Tag: Max Pezzali

Rapporto aMargine 2020 – L’ANALISONA. Superclassifica della musica in Italia

Rapporto aMargine 2020 – L’ANALISONA. Superclassifica della musica in Italia

Primeggiano Marracash, Boomdabash. E pensare che invece nessuno si ricorda degli Ash.

ClassificaGeneration Stagione III ep. 3. Fedez e Di Maio: guardando dal trono

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Quando il potere logora chi ce l’ha, anche il potere non è più quello di una volta.

Gli avanzi del Natale (Il buongiorno dall’amaca del caffé)

Gli avanzi del Natale (Il buongiorno dall’amaca del caffé)

 

 

“Per me è stato Natale tutto l’anno”. Gabbani sa quel che dice.

 

 

 

 

Elisa – fa rima con le risa.

 

 

 

 

 

 

Speriamo che qualcuno si sia regalato questo cimelio paragonabile al costume da tricheco di John Lennon per importanza – e per stilosità.

 

 

 

 

Come cantava Elton John: “It’s sad, so sad, what a sad, sad situation”.

 

 

 

 

Insolitamente sobria.

 

 

 

Ma d’altra parte, ha dato tanto l’anno scorso.

 

 

 

 

Natale è il periodo dei buoni sentimenti e chiunque abbia fatto parte di un gruppo sa che la voglia di menare il cantante è un buon sentimento.

 

 

 

 

Quando uno è poeta, trova le parole attingendo alla segreta sorgente della magia.

 

 

 

Al mondo esiste solo una grande Chiesa che parte dalla promozione e arriva fino a #Nalate (sul Seveso).

 

 

“Gli animali non hanno ombrello, e non portano mai il cappello”. Se ne deduce.

 

 

 

 

“Nel programma sono presenti inserimenti di prodotti a fini commerciali”.

 

 

 

 

 

1000 RT. Ha l’aria di averla portata a casa lui.

 

 

RetroNatale.

 

 

 

 

 

Ius Natali.

 

 

Più zio di così si muore.

 

 

 

Affinità e divergenze tra il selfie di Ferragosto e quello di Natale.

 

 

 

Comunque, da sempre nel mondo dello spettacolo, quando quelli del marketing ti chiedono di fare il buffone, tocca fare i buffoni. Auguri a tutti.

 

TheClassifica 65. J-Ax è sempre di moda, perché non è di moda mai

TheClassifica 65. J-Ax è sempre di moda, perché non è di moda mai

J-Ax, Verdena, persino Mecna. La preoccupante assenza dei Pink Floyd.

TheClassifica 12 – Né Gaga né Liga

TheClassifica 12 – Né Gaga né Liga

Cominciamo coi singoli, che non ne parlo mai. Il nuovo singolo di MiticoLiga non è entrato al n.1 in classifica. Penso che sarebbero bastati tipo cinquemila download, toh. Forse anche meno. Eppure si è accomodato al n.2 dietro a Wake Me Up, la tamarrata country-unz dell’ennesimo deejay svedese. Il pezzo di Avicii ha fatto un bel po’ di vittime nelle ultime settimane. Per dire, Elisa. Anche lei, nuovo singolo, e solo n.2. Ma anche Lady Gaga.

Sapete, dal 23 agosto a oggi, Corriere.it ha pubblicato 15  notizie su/con la Lady. Non è una al giorno, no. Non crederete mica che il nostro quotidiano più prestigioso faccia da sito non ufficiale per una cantante pop derivativa. No, loro danno solo notizie corpose, tipo

Los Angeles, Lady Gaga a spasso semi nuda

Gli occhiali di Lady Gaga

Lady Gaga in un fast food di Londra

Rivoluzione Lady Gaga: torna bruna e si lancia nell’hip hop  

Ma nonostante l’endorsement palpitante di Ferruccio De Bortoli, niente: sarà la rivoluzione, saranno gli occhiali, ma Applause è entrata in top ten solo al n.2, non di più. Forse gli italiani non ci arrivano a capire le metasottigliezze, il post-pop, l’ironia mediatica, e alle sue canzoni brutte e cretine preferiscono altre canzoni brutte e cretine – perché onestamente, Wake Me Up di Avicii non ha nemmeno l’inventiva stupidina del Pulcino Pio o delle cafonate latine (aka “tormentoni”). Comunque, se Gaga non ride, Katy Perry piange: posizione massima di Roar, n.4. Come Alessandra Amoroso. Spero che tutto questo vi affascini quanto me.

