Sono stato su TikTok con Madonna – ClassificaGeneration, stagione III, ep. 14

La canzone al n.1 in USA, in Germania, nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, e n.7 in Italia dura 110 secondi.
Non so se un pezzo altrettanto breve ha mai dominato così il mondo. Non ho statistiche attendibili sulle fortune internazionali di (Let me be your) Teddy bear di Elvis che durava un minuto e 45 secondi.
Il brano di cui sto parlando si chiama Old Town Road, si basa su un sample di 34 Ghosts IV dei Nine Inch Nails e ha un chiaro sapore country. Però nella classifica di Billboard del country non ce lo hanno voluto. In quella del rap sì, ma non rappa per un singolo istante: l’unica cosa che lo lega al rap è che cita una Porsche e dice che il suo cappello da cowboy è di Gucci (ma ovviamente). Un legame culturale, in sostanza.
Il brano è al n.1 perché Lil Nas X, 20enne di Atlanta ha giocato con una stupidatona virale della app TikTok (della quale io non sapevo niente, ma secondo i media saputi, nemmeno voi – esibisco tipico titolo del Post). Un giocherellino chiamato Yeehaw Challenge, cioè una gara a fare un video ghignoso partendo dall’idea che il protagonista bevendo un bicchiere di YeeYee Juice si trasformi in un cowboy. Lil Nas X ha usato come ambientazione l’amatissimo videogioco western Red Dead Redemption 2. Ha cominciato a fare così tante visualizzazioni che la Columbia lo ha messo sotto contratto e gli ha fatto rifare il pezzo con Billie Ray Cyrus (countrystar, padre di Miley).

Che centrifugone, vero? Il country, i Nine Inch Nails, l’applicazione supergiovane, il videogioco, Atlanta città del trap ma anche di Rhett Butler, e l’onnipresente Gucci.
A posteriori, si vedono le componenti vincenti. Ma solo dopo. Nessuno a tavolino ci poteva pensare, nessuno ci sarebbe riuscito. A me questa cosa continua a sembrare fantastica: nessuno può prevedere il successo di una canzone, nessuno ha l’equazione, per quanto ci seduca l’idea che esista gente che la sa lunghissima, il ReMida che non sbaglia un colpo, che ha gli ingredienti e la ricetta, o per quanto sia bello anche il contrario, cioè sentenziare che era chiaro che quella certa operazione non avrebbe mai funzionato, si capiva lontano un miglio. Però no, non è così.

Noi fessi che prendiamo il cane e lo conduciamo fruttuosamente a spasso per l’aia dovremmo essere onesti e dirvelo: non ci capiamo NIENTE. L’unica strategia vincente veramente rimasta nel mondo della musica, e questo è ciù che fanno le ultime tre multinazionali rimaste in piedi: tirano gli spaghetti contro il muro, vedono quelli che rimangono appiccicati, e gettano via gli altri.

(comunque, il brano più suonato dalle radio italiane è Certe donne brillano di MiticoLiga. E non è tra i primi 100 singoli in classifica)
Ma ora ristabiliamo le abituali gerarchie e parliamo di presunti album.

Top ten. Come dice il Vangelo, Ultimo sarà il primo, perlomeno tra i presunti album – anche nella settimana dell’uscita di Francesco Renga, ex componente di PezzaliRengaNek. Completa il podio al n.3 Side Baby (ex Dark Polo Gang). Sale addirittura al n.4 Billie Eilish, anche perché tutti gli album entrati dal n.2 al n.5 la settimana scorsa scivolano via, chi dolcemente (Achille Lauro dal n.3 al n.8) chi bruscamente (BTS, Massimo Pericolo e Fabrizio Moro, tutti fuori dalla top 10, specialmente Moro che scende dal n.2 al n.18). Entra al n.7 Giordana Angi, che scopro essere “la cantante della squadra bianca di Amici”. Completano la prima diecina Rkomi, Salmo, Coez e di nuovo Ultimo.

