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TheClassifica 98 – Lo strano caso del Dr. Fedez & Mr. Killa

Emis Killa, n.1, con Terza stagione.
Per strano che possa sembrare, Emis Killa è uno di cui (…non “con cui”) potrei parlare ore. No, non spaventatevi! C’è qualche vecchio TheClassifica nel quale, essendosi trovato al n.1, ho lungamente pontificato su di lui in generale. Però c’è un aspetto – l’elefante nella stanza, potremmo dire – sul quale avevo sorvolato. Ma non ce la faccio più: è ora di parlare del confronto merceologico tra Emiliano Rudolf Giambelli da Vimercate e Federico Lucia da Binasco. fedez-e-emis-killa-1200x630
Perché presumo che molti di voi, penso neutrali, siano portati a dire che Killa è la fotocopia di Fedez, e stia cercando di inserirsi negli anfratti dove l’altro non va – un po’ come la Pepsi Cola. Cionondimeno, la storia è diversa. Casomai, il rischio per Killa è stato che si mettesse come tra Giorgio Porcaro e Diego Abatantuono quando si misero a fare il personaggio del terrunciello, ma il secondo, più furbo e meglio spendibile, eclissò il primo a livello nazionale. Se non altro, questa cosa con Killa non è successa, mi dicono che viva benino, quanto meno è giudice di un talent pure lui (grazie alla riuscita dell’altro, temo sia innegabile).
Si sa che entrambi hanno più consulenti d’immagine dell’intero Partito Democratico, ed entrambi evitano il dissin’; tuttavia, quello che sembra più vicino a dissare l’altro è quello più ricchissimo e famosissimo. Non lo fa perché sarebbe un passo falso inammissibile nell’etologia dell’hip-hop (o quello che rimane), ma ogni tanto il nervosino trapela. I due si conoscono da sempre, erano amichetti, si sono incontrati al Muretto di corso Vittorio Emanuele ma uno venendo da nord (Vimercate, provincia di Monza) (ahaha) (scusate, ma la provincia di Monza richiede la risata preregistrata come le sitcom) e l’altro da sud (Binasco, più vicina a Milano, più piccola, anche). Disagio urbano percepito? Io direi che Binasco vince (…non me ne vogliano i ragazzi di Vimercate, eh). fedez killa

Killa è quello che ha sentito l’odore del successo per primo. Lo racconta Fedez medesimo nel suo libro A domanda rispondo, ricordando come entrambi partecipavano a Tecniche perfette, gara di freestyle a livello nazionale: “Eravamo venti freestyler, di cui dieci davvero forti. Di quelli che poi ce l’hanno fatta c’eravamo io ed Emis Killa. A detta di tutti eravamo i più bravi. A Milano vincevamo sempre noi due, anche se di quel periodo su YouTube ci sono soltanto performance in cui faccio cagare. (…) Emis aveva un video dell’unico contest in cui ci scontrammo: mi ricordo che l’argomento era la discoteca. Vinsi io, ma Emis quel video l’ha cancellato”.

(dehehihohu)

“Emis stava lavorando per un’etichetta discografica, la Blocco Recordz, quindi aveva abbandonato la vita di strada, aveva cominciato a incidere le sue canzoni ed era in chiara ascesa. Quell’estate la passammo insieme, da qualche parte in Abruzzo, in un campeggio vicino al mare. Pubblicò il suo primo mixtape di successo. Titolo: Keta Music. Apparivo anch’io, in un pezzo dal titolo Pum Pum. Quando venne il momento di esibirsi, Emis mi chiese di fargli le doppie. Nonostante fosse una bella occasione la sprecai: fare il gregario, vivere di luce riflessa non mi è mai piaciuto, non ce la facevo”.
Emis va in tour. Fedez lo segue un po’, ma “l’etichetta pagava il tour solo a Emis, io invece mi dovevo accollare tutte le spese. Ero considerato tempo buttato, me l’ha addirittura confermato tempo dopo il tizio che seguiva e segue ancora Emis. Credo che oggi abbia capito che errore è stato farmi andare via. In ogni caso, quando mi cacciarono persi non solo il palco con Emis, ma praticamente tutte le mie amicizie e i miei rapporti. Ognuna delle persone che conoscevo salì sul carro del vincitore, cioè Emis Killa, e scelsero di abbandonare me”.

Come dire: Pum pum. E tra lui ed Emis ora i rapporti come sono? Sul libro, alla domanda: “C’è rivalità o siete amici”, risponde brillantemente : “Nessuna rivalità”. Ma non: “Siamo amici”. In questo scambio di tweet, Killa mette sul piatto l’ammissibilità della sovrapposizione – Fedez la stronca. fedez killa gomitiPer non parlare del coté politico: Fedez che costeggia Grillo contro l’Expo, Killa che si esibisce per la giunta di Pisapia in uno spettacolo contro le devastazioni dei NoExpo, intitolato Nessuno tocchi Milano.

Ecco, non so se ho reso l’idea. In tutto questo, anche se fatico tantissimo ad ascoltare i pezzi di Emis Killa, più di quanto non fatichi ad ascoltare Fedez anche nei suoi momenti più fastidiosi, non posso fare a meno di provare una vaga, divertita ammirazione per come il brianzolo stia gestendo la cosa: pur essendo in svantaggio secco, ogni sua mossa fa sottilmente, implicitamente sembrare l’altro un suo omologo che se la tira un po’ di più da guida generazionale – ma alla fine, pare suggerire con maligna malizia, pur sempre due prodotti che piacciono sia al pubblico che agli investitori, con giusto quelle differenze di posizionamento sul mercato. Ma la richiesta è tale, che c’è tanto posto per tutti e due. E questo è il fatto più interessante. Ma dicevamo del disco, Terza Stagione.

