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AMARGINE

TheClassifica ep.8/2020 – Bambini perduti

Il numero uno. La nazione è da tempo attraversata da un’aggressività infantile, egocentrismi infantili, ragionamenti infantili, divertimenti infantili. Questa è stata la settimana di un sentimento infantile tra i più onesti, la paura – e mi sembra appropriato che i MeControTe, idoli infantili, siano andati al n.1 in questa settimana, col loro Fantadisco. Era nell’aria: così come nel Regno Unito erano andati al n.1 gli youtuber per famiglie Ladbaby, giovane paparino e giovane mammottina, ecco che anche in Italia abbiamo il trionfo, tra cinema e musica, di Luì & Sofì, cioè Luigi Calagna e Sofia Scalia (28 e 23 anni), fidanzati di Partinico, da qualche anno traslocati a Milano.
Hanno quasi 5 milioni di iscritti al loro canale YouTube. Significa che ci sono 5 milioni di bambini (veramente piccoli) in Italia? Non credo. Ma anche ammettendo che quelli in età da MeControTe siano due milioni, è un dato interessante che abbiano tutti in mano un telefono, e che YouTube – nella versione for kidz – li indirizzi verso di loro.
Ora: nei confronti dei bambini, ho la sensazione che gli adulti italiani contemporanei abbiano un atteggiamento molto chiaro. Ovvero: per un po’ sono divertenti e permettono di tirare su un po’ di like su facebook (o di voti, se si ha una base elettorale più imbecille della media, alla quale si dice ogni due per tre “io parlo da genitore”).
Ma poi rompono le palle. Sottraggono tempo prezioso alla Playstation, ai social, agli amanti. Quindi diamogli un telefono in mano, in modo che non fracassino i maroni. Ma sento obiettare: “Beh, se è per questo io passavo ore e ore davanti a Mila e Shiro e Holly e Benji e a Bonolis e Uan, e sono forse diventato un idiota?”
Eh.
C’è anche un altro livello di obiezione, più subdolo. L’ho sentito esplicitare una decina di anni fa – in televisione – da una giornalista piuttosto famosa. Ed era: “Non si può dare la colpa alla televisione se trasmette il vomito, sta ai genitori controllare i figli”.
Ah.
Davvero.
Ditemi. Voi, anche nelle vostre fantasie più naziste, avete mai provato a controllare dei bambini?
Oppure: quanto riuscivano realmente a controllarvi i vostri genitori? Mia madre è di scuola bergamo-asburgica, al suo confronto Vittorio Feltri è un hippie. E nella lunga lotta senza quartiere in cui per anni mi ha marcato a uomo come Jurgen Kohler, io pur essendo un bambino sostanzialmente babbeo ritengo di aver eluso il suo occhio infuocato, contravvenendo ai suoi Comandamenti, almeno trecento volte.
(…ok, forse invece mi sono illuso di averlo eluso) (però su una trentina di volte ci potrei giurare) (facciamo tre) (ma siete mia madre, voi?) (i bambini che controllate sono tonti come me?) (la quota si impenna per forza)
 
Quindi, torniamo a noi. Qualche anno fa una mamma mi ha raccontato di un interessante corso di educazione sessuale tenuto dai bambini di quinta elementare a quelli più piccoli, in bagno, nell’intervallo, con disegni e classificazioni tratte direttamente da YouPorn. Anche qui, qualcuno può rispondere “Ehi, ma chi non imparava certe cose dai compagni di scuola?” Accolgo l’obiezione. Ma non perdiamo di vista il punto. Che è chi gestisce lo show. Chi ci educa tutti. Lo Stato ci ha provato più che ha potuto, poi è stato affiancato dalla televisione. Prima la Rai, il cui legnoso disegno era tirare su piccoli democristiani e piccoli comunisti. Poi Mediaset che ha cercato di allevare una generazione di edonisti liberali. E infine, il grande “ok vale tutto”, dell’epoca di pay-tv e digitaleterrestre. Che coi social assume una connotazione bizzarra, perché l’Algoritmo, a differenza dei seicento canali tv, un suo Disegno ce l’ha.
Qual è il Disegno? Non lo so, devo lasciarvi senza risposta qui: ero un bambino sostanzialmente babbeo e lo sono rimasto – VOI dovreste dirmelo, eravate più furbi di me, e la prova è che io sono quello che scrive agratis di musica su un blog e che si è ascoltato le canzoni dei MeControTe, e ha notato che:
1) citano costantemente un signor S che è particolarmente schifoso, e il pensiero vola a uno che parla da papà 2) ma forse mi sbaglio, perché citano un signor S ma non citano un signor LucaMorisi. A meno che come il sottoscritto siano persuasi che non sia affatto un genio di spin doctor ma che sia un babbione che mangia gli spaghetti col cucchiaio 3) la struttura delle loro canzoni ricorda terribilmente i primi 883 4) lei ricorda Cristina D’Avena e lui forse ricorda Giovanni Muciaccia, e mi chiedo se la cosa sia voluta o sia casuale e comunque implichi che c’è un tipo fisico che ispira più fiducia, ma nel caso, la sinistra riparta da queste facce prima che lo facciano i bombaroli #viciniagiorgiameloni 5) credo che Luì & Sofì siano appoggiati da una multinazionale dello slime. Che comunque, rimane una sostanza che simboleggia abbastanza bene l’Italia di questo secolo, anche più dei vestiti ignominiosi di Sfera Ebbasta 6) con un misto di senso della propria missione e intuito da artisti del loro tempo, due giorni fa hanno prodotto un video che parla di influenza e di come prevenirla – starnutirsi nel gomito e lavarsi le mani e tutte le altre cose che per dirle agli adulti è stato scelto Amadeus, quindi temo che la mia preferenza andrà a Luì & Sofì. Ma a proposito di Amedeus, 7) un mito necessario a ogni comunità è la speranza che le nuove generazioni siano migliori. Come questo possa verificarsi quando sono allevate da una generazione di peggiori, non è mai stato chiaro ma 8) forse è proprio questo il Disegno dell’Algoritmo.
(aha!) (vedete che non vi lascio MAI senza risposte) (piuttosto vi do una risposta scema) (ma che fa pensare) (e ora, passiamo al)
 
