto in classifica, non è riuscito nemmeno ad agguantare il disco d’oro), però due quasi ottantenni che non fanno promozione o quasi (gli amorevoli parenti non possono bastare) hanno raggiunto il secondo posto in classifica in un periodo come detto affollato di uscite, peraltro di nomi altisonanti.

  3. così, di prima istanza, ti direi che il 1mo posto di Vasco sia dovuto semplicemente al fatto che quest’uomo, a 60 anni, si fa ancora voler bene. Col tempo io, che nel periodo degli spari sopra non lo sopportavo, ho imparato a volergli bene come un papà e penso che a livello di immagine ed empatia questa cosa conti abbastanza. più della musica. Perché sinceramente oggi come oggi della canzone in sé non interessa a nessuno. vai a cercare di imporre la distinzione fra opera ed artista (di Novalis-iana memoria)! Il “chiamarsi fuori” dei Minacelentano non vale più: se ti neghi, ti nascondi, sei solo uno sfigato (so say the new generations) q quindi: sfigato io non ti compro. Perché la grande differenza è che i vecchi hanno comprato sia Mina che Vasco ma i giovani solo Vasco.
    p.s. senza contare che il disco mi pare pure bruttino.

    ora mi permetti un off topic che forse abbassa il livello? Ma tu dell’ultimo di alessandrina amoroso ne pensi malissimo? sai che invece funziona benissimo in palestra? sul tapis roulant. Lei ha solo due registri: lo strillozzo e il citofono ma i pezzi sono scritti bene. persino quelli di Elisia. Certo poi serve una doccia ma per quell’oretta… 🙂

    • Mi sa che hai ragione, il sottrarsi di Battisti e di Salinger ora come ora toglierebbe carisma invece di aggiungerlo. Tant’è che in questo periodo Bob Dylan viene sacramentato persino dai fan per fare quello che fa da sempre (“Come dite? Organizzate Woodstock sotto casa mia? Non mi interessa, non vengo”).
      Quanto a Sandrina Amoroso, penso sinceramente che sia sopra la media dei dischi delle rivali, e che lei sia molto intelligente – o molto ben consigliata – a lasciare il divismo alle altre, e a fare quella ancora un po’ acerba in cui identificarsi.

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