Il cuore immacolato di Maria De Filippi. ClassificaGeneration, Stagione III, ep. 17

PARTE PRIMA

1. INTRO. Voglio ringraziarvi anticipatamente. Perché avete cliccato per leggere un pezzo su Alberto Urso da Messina detto Il tenorino, n.1 in classifica dei presunti album, invece che su uno degli articoli che celebrano i 21 anni e quattro mesi dell’Album Che Ci Ha Cambiato La Vita, o i novemiladuecentocinquanta giorni (cifra tonda) della Canzone Dopo La Quale Nulla Più Sarebbe Stato Come Prima.
Certo, siete sempre in tempo. Non volete farvi raccontare un’altra volta di come il Duca di Duluth o il Folletto di Madchester hanno scritto i loro capolavori? Oppure dei loro dischi minori, che solo voi e pochi eletti sapete capire?
Ok, allora. Vi ringrazio ancora. Però vi avverto, non sarà bello. A parte la foto di Berlusconi, ovviamente.
2. OGGI E’ L’ANNIVERSARIO di qualche mio pezzo di 10 anni fa in cui paragonavo il n.1 in classifica (chiunque fosse) a Berlusconi (chiunque fosse). Poi, caduto Silvio nel novembre 2011 (con Laura Pausini al n.1) arrivò il governo Monti, che si dimise il 21 dicembre 2012 (al n.1 c’era Jovanotti). Poi, io lo so che sarebbe inconcepibile oggi, eppure andò al governo Letta, e fino al 14 febbraio 2014. Quel giorno c’era MiticoLiga al n.1.
Come credo sappiate, a prendere il suo posto fu Renzi, fino al 7 dicembre 2016. Ma a un certo punto anche quell’amore finì, e mentre passava distratta la notizia di loro due (Renzi e il Governo) Tiziano Ferro era al n.1. Alla Massima Carica ascese Paolo Gentiloni, discendente della famiglia dei conti Gentiloni Silveri. Il 24 marzo 2018, l’altrettanto nobile (ancorché Grillina) Mina Mazzini lo salutò dal n.1. Dopo di che, il 1 giugno, Giuseppe Conte e Irama conquistarono la vetta che meritavano.
Tutto sembra avere un senso – tuttavia lo vedete anche voi, c’era una forzatura: qualcosa si era rotto. Non potevo ripetere la gag, perché nessuno dei successori di Berlusconi era un n.1 altrettanto fosforescente. Eppure c’è qualcuno che si può considerare
3. LEADER DEL DECENNIO SENZA DISCUSSIONI. Questi che vado a elencare sono i n.1 in classifica nella prima settimana del mese di giugno dal 2012 al 2019 (se il 2011 non è nell’elenco, c’è un motivo). Eccoli à rebours:

2019 – Alberto Urso
2018 – Irama
2017 – Riki
2016 – Sergio Sylvestre
2015 – The Kolors
2014 – Dear Jack
2013 – Moreno
2012 – Alessandra Amoroso

2011 – Quell’anno Amici si concluse nel mese di marzo, non a maggio come a partire dall’anno dopo; per quell’edizione, il vincitore Virginio Simonelli entrò solo al n.4. Avrebbe fatto meglio di lui Annalisa, n.3.
Avrete vellutatamente notato che ogni anno, con le buone o con le cattive, appena finita la trasmissione, prontamente un Amico di Maria è andato al n.1.
E questo che leggete nell’articolo dell’eccellente quotidiano Libero è quello che è successo l’anno scorso in occasione della finale.

