TheClassifica 22 – Lady Pausa, Lady Gaga, Lady mensioni contano eccome

Ecco arrivate nei negozi le pese massime. Laura Pausini. Lady Gaga. Una va al n.1, l’altra al n.2. Il contrario sarebbe stato interessante e blandamente epocale. Però no. Bene, se non vi spiace comincio dalla Gaga.
Vivo come una sconfitta il fatto di scrivere che il suo disco mi sembra brutto e cretino. Perché con lei ci si sente costretti a fare la tara al disco brutto e cretino e soppesarlo come possibile statement, capite? Cioè si è indotti a tener conto del personaggio post-ironico, della riflessione sulla società del successo, del paradossalismo warholiano e tutto ciò che dovrebbe, potrebbe dare spessore alla bruttocretineria. Ma di fatto, l’unica cosa che potrebbe rendere interessante o divertente Artpop – con questo titolo che mette le mani e anche gli avambracci avanti, ma è persino più banale e prevedibile di quella cianfrusaglia in salsa (rancida) eurodisco che era Born this way – sarebbe se a ogni canzone uscisse da cuffie/speaker/radio un ologramma che la mostra vestita da bresaola o da pigna, da termosifone o da teletubby. Ma ci arriveremo, necessariamente.

Della Pausini non mi sento di discutere la raccolta, né il dispiego di collaborazioni, né la nuova Solitudine morriconata, né il ventennale, quasi sovrapponibile a quello di Berlusconi.

(Jeez, che cosa puerile da scrivere) (ma non sto forzando un collegamento, sto notando semidivertito un dato di fatto) (col cavolo, certo che stai forzando il collegamento) (no, perché dovrei? Si sa che la Pausona ha sempre votato altrove) (non importa, è facile prevedere che agli occhi della koiné che ci segue essa esprima un pop retrivo e un familismo anni 30) (ma non è vero, la Pausona è il trionfo della donna della strada) (la cosa?) (la donna della strada che sta con l’uomo della strada. E tendenzialmente lo subissa, come è giusto che sia. La Pausona è l’italiana più italiana che c’è, se fossimo americani quanto vorremmo nel giro di 15 anni sarebbe il nostro primo presidente donna – e lo farebbe girare ammodo questo Paese pupazzone) (adesso dimmi quale canzone della Pausini degli ultimi 10 anni hai trovato realmente cantabile) (non stiamo parlando di questo) (già, è vero. Stavamo discutendo di quello che non ti sentivi di discutere) (ti prego, arriviamo da qualche parte) (ok) 

Di Laura Pausini mi limito a far notare che alla conferenza stampa di presentazione del disco, un evento cui hanno presenziato ottantanovemila giornalisti musicali italiani (ne mancavano quattromila, si sono scusati, erano dal dentista) (sempre quello) la Pausona ha parlato senza Pause per un’ora e venti, raccontandosi in tutte le salse, sembrava quella cantante di Nashville di Robert Altman che a un certo punto sbrocca un po’ pensando di poter dire davvero qualunque cosa e le sparano sul palco. Quando è finita la conferenza stampa nessuno sentiva il bisogno di farle qualche domanda, sono tutti fuggiti senza nemmeno fare le indispensabili domande dozzinali.

