TheClassifica 5 – In a desperate land

(thumpathumpathumpathumpathumpathumpa) (dlen dloin) (dlennn dloin. Dlang. Dlanggg dloing) 

Moreno. Merda. Sono ancora soltanto alla n.1. E già ci trovo Moreno. Ogni volta penso che mi risveglierò in un’epoca in cui non facevo il critico musicale, facevo ancora l’università – e al n.1 della classifica degli album ci troverò Sting (Ten Summoner’s Tales) o i Depeche Mode (Songs of Faith and Devotion) o gli U2 (Zooropa). Dovesse andarmi male ci troverei Phil Collins o Bryan Adams. E se invece dovessi trovarci un italiano, potrei trovarci i Litfiba (Terremoto). O gli 883 o Diario Carboni. Se dovesse andarmi proprio male ci troverei Zucchero (Miserere) Pino Daniele (Che Dio ti benedica), De Gregori (Il bandito e il campione), Eros Ramazzotti (Tutte storie). Mi andasse in modo disastroso, ci troverei Marco Masini (T’innamorerai), ma per una sola settimana. Erano i numeri uno del 1993. Ma io devo commentare questa classifica. Sì. E’ quello che voglio. Tutti ottengono quello che vogliono. Io volevo una classifica, e per i miei peccati me ne hanno data una. E’ una classifica veramente deprimente. E quando l’ho letta tutta, ne ho voluta subito un’altra. Non quella di vent’anni prima. Anche solo quella della settimana prima, in cui Elio & le Storie Tese erano in testa invece che al n.3, dietro a Emma Marrone (n.2). Mi basterebbe quella, tanto è quasi uguale, con la top 10 sempre occupata da Fedez (n.4), Mengoni (n.5), Jovanotti (n.6), i Modà
(…vi ho già detto cosa penso dei Modà?)
Depeche Mode (n.8), Bublé (n.9), Renato Zero (n.10). Con Frankenstein di Enrico Ruggeri che non solo esce dalla top 10, ma crolla dal n.10 al n.30.

“Io canto navigando anche quando il mare è altomoreno-donadoni-18022013
e se un guadagno non ci sarà
farò stile libero in un bagno d’umiltà
so che loro non lo sanno e un dito punteranno
ma io resto uno smoking appena uscito dal fango”.

Questa, con Moreno Donadoni al n.1 e Verdiana Zangaro al n.11, è la classifica vuota, la classifica imbottita, con canzoni piene di paglia. Ahimé. Vedete, io ho osservato dei giornalisti che strisciavano davanti a Maria De Filippi. E’ un sogno che faccio, è il mio incubo, strisciare, scivolare davanti a Maria De Filippi e sopravvivere. Ho visto degli orrori, orrori che hanno visto anche i miei colleghi, ma non avete il diritto di chiamarmi assassino. Avete il diritto di chiamarmi snob – questo sì, avete il diritto di farlo ma non avete il diritto di giudicarmi. Non esistono parole per descrivere lo stretto necessario, a coloro che non sanno cosa significhi l’orrore. L’orrore. L’orrore ha un volto ed è quello di Moreno. Bisogna essere Amici dell’orrore. L’orrore e il terrore morale sono Amici. Ricordo quando ho fatto parte di qualche giuria anch’io, sembra siano passati mille secoli. Siamo andati a Spit di Mtv per ascoltare dei ragazzini; una volta andati via dallo studio, dopo averli ascoltati tutti, un vecchio in lacrime ci raggiunge correndo, non riusciva a parlare. Allora tornammo indietro, Maria De Filippi era passata e aveva preso il bambino, Moreno. E stavano lì, ammucchiate, un mucchio di piccole canzoni come quelle incluse nell’album Stecca di Moreno, e mi ricordo che io ho, io ho pianto come, come una povera nonna, avrei voluto cavarmi le orecchie, non sapevo nemmeno io cosa volevo fare. Ma voglio ricordarmelo, non voglio dimenticarlo mai, non voglio dimenticarlo mai.