4. IL CAMBIAMENTO. Riguardiamo adesso gli ultimi Amici Numeri Uno: l’extracomunitario nero, il giovane efebico, l’erratico arrogante che inneggia a una Nera. C’è una coerenza di fondo – finché nel 2019 ti va a vincere il tenorino Alberto Urso, proprio un anno dopo che il Capo dell’Italia ha sdoganato la trasmissione tra i suoi elettori
(…non intendo dire che prima qualcuno tra loro non la guardasse) (però ORA guardarla fa parte della linea politico-morale)
Personalmente, la trasmissione mi rifiuto di vederla fin da quando era Saranno Famosi. Tollero con forti tic nervosi la visione di X Factor, non ho tempo da buttare in The Voice Of Italy, rimpiango Spit (…magari non l’ultima edizione, toh). Ma non posso negare ai n.1 usciti da Amici delle evidenti connessioni con quello che nei rispettivi anni, indipendentemente dai gusti personali, potevamo considerare contemporaneo. Ok, qualcuno più (Moreno, The Kolors, Irama), qualcuno meno (Sergio Sylvestre, forse i Dear Jack).
Invece ascoltando Solo di Alberto Urso non mi so spiegare del tutto il suo appeal, non mi bastano i begli occhioni o l’idea che sia il figlio che le famiglione italianone di Canale 5 vorrebbero. Sarebbe facile dire che nell’intera operazione c’è un po’ di Bocelli e un po’ di Il Volo, anche grazie alla produzione di Celso Valli. Però credetemi, se sentiste Solo (…ma perché dovreste? Sono qui a infliggermelo per voi) non siamo realmente lì. Ogni tanto mi sembra un ritorno con vendetta del belcanto alla Claudio Villa; ogni tanto semplicemente il Roby Facchinetti più grigio – però con testi che grazie al lavoro cesellato di autori come Daniele Magro e Federica Abbate sono bolsi e putrefatti come quelli dei Modà. Vado a sottoporvi dei campioncini omaggio. Saltate pure al punto 6, se credete.
5. ANGELI INCAZZATI BUONI COME IL PANE
“Io sceglierei te che credi ancora in questi occhi e in questa voglia inspiegabile, credere all’amore finché il sole si accende, perché sei l’unica voce a cui il mio cuore risponde. E che prima di essere schiuma saremo indomabili onde, e perché tutto ritorna com’era se nessuno si arrende”. (Indispensabile)
“Pochi soldi ma tanta passione. Se non fossi canzone, non canterei. Se non fossi rifugio non resterei. Se non fossi desiderio non brucerei, se non fossi proprio come adesso sei. Se non fossi parole, non parlerei. Se non fossi le stelle non sognerei. Se non fossi la pelle non brucerei. E non sarebbe passione, no. Se tu fossi ritardo io ti aspetterei”. (Non sarebbe passione)
“Stiamo sopra i tetti svegli come antenne, belli come i fiori, buoni come il pane diventati grandi forse troppo in fretta ma con una grande voglia di giocare. Inseguiamo sogni e sogniamo amori anche se ci resta poco da sognare. Noi disobbedienti angeli incazzati e il domani è fatto per chi cambierà. Hanno spento tutto anche la luna ma io per fortuna ho ancora te, perchè ci vuole del coraggio per amare in questi giorni, per cercare la bellezza anche nelle cose tristi. Perchè solo due incoscienti in mezzo a questa confusione si riconoscono e tu sei la mia rivoluzione”. (La mia rivoluzione)
6. Beninteso, chi va al n.1 ha sempre ragione e figuriamoci se discuto il cuore immacolato di Maria che ogni anno fa eleggere il proprio uomo forte. Ma anche a voler riconoscere una qualche sottigliezza al governo Urso, posso giusto azzardare (forzando) che sia una specie di risposta tardiva al fallimentare Licitra di X Factor – come dire: “Voi fessi non potete mandare al n.1 questa roba, ma NOI sì”. Non credo che ci sia realmente una domanda del mercato per il suo genere, lo vedremo la settimana successiva ai firmacopie. C’è una domanda del pubblico. E non è la stessa cosa.
Però in generale, non credo si possa obiettare che a un anno dall’insediamento del Governo del Cambiamento e da quel fatidico endorsement alla trasmissione da parte dello stupido scimmione, il partito di Amici abbia fatto un balzo indietro nel tempo come non lo aveva mai fatto prima. E forse proprio in questo, è ferocemente contemporaneo.

