TheClassifica n.7 – Random Access Moreno

La settimana scorsa c’erano i Daft Punk al n.1. TheClassifica ha salutato l’evento con uno sdegnoso, snobissimo silenzio. Perché non ci credo che a qualcuno interessi un’altra opinione su Random Access Memories. Ma se proprio, beh: vi basta salire su un qualunque tram, o andare all’ufficio postale, o scendere nella vostra cantina, e ci troverete qualcuno che sta recensendo l’ultimo disco dei due mascheroni. Che poi, pensandoci, anche NON parlarne forse è a sua volta contemplato nella strategia ben orchestrata, nell’operazione di marketing più consapevole e subdolamente feroce che sia mai stata fatta nella musica negli ultimi vent’anni – e proprio nel momento in cui la cosa sembrava sconsigliata, perché siamo tutti talmente sgamati oggi, no? Mica ci caschiamo in queste cose. Quando è apparsa la Lana Del Rey, abbiamo tutti sogghignato: a noi non la si fa. Siamo disincantati, siamo post-mediatici, siamo venti punto zero.

(…credetemi, faccio fatica a non scrivere cosa ne penso) (un’aquila mi viene a sgagnare il fegato tutti i giorni – ma io, Prometeddu, ultimo degli eroi, non cedo) (apprezzate il mio eroismo, l’esempio che dono al genere umano)

Dato sì che i due Power Rangers sono scesi al n.2, in testa è tornato Moreno Donadoni, quivi già esecrato due settimane fa con toni apocalyptici.Ma la situazione in cui vi imbattereste oggi scrutando la classifica degli album è persino più mortificante rispetto a 14 giorni fa. Perché, forzando Jovanotti all’interno della categoria “rap”
(è una forzatura) (sì) (l’ho detto prima io)
Il quadro della prima settimana di giugno è questo:
Moreno, Power Rangers, Gemitaiz, Clementino, Greta, Emma, Fedez, Verdiana, Jovanotti, Marco Mengoni – n.10, e unico con un dannato COGNOME nella top ten italiana. Gesùredentore, sembra di essere tornati ai tempi in cui i cognomi facevano schifo e i cantanti si chiamavano Adamo, Michele, Genoveffo. Dio delle brioches, ecco cosa sembra! Il dannato Grandefratello.

(ora c’è la vostra battuta, siete pronti?)
“Non sei troppo lontano dalla verità, giovane Padawan”.
(bravi. Magari, voce un po’ più profonda, la prossima volta)

Lo so perché dite questo. Perché 4 nomi presenti in top 10 provengono dai TALENT. Mentre 4, con una forzatura (Jovanotti) vengono dal RAPITALIANO. 1, il capoclassifica Moreno, viene sia da un TALENT che dal RAPITALIANO. Infine 1, viene dalla galassia hipster, dall’universo cool, dalla nebulosa hype. E per l’appunto, si tratta dei due caschineri mangiarane.

E quindi, noi generazione di sgamati, abbiamo ottenuto questo, di assecondare perfettamente quelle poche idee ma fisse di quel che resta della discografia. E se volete provare ancora più imbarazzo, posso sfoderare una classifica di trent’anni fa. Era il giugno 1983. E nella top ten degli album più venduti in Italia, c’erano David Bowie, Let’s dance. Peter Gabriel, IV. The Police, Synchronicity. Matia Bazar, Tango. Vasco Rossi, Bollicine. Ma non voglio magnificare un’epoca: c’era anche musica dozzinale, in classifica, c’era del pop per le masse. Un disco intitolato Thriller.

Ed ecco quindi che di colpo, io sento un suono che non proviene dagli anni 80. Viene da quest’epoca – e in effetti lo sto producendo io. Forse lo sentite anche voi: sono i miei denti, digrignati lungo una pentatonica, al pensiero di quante volte ho letto e sentito dire che gli anni 80 erano anni così stupidi, che non se ne usciva vivi, che hanno rovinato questo Paese – perché vedete, è così che funziona: siamo così furbi e sgamati e disincantati che nelle nostre analisi ci siamo convinti che i decenni siano tipo i fidanzati – “Oh guarda, quella lì mi ha devastato” “Lui era svampito ma dolce, con tutti quei cosi – gli ideali” “Lui era crudele e insensibile ma mi manca”. E ne coccoliamo i ricordi, andiamo a riguardare le vecchie foto – ma come sono gialle, c’era già Instagram? – e inseguiamo i suoni di allora, e ogni volta che qualcuno arriva a spacciarceli (per qualcos’altro), ecco che più furbi e sgamati e disincantati che mai, ci sentiamo rinascere. “Like the legend of the phoenix”.