No?

Mi rendo conto.

Lasciamo i singoli e, colpo di scena, diamo un’occhiata ai DVD!

Michael Jackson, con This is it, è al n.1 tra i dvd più venduti. Questo dvd è in classifica da 185 settimane – CENTOTTANTACINQUE. In una classifica che conta solo 20 posizioni. Un anno fa a quest’epoca era settimo. E oltre ai fan, anche il pubblico lo ha già visto: il 29 agosto è stato mandato in tv, in replica, da Cielo, che alcuni di voi vedranno sul Digitaleterrestre (io no, su quella frequenza ho Telereporter, che mi propone dibattiti calcistici con Fulvio Collovati). Dietro Jacko, al n.2 c’è Live At Sydney Opera House di Bryan Adams (…ma chi lo ha preso???) (oddio, io trovo una certa piroettante meraviglia anche nella posizione n.20: un live del 1982 dei Doobie Brothers)

Uff, ho capito, volete gli album. Eccoveli.

Jovanotti, Max Pezzali, Modà.

Il podio è questo. Lo sapete che Max Pezzali pubblicherà UN ALTRO libro sulla sua vita? “I cowboy non mollano mai”. Editore ISBN. Max che sarà anche in tour fino a Natale. Max che a ottobre torna in tv su Deejay TV con il suo programma in cui va in moto. Max che ha avuto una prima serata su RaiDue. Max che è stato in copertina su Sorrisi&Canzoni ma ha anche pubbicato un pezzo su La Lettura. Max che sta usando i media tradizionali, parrebbe. Tranne che per il suo divorzio, per il quale lui e la moglie hanno usato amichevolmente twitter. Chissà se il divorzio è davvero dovuto a questa veejay che butta classe da ogni poro. Chissà se ha rimesso al proprio posto i più piccoli pezzi della sua esistenza componendoli, dando loro una coerenza. Sarebbe bello. Comunque, se il podio non vi è piaciuto, sappiate che alla sua base brulicano Marco Mengoni, Emma, Moreno, Fedez, Daft Punk, Marlene Kuntz (erano entrati al n.3 la settimana scorsa) e Negramaro. Escono dalla top ten gli Avenged Sevenfold, ovvero i cloni dei Metallica. Uh, un momento: dovete sapere che è uscito il nuovo dei Franz Ferdinand! Ora è al n.27, ma la settimana scorsa è entrato al n. 15. I Nine Inch Nails hanno fatto appena un pochino peggio: n.16. Mentre Another Self Portrait di Bob Dylan scende dal n.24 al n.30.

Quello che sto cercando di dire è che non ci sono solo crocchette di pollo in giro. C’è anche altro.

Ma nessuno lo compra. Tutto qui.

TheClassifica 11 – Fanf, fanf

TheClassifica 11 – Fanf, fanf

C’è una cosa di cui parlo poco quando mi lancio in questi sermoni sulle classifiche di vendita. E invece è la cosa di cui dovrei parlare in continuazione. La cosa senza la quale, in effetti, tutte le mie parole sono a vanvera. Più del lecito. (secondo 

TheClassifica 9. Kanye e gatti. Ovvero, la rivincita degli Amici

TheClassifica 9. Kanye e gatti. Ovvero, la rivincita degli Amici

Stecca di Moreno è ancora al n.1. Letta è ancora al governo, Berlusconi pure. Che aria di ineluttabilità che c’è in tutto questo, no? La settimana scorsa ho bigiato la classifica, ero inzaccherato di lavoro. Ad esempio, proprio venerdì avevo un’intervista con un rapper. Continuo 

TheClassifica 8. Mori? No. Moreni

TheClassifica 8. Mori? No. Moreni

Moreno, con un disco uscito da un mese, riesce a sbaragliare anche un n.1 annunciato come Gué Pequeno. Cioè, il rap della tv batte il rap vero minchiappericoloso. Che botta.