Pensate che c’è stato un tempo, mi pare 15 anni fa, in cui The Pausa presentò il disco a una semplice cena con una dozzina di giornalisti, non dodici milioni. Uno della vuncia dozzina ero addirittura io. Dopo Marcosen’èandato e Non c’è erano venuti Strani amori e Incancellabile, e insomma pareva essersi assestata, era lungi dall’essere la superdonna che si prendeva San Siro. Eppure già allora avremmo dovuto intuire cosa bolliva in casseruola. Tipo che un giorno un amico che si trovava al Pavarotti International mi disse al telefono “Oggi erano tutti scossi, non puoi capì, come se un panchinaro avesse puntato Baggio
(Roberto)
E gli avesse fatto un tunnel davanti a tutti. Te sto a dì che la Pausini ha cazziato Pavarotti per una roba che non andava bene. Pavarotti, ahò”.
(vi prego di cogliere la levità con cui ho fatto intuire con una serie di impercettibili accorgimenti che l’amico è romano)
Quello che intendo dire è che in Laura Pausini c’è, se ne sono accorti tutti, una determinazione feroce, ancorché unita a una carica umana apprezzabile (è personalmente molto piacevole) ma anche detta carica umana è così forte che a suo modo è tremenda. Davvero. Ed è così che, tranne qualche difficoltà forse proprio a fine anni 90, la carrarmatessa ha marciato verso la cima della montagna facendo strame di ogni ostacolo anche personale (“Sono ingrassata cinque chili, e li metto tutti nelle tette e nel culo”, ha dichiarato in un’intervista ad “A” 4 anni fa. Ditemi, quale donna di primo piano dello spettacolo avrebbe la self-confidence di dire questa cosa qui, mandando sia agli uomini che alle donne il messaggio perentorio: “E’ così e basta”?). E’ dunque salita sempre più in alto sulla montagna, dove forse nessuna prima di lei era arrivata. Ma c’è un problema, gente. Che i carrarmati, di norma, non arrivano sulle cime delle montagne. E non aggiungo altro, rimango sibillino ed evocativo come un De Gregori degli anni d’oro.

Altre nuove entrate in top 10 sono le edizioni deluxe degli album di Marco Mengoni (n.3) ed Emma Marrone (n.5), con la raccolta di Mika che entra giusto in mezzo, al n.4. Dal n.6 al 10 troviamo Giorgia, Fiorella Mannoia, Renato Zero, Elisa, Emis Killa.
Escono dalla top 10 Eminem (dopo una sola settimana), Baglioni (Fazio, fa qualcosa), Pearl Jam, Jake La Furia, Avril Lavigne.

Beatles On Air – Live at the BBC Volume 2, entra al n.26. Mica poco, per il disco che è. Una posizione davanti a The Wall (n.27), insomma son cose. Non credo si sia notato, ma sulla posizione di The Wall da qualche settimana sto cercando di fare dell’ironico understatement alla Raimondo Vianello. Posso solo presumere che la gagliarda performance dei pinchi sempiterni (The Dark Side of the Moon è al n.30) sia, a ’sto giro, imputabile al prezzo ribassato della Experience Edition e della Immersion Edition
(…non vi sto nemmeno a dire di cosa si tratta, ma capite da voi che sono l’ennesimo repackaging con l’aggiunta delle ennesime chicche preziosissime per gente all’ennesimo ultimo stadio)

Ah, e poi entra al n.39 Eduardo De Crescenzo con Essenze Jazz.
…mi aspettavo questo vostro commento.

7 Comments

on “TheClassifica 22 – Lady Pausa, Lady Gaga, Lady mensioni contano eccome
7 Comments on “TheClassifica 22 – Lady Pausa, Lady Gaga, Lady mensioni contano eccome
  1. Paolino, io ti leggo sempre volentieri eh, sia chiaro, ma alla prossima parentesi che metti mi attoppo ‘sti 6-700 km, vengo in Comasina e ti taglio le mani… (potevo capire al bar…). :-))))

  2. tagliarti le mani per le (troppe) parentesi è giusto, cioè equo
    però sono d’accordo: la pausini fa delle canzoni inascoltabili, però vende parecchio
    ma evidentemente una cosa non esclude l’altra
    in ogni caso non ascolto la musica leggera né m’interessano le classifiche
    e quindi che sto a di’?
    niente, son capitato qui e volevo dire che il pezzo m’è piaciuto (sul taglio delle mani stavo a scherza’)

  3. non conoscevo ‘sto sito, non leggo rollinstòn ecc.
    ma ho visto la luce e son andato indietro a leggere le classifiche!
    sei diventato uno dei miei riferimenti principali dell’internet (pensa come sto messo)!
    però delle classifiche me ne frega niente e i due terzi di quelli che nomini non li conosco né li conoscerò mai, però quel che scrivi fa taijà!

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