PARTE SECONDA

Resto della top ten. Lascia il n.1 Izi, che scivola al n.4 sotto l’Amica Giordana Angi (n.2) e l’incrollabile Ultimo con Colpa delle favole (n.3). Al n.5, rimbalzo di Trap lovers della Dark Polo Gang dal n.57, grazie all’edizione Reloaded, che include gli ispirati due minuti e mezzo di Taki taki (pronuncia: Dàghidàghi) ma soprattutto tutti quei featuring di cui pensavano di poter fare a meno (tipo Gué Pequeno, Luché, Capo Plaza). Entra al n.6 Acquario di CoCo (sì, lo so che sapete chi è) (ma lo dico lo stesso: Corrado Migliaro, rapper di Napoli); completano la prima diecina Billie Eilish, Salmo, Ultimo (stavolta con Peter Pan. Mentre Pianeti è al n.16) e l’ex n.2 Vinicio Capossela, ora n.10.

Altri argomenti di conversazione. Escono subito dalla top 10 l’Amica Tish e i Rammstein. Entra al n.14 lo strano aggeggio di Sting, al n.49 Raige, al n.58 Morrissey e al n.59 Massimo Di Cataldo (mi piace saperli vicini), e al n.77 North of Loreto. Fuori dalla classifica Tony Hadley dopo una settimana, come del resto Mezzosangue, Nayt, Giorgio Vanni e i Whitesnake; Sergio Cammariere ha resistito due settimane, P!nk è durata una ventina di giorni, Side Baby cinque settimane e dopo un mese e mezzo ci ha lasciati Fabrizio Moro che a metà aprile era n.1 – non mi spiego come mai chi lo ha acquistato non lo abbia caldeggiato ai parenti. Ma salutano anche due big veri: Eros Ramazzotti dopo 25 settimane (stessa permanenza di 6IX9INE) e Jovanotti, che trasformando Oh, vita! in Oh, live! si era barcamenato per 76 settimane.
Viceversa, superano quota 100 due album, quelli di Imagine Dragons e Carl Brave X Franco 126, che si uniscono al club di cui sono membri da più di due anni Ed Sheeran, The dark side of the moon e l’album più longevo tra i primi cento, Hellvisback di Salmo (173 settimane).

Miglior vita. Sette album di artisti o gruppi guidati da artisti che hanno abbandonato questa valle di conduttori di Unomattina; il più in vista è sempre la colonna sonora di Bohemian rhapsody, al n.27, mentre Nevermind è al n.85, il che induce gli analisti a cauto ottimismo sull’economia. Indicazioni politiche contrastanti provengono invece dai

Pinfloi. The dark side of the moon perde consensi, ritengo a causa delle tensioni tra i due partiti di Governo: scende dal n.55 al n.60. Intanto The wall guadagna consensi, ritengo a causa delle tensioni tra i due partiti di Governo: sale dal n.92 al 78. Infine,

Sedicenti singoli. Al n.1 sempre i New Bimbi di CharlieCharles con la bella HIT DELL’ESTATE Calipso – è proprio bella, vero? Mmmmh, bella, sì – ma ora è seguita dalla bituminosa HIT DELL’ESTATE Ostia Lido di J-Ax. Entra un po’ bassa, al n.8, la HIT DELL’ESTATE Jambo di Takagi, Omi, Giusy Ferreri e Ketra al n.8. Esce invece dalla top ten la HIT DELL’ESTATE Maradona y Pelè dei Thegiornalisti, forse perché il loro friccicore indie è diventato un friccicore major. A me fanno il medesimo robusto schifo in entrambe le accezioni ma forse per parte dell’elettorato qualcosa è cambiato – completamente.