Ops, tempo scaduto.

Il resto della top ten. Emis Killa spodesta i Green Day (che scendono al n.9) e costringe Nek al secondo posto, in uno di quei passaggi generazionali significativi. Al n.3 c’è Il Volo e al n.4 entrano gli Urban Strangers: date le recenti performance dei fuoriusciti da XFactor è un trionfo straordinario da campioni del mondo eroici coi caroselli maracanà. Dietro ai Pooh al n.5, ecco pimpanti altri giovani tutti immersi nel disagio dei giovani: En?gma (n.6) e l’imperdibile GionnyScandal (n.8). Si inserisce tra loro Paolo Conte col suo album strumentale, nei confronti del quale mi pare di cogliere un certo imbarazzo dell’ambientino (ma magari mi sbaglio io). Chiude la prima diecina, la raccolta non imprescindibile di Bruuuus Springsteen. Detto il Boss.
(lo dico sempre per innervosire i veri fan – “A lui non piace”) (a me sì)
Escono dalla top ten. Coldplay (n.11), Raphael Gualazzi (n.12), Briga (n.13), Norah Jones (n.21), OneRepublic (n.25) e Alter Bridge (n.35).

Altre nequizie. NON entrano in top ten, con mia grossa sorpresa, né Bob Dylan né il vinile di Wish You Were Here. Del Premio Nobel entrano in classifica quattro raccolte e un solo album ufficiale, che con mia piccola sorpresa è Blonde on blonde. Entra al n.98, beninteso, però non contiene nessun peso massimo. E non posso credere che sia perché era un album doppio che nel cd sta sul singolo quindi ci stanno più canzoni: mica la compri per la quantità, l’opera di un Nobel, vero? VERO? Quindi, la mia spiegazione è che le genti lo abbiano comprato perché in copertina lui sembra veramente un Premio Nobel (…anche se sovietico). Comunque, buona ricaduta per Francesco De Gregori, il cui disco dylaniano Amore e furto rientra in classifica al n.61.Bob_Dylan_-_Blonde_on_Blonde
Non entrano in top ten nemmeno i Kings Of Leon (n.14) e Amedeo Minghi (n.17) (mi sa che è un po’ il suo numero fortunato). Entrano terribilmente alti The singles di Phil Collins (al n.23) (mi colpisce il nome della raccolta, come se i titoli Greatest hits o The best of potessero mettere in crisi il suo pubblico – “Ehi, non avrà mica messo qualcosa dei Brand X qui dentro, vero?”) e la ristampa di Be here now degli Oasis (peraltro solo n.5 tra i vinili, persino meno di Dente, voglio dire). Che con tutta l’amicizia fraterna che mi lega a Noel (mmh) (ok, “amicizia fraterna” non è una bella scelta, immagino) mi stupisce che qualcuno abbia scelto scientemente di comprarlo nel 2016. Non è il disco tremendo che parve allora, però è un disco da fan degli Oasis – e come fan dovevate averlo già. Così come i fan di MiticoVasco: come potevano non ancora Sono innocente? Sta di fatto che gli danno quella piccola spinta che lo risolleva dal n.100 al n.92, permettendogli di toccare le 102 settimane in classifica e di non cedere tale scettro alla raccolta dei Modà (101 settimane). La brutta notizia è che loro però sono al n.44.

Miglior vita. Sette album di artisti o gruppi guidati da artisti che hanno abbandonato questa valle di Riforme; li guida Gente come noi dei Nomadi. Nevermind dei Nirvana invece passa dal n.49 al n.58, una fluttuazione autunnale che non desta preoccupazioni negli ambienti scientifici.

Pinfloi. Sono annichilito dal n.22 di Wish you were here, ero convinto sarebbe andato sul podio. O quanto meno in top ten. Mi avete sempre preso in giro, Floydiani del muretto. Sono così deluso che mi limito a constatare il n.65 di The wall, n.87 di Atom heart mother e n.94 di The dark side of the moon senza cimentarmi nella consueta interpretazione astrale. Sì, lo so che vengo meno a uno dei miei compiti. Ma avete cominciato voi.

2 Risposte a “TheClassifica 98 – Lo strano caso del Dr. Fedez & Mr. Killa”

  1. Salve!! .. controllo il suo blog tutte le settimane, mi diverto un sacco leggendo queste analisi sulla musica da classifica. Ironia allo stato puro, quindi complimenti. C’è però una cosa che vorrei sapere, dai suoi interventi emerge solo ed esclusivamente lo sberleffo, la presa un po’ per il sedere dei divi-divetti da classifica di casa nostra. Mi domando, e lo chiedo al critico musicale, è davvero tutto da buttare ciò che passa dalle nostre classifiche? lo domando perché non se ne salva mai uno, oppure quando sembra che il cantante di turno goda di una “discreta” recensione, qualche riga sotto arriva la stoccata.
    Mi piacerebbe sapere se è proprio tutto da buttare.

    grazie e continui così 🙂

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