Altri argomenti di conversazione. Escono dalla top 10 MiticoLiga, BTS, Bohemian rhapsody. In top 20 ci sono una ragazza americana, dei giovani coreani e dei vecchi inglesi, il resto è ITALIA, a dimostrazione che la nostra musica piace in tutta Italia. GiordanaDiAmici è anche l’unica cantante italiana in top 20, a dimostrazione che i nostri uomini maschi hanno voci più gradevoli, come ha detto il n.2 in classifica, e che non era il caso di dare loro spazio al Concertone del Primo Maggio, come ha detto la sua ex. Entra al n.14 l’omaggio del grande Gino Paoli al grande Gino Paoli, e al n.47 Honk, nuovo greatest hits dei Rolling Stones – e in effetti, su 36 brani ci sono almeno 12 greatest hits, ai quali si aggiungono duetti dal vivo con Ed Sheeran e Florence che guardate, non sto nella pelle. Entra al n.49 Priestiess, davanti al n.52 del live di Beyoncé diva regina déa eccetera.
Ci sono addirittura 22 album a distribuzione indipendente in top 100. A voi sembrerà poco, ma è una percentuale altissima rispetto alla norma. 44 titoli per Universal, 25 per Sony che sembra in forte crescita, 9 per Warner.

Ulteriori argomenti di conversazione (per conversatori estenuanti). Escono dalla classifica, dopo una sola settimana, The Chemical Brothers (…ho una mezza idea di intitolare questo articolo “Gli anni 90 sono finiti!”) (sarebbe un’analisi finissima ma anche giornalismo di servizio), Rancore che era rientrato grazie al vinile, Myss Keta dopo 3 settimane di permanenza in classifica (…quindi è pronta per X Factor pure lei) Jack Savoretti dopo 5 settimane, Enrico Nigiotti dopo 9 settimane e Shade dopo 10. A proposito, il contingente sanremese è di 8 artisti in classifica su 20 partecipanti, e mi sentirei di dire che Ultimo, Renga, AchilleLauro, FabrizioMoro, Mahmood, Irama, Il Volo e Boomdabash sarebbero tutti in classifica pure senza Sanremo. Certo che Mahmood ha fatto il botto, grazie. Il problema sono i 12 spaghetti che non sono rimasti appiccicati alla parete. Ma è un problema vostro? Un problema mio? Haha, certo che no.

Argomenti bonus di conversazione (per conversatori feroci). Fatti sentire / ancora di Lady Pausa esce di classifica dopo 57 settimane. Mentre non si schiodano i longseller Hellvisback di Salmo, con noi da 168 settimane (è al n.54 esattamente come la settimana scorsa, è tipo il motore immobile della classifica italiana) seguito da The dark side of the moon (129) e Divide di Ed Sheeran (112).

Sedicenti singoli. Qui scordatevi la vivacità che c’è tra i presunti album: non a caso al n.1 c’è sempre #Calma di Pedro Capò feat. Farruko, al n.2 #ConCalma, di Daddy Yankee feat. Snow, e al n.3 #Perunmilione, dei Boomdabash feat. Boomdabash. Dopo due mesi entra in top 10, e dai e dai, La luna e la gatta di ParaJovaCalcù. Perché in fondo l’Italia è un tormentone estivo che dura mille mesi l’anno. Mentre Medellin, risposta di Madonna a Bolivia di Francesca Michielin, entra al n.38. E le va pure bene, nella hot 100 USA non ci è nemmeno entrata. A me, vi dirò, il pezzo non sembra malissimo (il video invece, è malissimo). Nel gran minestrone là fuori, mi sembra persino che abbia una sua originalità nel cavalcare il regghetòne. Cionondimeno, sono un serio professionista e accompagnerò questo pezzo col tweet “Ma era ovvio che sarebbe stato un flop” – fatemi precipitosamente eliminare quello su cui avevo scritto “La vecchia volpona si guarda intorno e fa centro per l’ennesima volta” – basta un clic ed ecco che passa a

Miglior vita. La sconfitta del Re della Notte di Game Of Thrones ridimensiona a 6 (sei) il contingente di artisti o gruppi guidati da artisti che hanno abbandonato questa valle di beluga. Nevermind è al n.73, mi dichiaro soddisfatto. Vorrei poter dire la stessa cosa per i

Pinfloi. A saucerful of secrets esce subito dalla classifica ma soprattutto ne esce subito Wish you were here – e con The wall che scende dal n.31 al 56 e The dark side of the moon che scende dal n.20 al 45 non è difficile interpretare il chiaro segnale alle istituzioni in vista del voto contro quest’Europa che crede di fregarci: lo devono fare #primagliitaliani. Detto questo, daje regà, grazie regà, come state regà, vi voglio bene regà, annamo regà (cfr. Gazzelle).

PS (alternate take)
Vi saluto regàz, siete bellissimi regàz, siete una meraviglia regàz (cfr. Lodo Guenzi).