TheClassifica 95. Sfera Ebbasta e la verità su quelli là

Avrete certamente presente Sfera Ebbasta, 24 anni, da Cinisello Balsamo. Come ricorda del resto nel brano intitolato Ciny. Beh, è al n.1 tra gli album italiani. Ebbasta è quello di Non sono mai stato come quelli là, figli di puttana figli di papà. E’ sotto contratto con la Universal. E sta suscitando, non dico il primo polverone della stagione, questo no – però un polverino sì. rapburger su sfera e ghali
Intendiamoci, non è niente che esca dal quartierino (pieno di furbetti) che è il giornalismo musicale: non arriva ancora ai piani alti del dibattito, quello dove ci si spiace o compiace che Manuel Agnelli piaccia alle famiglie come del resto Morganetto e Rudy Zerbi.

Comunque, la cosa interessante è questa: probabilmente già ai Millennials (che, vi ricordo, sono “The demographic cohort between Generation X and Generation Z) (cfr. Wikipedia) i pezzi di Ebbasta e del suo timoniere, Charlie Charles (che invece è di Settimo Milanese, la Wimbledon del Calcio a 5) potrebbero sembrare rap.

Ma non ditelo a Ebbasta: “Noi non siamo il rap italiano, siamo lontanissimi da quella mentalità e da quelle ideologie”.
Perché non è rap: è trap.

Magari non sembra così distante. Lo so, se provate ad ascoltare sentirete parlare di successo e soldi, droga e soldi, bitches e soldi. Lo so, le mossette nei video sembrano sempre quelle. Lo so che c’è anche lì quel cantato che si può ottenere infilandosi un calzino in gola o ricorrendo all’autotune (mi raccomando, non dite che l’autotune fa schifo e puzza violentemente: l’autotune è contemporaneo e se non vi piace siete vekki, vekki ke guardano Rai1 e nn vogliono il rinnovamento e l’onestà!!1!11!!!) (…è un argomento-clava, questo della vekkiaia, mi pare che ultimamente piaccia molto) (lo si potrebbe smontare in pochi secondi, ma non oggi) (torniamo alle trappole) sfera reppare

Qualunque storico dell’hip-hop può collocare il microgenere trap all’interno di una nicchia in una nicchia originata sempre e comunque da Rappers’s delight (1979). Lo so, che persino Marracash e Gue Pequeno (due vekki ke guardano Rai1 se mai ce n’è stati) hanno giocherellato con un po’ di trap nel loro ultimo disco congiunto.
Le so, tutte queste cose.

Ma, come riporta un’intervista pubblicata da TgCom (…nota bene), “”In questo momento c’è il rap italiano con i grandi e poi ci siamo noi, siamo due movimenti a parte con fan diversi e un suono diverso. Siamo due realtà a parte, abbiamo creato un altro movimento, un’altra estetica, nuovi fan… Credo che tra le nuove generazioni il nostro approccio e il nostro lifestyle, giusti o sbagliati che siano, sono i più apprezzati e i più imitati. Ed è un cambiamento che non si può fermare, riguarda l’originalità”.

C’è in effetti un gran tifo mediatico per Ebbasta, dalle esecrande testate tradizionali a quelle alternative e ricolme di coraggio: “Sfera viene da Cinisello e racconta della sua periferia senza sembrare fuori dalla realtà”, leggo sul sempre pimpante NoiseyVice, dove sono stanchi di tutti questi rapper che discettano di Aristotele e di eroi carolingi. sferaebbasta genius 3All’ansioso Studio Aperto, che si butta su di lui come sul nuovo Rovazzi, Ebbasta spiega invece che “Con Figli di papà non intendo chi nasce in una buona famiglia, perchè tu comunque, nonostante questo, puoi ricevere un’educazione umile; intendo invece proprio tutte quelle persone che hanno quell’atteggiamento da ‘nessun problema mi può toccare, o anche se mi toccasse ci sarebbe qualcuno che me lo leverebbe da dosso”.

Ora viene la parte in cui dico cosa ne penso. A me Ebbasta non dispiace. Tecnicamente non è un campione (pardon), e onestamente le invenzioni verbali possono risultare folgoranti giusto se non siete i più svegli della vostra scuola media. sferaebbasta genius 4Però capisco perché si dica questo gran bene di Charlie Charles, che presumo in pieno accordo con Ebbasta quando va per un tipo di suono alla francese, meno trito per le nostre orecchie e un bel po’ più piacione rispetto al ristagnare diffuso di tante basi che ci è toccato sentire negli ultimi anni.

E poi, voglio molto bene ai ragazzini che spiegano i significati profondi dei versi di Ebbasta, per esempio su Genius.com.

