TheClassifica 32 – Bellissimo

Che strano, strano guazzabuglio è stato. Dico il Festival di Sanremo, ovviamente.

(finito l’effetto fan base per i Two Fingerz, eccoli cedere di botto: dal n.1 al n.7; si riprende pertanto il n.1 MiticoLiga. Il che mi fa pensare che questa settimana sia in tutto l’anno quella in cui i dischi vendano meno in assoluto, tipo che vai al n.1 con mille copie. Non ce lo diranno mai)

Però è quello che doveva essere, no? 

(al n.2 High hopes di Bruce Springsteen – detto il Boss)

Quando la sinistra ha il potere vero, diventa più centrista del centro. E mica solo da noi.

(al n.3, The Pausa, seguita da Mika, da Elisa, da Giorgia)

E quando la sinistra può fare magheggi, capperi se li fa (è il suo bello. Quando è lanciata a stampede, li chiama “Rivoluzione”) ma li fa per il bene di tutti, beninteso. Per educarci. Così, hanno deciso di sabotare Renga. Il che è di una tristezza fiammeggiante: perché se eri furbo, Renga non lo invitavi proprio, invece di chiamarlo e poi farlo segare dai tuoi amici di Intrattenimento Democratico. Perché delle due l’una: o vota la Giuria di Qualità. O vota la GGENTE. Non, non, non questo triplo turno per cui c’è tipo un Consiglio di Sicurezza dell’ONU, grazie al quale i mille giornalisti in gita delle medie oppure i tuoi amici in giuria di qualità – di qualità – i Virzì e i Silvio Orlando, possono salvare il popolo da se stesso e dal suo gusto ineducato, scatenando i caschi blu o al limite tirando l’atomica su Renga.

(e dopo il n.7 dei succitati Two Fingerz, chiudono la top 10 Emma, Marco Mengoni, i Modà)

Io, io ho questo limite, questa ciste che malsopporto quelli che ci pensano loro, a educare gli italiani alla qualità. Non è tantopeggismo, no. No, no. No. E’ che se c’è una cosa di cui sono certo, è che la musica che mi piace non è migliore di quella che piace a voi. (…momento di ghignosità assortite tipo “Ah ne eravamo certi anche noi” – and so on) (sbrigatevi, però) (finito?) (grazie) Io potrei parlare di musica con voi per mesi, anni. Ma ricordandovi sempre (ossessivamente) una cosa: quando parliamo di musica, non stiamo mai parlando di quale sia la musica migliore. Stiamo parlando di noi stessi. Potrei dirvi che la musica è volontà e, soprattutto, rappresentazione. Di ciò che siamo e vorremmo essere. Potrei dirvelo, e un giorno ve lo dirò – ma NON OGGI, cospetto!, ora faccio un’altra giravolta attorno a Sanremo.

(escono dalla top 10 One Direction e Brunori SAS, dal n.5 al n.20. Significativa quanto inspiegabile risalita di Max Pezzali dal n.23 al n.11, come dei Daft Punk dal n.20 al n.12, come di Sandrina Amoroso dal n.25 al n.13, come di Jovanotti dal n.24 al n.15. Insomma, c’è tutto un piccolo blocco di dischi usciti da un po’ che si è spostato in comitiva di una decina di posizioni. E io continuo a cercare un senso in questa graduatoria che più che fare acqua, è un waterboarding in piena regola)

Insomma, è quasi da non crederci. Le Kessler, la Cardinale, Franca Valeri, la Carrà, Arbore, Paoli. Omaggi a tambur battente. E’ vero, in questi anni ci siamo abituati agli omaggi, ai doverosi omaggi con compunta standing ovation. E ci indigniamo se l’omaggio non viene tributato, se qualcuno viene dimenticato – vergonia! – e intanto che sottraiamo il passato alla critica (beato lui), il presente cade a vite, e non per colpa sua. Ma perché dove vuoi andare. Davvero, dove vuoi andare, se nessuno ti degna di uno sguardo.

(al n.16, nuova entrata, Piano Concerto K503 e K466 diretti da Claudio Abbado. Altre nuove entrate: Stromae, e prima di Sanremo ovviamente, al n.48. Ma più in alto di lui rientra, causa tour, Delta Machine dei Depeche Mode, dal nulla al n.35)

Un po’ mi aspettavo che Fazio facesse qualcosa di sbagliato. Ma devo confessare che me lo aspettavo l’anno scorso, non quest’anno. Scrissi un pezzo in cui peroravo la causa della kermessona nazionalpopolare. Senza esagerare, perché non è che io vada in salsapariglia se vedo Pupo ed Emanuele Filiberto, oppure la salma di Anna Oxa. Però dai, è una cosa facile da fare: ti diamo da mettere in piedi un 

Festival

Della Canzone

Italiana

e quindi tu, suvvia, sii carino: fai letteralmente quello che dice il titolo. E siccome è lo show più costoso del Paese e va su RaiUno, non devi esser nazionalpopolare sui dannati COMICI, e propinarmi una Littizzetto e un Crozza che rovesciano colate di buonsenso per venti minuti a testa. No, devi esserlo sui cantanti, a costo di darmi il caro vecchio trash e gli amici di Maria (e mi costa, scriverlo), insieme a due-tre nomi alternativi, ma forti, non ignorabili. Mica Sinigallia, sant’Iddio! Dai, su. L’anno scorso hai vinto con Mengoni, Elio, Modà, Chiara reduce da X Factor e pure Gazzé, toh. Ma hai saputo riacciuffare Toto Cutugno per la coda. Avresti dovuto fare tesoro dell’esperienza. Invece hai messo assieme un cast di numeri 5, e alla fine ti sei ritrovato un battage tra Arisa, Gualazzi e Renzo Rubino. Mi prendi in giro? Ma chi di loro farebbe più di mille persone a serata? E quel che è peggio, è che ti sei chiaramente aggrappato agli ospiti, concedendo le mezzore a MiticoLiga e Laetitia Casta (!), (!) (!) rendendo ancora più evidente che eri il primo a considerare degli sfigati i tuoi CAMPIONI.

E quindi, ti ritrovi con Rocco Hunt sottosegretario alle Politiche Giovanili (per quanto, Dargen D’Amico) (dico, Dargen D’Amico, che sta morendo pompiere e con la sirena spiegata) (male) dicevo, Dargen D’Amico dice che Rocco Hunt è LA risposta.

E ti ritrovi con Arisa premier, Gualazzi e Rubino ministri.

E tutto questo vuoi farla passare come una figata.

Oh, comunque, senti. Sai cosa ti dico?

(The Dark Side of the Moon scende dal n.34 al n.44, ma Wish You Were Here sale dal n.60 al n.52. Invece The Wall più o meno rimane lì: sale dal n.62 al n.60)

…Purché tu sia felice.

2 Comments

on “TheClassifica 32 – Bellissimo
2 Comments on “TheClassifica 32 – Bellissimo
  1. “questa settimana sia in tutto l’anno quella in cui i dischi vendano meno in assoluto” + “c’è tutto un piccolo blocco di dischi usciti da un po’ che si è spostato in comitiva di una decina di posizioni” = i dischi in classifica da un po’ hanno vendite più costanti delle meteore, il che li fa emergere nei periodi di stanca?

  2. Leggendo questo pezzo, ho incominciato a riflettere.
    E sì, ripensandoci bene, Fazio parlava con uno spiccato accento fiorentino.

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