Resto della top ten. I MeControTe spezzano la presa di Sanremo sulla penisola, anche se alle loro spalle è ancora kermesse, kermesse, kermesse. Certo, anche nella classifica dei presunti album Francesco Gabbani, vincitore di Sanremo scelto dal POPOLO, si deve accontentare del n.2. E tuttavia, il disco del vincitore politicamente corretto è sotto di lui: Diodato entra solo al n.4, scavalcato al n.3 dal reboot di Twerking Queen di Elettra Lamborghini, donna che incarna le aspirazioni più autentiche di milioni di italiane: essere ereditiera e truzza. La compilation sanremica è scesa dal n.1 al n.5, e i Pinguini Tattici Nucleari dal n.2 al n.6. Entra al n.7 Justin Bieber, unico straniero, e chiudono la prima diecina i tre rappusi che un mese fa erano sul podio: Marracash, ThaSupreme, J-Ax. Vi sottopongo vieppiù che Elettra Lamborghini, Elettra Elettra Elettra Lamborghini è l’unica donna in top 10. Cosa che mi consente di aprire la parentesi dei
 
Sedicenti singoli. Tra i quali la Lambo non romba, pur chiudendo una top 5 TUTTA SANREMESE, con il rap improvvisamente boccheggiante in un angolo come non lo avevo mai visto da quando lo streaming pesa sui conteggi della FIMI. Il podio comunque è anche questa settimana quello stabilito dalla Sala Stampa, ovvero Fai rumore di Diodato, seguita da Viceversa di Gabbani e Ringo Starr dei Pinguini Tattici Nucleari. Vai a sapere se è il POPOLO che obbedisce alla Sala Stampa, o sono le playlist. Comunque sia, qualcuno obbedisce ai media, e voi che credevate che no, haha, quandomai, sono tutte chiacchiere, sono semplicemente
 
Altri argomenti di conversazione. Escono ampiamente dalla top 10 Elodie, Levante, Marco Masini e Anastasio – vediamo se vi sovviene cosa hanno in comune. Ok, i Green Day a Sanremo non c’erano e crollano dal n. 9 dell’ingresso al n.43. A margine, TZN Ferro scende dal n.11 al n.12, volevo segnalarvi che non è che abbia visto impennare le vendite dopo aver semi-occupato RaiUno per una settimana. L’album che ha folgorato le élite, The Slow Rush di Tame Impala, entra al n.20; tre posizioni sotto, al n.23, entra l’album che le élite vorrebbero folgorare, Nigio di Enrico Nigiotti. Entrate illustri, uscite esimie: lasciano la classifica Origins degli Imagine Dragons dopo 66 settimane, e dopo 69 e 71 settimane escono di classifica Platinum Collection e Bohemian rhapsody dei Queen! E con la loro fuoriuscita
NON CI SONO MORTI IN CLASSIFICA
Sì, lo so come vi sentite. Potrei dirvi che ci sono i Modà, ma non è la stessa cosa. Sapete da quando non capitava? Beh, io mi infervoro con la classifica degli album dal 2008 e non era mai capitato. Che dire, o non c’è più rispetto per chi ha lasciato questa valle di tamponi, oppure non c’è miglior morto dei vivi. Anche in questo caso forse è colpa di Sanremo, che con tutti i suoi omaggi – la maggior parte dei quali, fatta da TZN Ferro – ha tolto la voglia di ascoltare i cari estinti. Fatto sta che una rubrica mi è passata a miglior vita. Potrei aprirne una intitolata
 
Lungodegenti. Attaccati alla classifica con le unghie, guerrieri coraggiosi! Sopra le cento settimane ne troviamo cinque, a partire da Ultimo, che sale a 103 settimane consecutive con Pianeti e 106 con Peter Pan; Rockstar di Sfera Ebbasta sale a 109 settimane di fila in top 100, e il penultimo album di Ed Sheeran (÷) timbra il cartellino n. 155. Ma anche questa settimana, l’album da più tempo in classifica è dei
 
Pinfloi. The dark side of the moon è con noi da 172 settimane di fila, e scende al n.70; non abbastanza per The wall, che sale ma non riesce a operare il controsorpasso e si accartoccia al n.72. Secondo i politologi, è comunque un avvicinamento tra due elettorati, che potrebbe rispecchiare l’avvicinamento dei due Mattei. Loro sì, continueranno a infettarci a lungo.