“Nella tomba mi voglio portare soldi ed erba
Ma prima di andarci voglio uscire dalla merda”

(spiegazione: “Sfera vuole diventare ricco e morire ricco ma prima di fare tutto ciò, deve diventare ricco e “uscire dal quartiere”)

“L’odore di un pacco di erba
Che si sente in tutta la scala”

(spiegazione: “L’erba di cui parla è così ottima che emana un forte odore; talmente forte che è percepibile in tutta la scala del palazzo, dai piani bassi a quelli alti”). sferaebbasta genius 2

Va bene. Era tanto che TheClassifica non si occupava così tanto di un numero uno. Spero che non ve ne siate andati lasciandomi qui da solo. Vado subito giù dove stanno gli altri novantanove numeri.

Al n.2, Nick Cave. So che non ci faccio bella figura, ma non ho mai avuto molto da dire su Nick Cave. Trovo però che quelli a cui piace Nick Cave diventino molto più lirici di lui nell’inneggiare alla sua grandezza. E in fondo è questo il fine dell’arte, no? Ispirare, elevare le persone.
Perciò okay, viva Nick Cave.

(…la verità è che di lui mi annoia anche l’idea di parlarne male) 
(okay, addio fan di Nick Cave, mi spiace che sia finita così, ma è stato bello quando prima che mi sbilanciassi avete creduto che io meritassi la vostra stima) nick-cave

Al n.3, Raige. Anche lui in fuga dal pianeta rap. “Non mi soddisfaceva più. Ma negli anni mi sono creato un pubblico che mi segue perché scrivo in un certo modo, il genere che faccio gli interessa relativamente”.

(chissà quanta gente cambia canale e va su Stereogum ogni volta che parlo di hip-hop italiano)

Al n.4 c’è Zucchero. Forse ve lo ricordate. Era quello che il blues, Joe Cocker, le donne in cerca di guai. Poi c’è Loredana Errore. Forse ve la ricordate – era la finalista ad Amici 2010, l’edizione che consacrò Emma Marrone. Un pezzo con Antonacci, un duetto a Sanremo con Anna Tatangelo. Un incidente da paura. Un nuovo disco con un’etichetta indipendente. E ora un numero 5. Poi ci sono i Modà, Laura Pausini, Alessandra Amoroso, a rappresentare quell’Italia che non ha paura delle emozioni e dei sentimenti. Al n.9, davanti ad Alvaro Soler, entrano i Bastille. Che sono il tipo di gruppo di gommapiuma con mezza pretesa artistica per il quale ogni tanto mi si stringe il cuore, penso che se fossero nati in una di quelle ere geologiche in cui invece che i generi c’erano dei movimenti musicali o artistici (aka: scene), forse sarebbero andati a parare da qualche parte, oggi cercano affannosamente di stare a galla. Oh, beh. Come la maggior parte di noi, immagino. Comunque, con i primi dieci abbiamo finito.

Escono dalla top 10. Marracash e Gue Pequeno, Coldplay, il live di Vasco Rossi, Britney Spears (era terza la settimana scorsa, ora è n.25) e Moreno, il rapper che vinse Amici 2013 (aveva debuttato la settimana scorsa al n.8, ora è n.42).

Degni di nota. Il live dei Beatles all’Hollywood Bowl (1964, se ricordo bene) (è l’una di notte e sono persino troppo stanco per googlare) entra al n.16. Mentre il ristampone dei Ramones per il 40ennale entra al n. 37 (questo succede a non includere la t-shirt nella confezione). I Wilco entrano al n.46, il che significa vendere meno di Legend di Bob Marley. jovanotti muccinoSale invece al n.21 la colonna sonora di Jovanotti del film L’estate addosso di Gabriele Muccino, film e disco che tutti voi dovreste vedere e ascoltare prima di morire. Ma proprio un attimo prima, per andarvene con meno rimpianti. E a proposito:

Miglior vita. In classifica, undici album di artisti o gruppi guidati da artisti che hanno lasciato questa valle di like. Li guida Amy Winehouse, al n.19. Auguri Amy! Cin cin.

Pinfloi. Il vinile di The wall ristampato un mese fa resta al n.22, ma The dark side of the moon rimane acquattato al n.75: attende il suo momento: The great gig sotto l’albero.

E con questo, la coperta è gelata e l’estate è finita. Grazie per essere passati da qui. A presto.

One Comment

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One Comment on “TheClassifica 95. Sfera Ebbasta e la verità su quelli là
  1. In effetti c’è in Sfera Ebbasta un che di contemporaneo e internazionale nei beat. Il beat è sempre stato il problema del rap italiano da classifica: bei testi su basi degli Snap (nel 2016!). Il fatto è che i beat costano. Evidentemente qui c’è stato un bell investimento dietro

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