“E’ tempo di ringraziamenti non mento coi sentimenti
al momento ci tengo a emozionare tutti i presenti
per me essere qui è come Tenco
un gesto estremo
ecco ciò che sento parola di Moreno”

E a un certo punto ho capito, come se mi avessero sparato, mi avessero sparato un diamante, un diamante mi si fosse conficcato nella fronte e mi sono detto: Dio, che genio. E che grinta, naturalmente. Ma soprattutto, che volontà. La volontà di fare quella sottospecie di rap per ragazzine, e la volontà di Fabri Fibra e Paola Zukar che producono Moreno, e così assecondano la volontà di Maria De Filippi di annientare questo Paese con un gesto, perfetto, genuino, completo, cristallino, puro.

Allora ho realizzato che Maria De Filippi è più forte di noi, e i suoi giornalisti che sorridono in tv, erano più forti di me, perché loro riescono a sopportarlo, e a sopportare di essere odiati da tutti gli altri giornalisti invidiosi dei soldi di Maria, ma anche del loro esser diventati dei personaggi, riconosciuti per strada; del fatto che i cantanti li cercano loro e si fingono loro AMICI, i discografici che li considerano AMICI, le radio e le tv che li cercano mentre gli altri giornalisti li schifano rancorosi perciò sono stati costretti a diventare AMICI, e a girare sempre insieme. Ma loro non erano mostri, erano uomini – grossomodo, diciamo. Ma questi giornalisti avevano un cuore, avevano famiglia, avevano bambini, erano colmi di note spese, ma avevano avuto la forza. La forza…di farlo. C’è bisogno di critici con un senso morale e allo stesso tempo capaci di utilizzare il loro primordiale istinto di andare da Maria De Filippi, senza sentimenti, senza passione, senza giudizio – senza giudizio. Perché è il giudizio che ci indebolisce”.

Andrea Laffranchi @alaffranchi
Annalisa sssh, metti tutti a tacere #brava #Amici11
Paolo Giordano @PaoloGiordano66
Annalisa ha fatto progressi mica male. Studio in festa qui ad Amici.
Andrea Laffranchi @alaffranchi
Il mio vicino @lucadondoni applaude la Bjork di @NaliOfficial. Un anno dopo si è svegliato… #Amici11
Andrea Laffranchi @alaffranchi
qualcuno dia la sveglia a @PaoloGiordano66 si è accorto adesso di @NaliOfficial #Amici11
Paolo Giordano @PaoloGiordano66
@alaffranchi @NaliOfficial Chiedi ad Annalisa quando mi sono accorto di lei.
Andrea Laffranchi @alaffranchi
@PaoloGiordano66 @naliofficial ho la collezione delle puntate dell’anno scorso…
Paolo Giordano @PaoloGiordano66
@alaffranchi @naliofficial Allora guarda i voti che le davo.
Paolo Giordano @PaoloGiordano66
@alaffranchi @lucadondoni Insomma, abbiamo scoperto che l’unico a capire Annalisa Scarrone è stato Laffranchi.
Andrea Laffranchi @alaffranchi
@PaoloGiordano66 @lucadondoni sei brava ma non mi arrivi, sei fredda, c’è un muro fra te e il pubblico…
Paolo Giordano @PaoloGiordano66
@alaffranchi @lucadondoni Infatti adesso ha ridotto molto quel muro. E forse il merito è anche di chi glielo ha fatto notare.

”.

L’orrore… l’orrore… l’orrore.

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(ka-boom)

3 Comments

on “TheClassifica 5 – In a desperate land
3 Comments on “TheClassifica 5 – In a desperate land
  1. Beh, non direi che è “tornato di moda”! E’ stato un susseguirsi di ondate, prima blande (Jovanotti) poi più decise, e in varie direzioni (Articolo 31, 99 Posse) e poi ha definitivamente sommerso il pop. E’ evidente che per i ragazzi è più figo e stiloso un rapper che non un musicista rock o pop. Anche perché dice cose più comprensibili e divertenti, e non si complica la vita con le strofe ma va direttamente al ritornello. A suo modo è anche liberatorio per chi ha meno di 20 anni avere un proprio genere con cui dare sui nervi ai genitori che ascoltano Springsteen o i Depeche Mode. E’ esattamente il meccanismo con cui si ascoltavano Little Richard e Jerry Lee Lewis contro la musica che si sentiva in casa negli anni 50, Frank Sinatra o Dean Martin. “Siamo diventati la musica dei genitori” (Neil Young)

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