Nonostante un investimento possente dal punto di vista mediatico, era un po’ più facile che anche la nuova autocelebrazione di Max Pezzali soccombesse – infatti entra al n.3.

Ad ogni buon conto a questo punto, riepilogando, abbiamo in top 10:

1 nome straniero (Daft Punk, n5)
4 talent (Moreno, Greta, n.6, Emma, n.7, Marco Mengoni, n.9)
2 quarantacinquenni che si autoincensano (Pezzali e la raccolta di Jovanotti, n.8. ANCORA in classifica, da dicembre. E’ terribile)
2 rapper veri e propri (Gué n.2, Fedez n.4) 
1 malattia di quelle schifose, di quelle che tossisci pus e ti si squama la lingua (Modà, n.10)

(sapete, non è che io avrei esultato all’ingresso in top 10 dei Queens Of The Stone Age – il tempo in cui mi divertivano è un po’ passato. Però è desolante che si fermino al n.11, a causa del rientro nella diecina principale dei Modà, ai quali io non auguro nulla di male, anzi: possa il loro canto giungere a Dio) (al che io mi aspetto che Nostro Signore, una volta ascoltato Kekko, riprenda dimestichezza con almeno otto delle dieci piaghe d’Egitto e si occupi di loro come faceva Vincent Price ne L’abominevole Dr. Phibes – ma ammetterete che sarebbe una sua scelta, non mia)

Vi dirò. E’ una classifica un po’ disarmante. Mi sto spiacendo financo per l’uscita (a spron battuto) dalla top 10 dei rapper Clementino (dal n.4 al n.16) e Gemitaiz (dal n.3 al n.20). Mi spiaccio un po’ meno per quella di Verdiana (n.12). Di fatto, la situazione rispetto alla settimana scorsa vede la bilancia pendere dal lato dei talent, anche se al rap potremmo ascrivere anche Moreno e Jovanotti (ma vi ho già detto di no).
Sicché, sì disarmato, sono andato a dare un’occhiata alla classifica britannica. E sapete, non solo non c’è

nemmeno
un
singolo
rapper
nella top 10,

ma fatico anche a trovarne tra i primi trenta. Agli inglesi del rap non gliene può battere di meno. Ci hanno provato, eh. Professor Green, Roots Manuva, Ms Dynamite, Tinie Tempah, The Streets. Ma non c’è stato niente da fare. In questo momento sono in fississima con la dance (Disclosure n.1 negli album in questo momento, come due mesi fa Rudimental e prima ancora Duke of Dumont). Ma i Queens Of The Stone Age sono al n.2, Rod Stewart è al n.4, il giovane cantautore zuccheroso Mike Rosenberg aka Passenger è al n.5. Il prossimo n.1 dovrebbero essere i Black Sabbath. Insomma a quelli piace tutto, tranne il rap, tranne il rap, tranne il rap (cit.). E’ ben strana questa cosa, no? Forse gli inglesi non hanno delle città? Dev’essere quello, perché non c’è rapper che si rispetti che non chiuda almeno una rima con “…in questa cittàh (uh) (ah)”

Oppure abitano tutti in centro tutti e non ci hanno il disagio delle periferie.

Oppure sono tutti ricchi perché a Londra tutto è figo
(“mica come qui”)

Già che c’ero ho controllato, il rap non funza nemmeno in Germania. Ora come ora, per loro la musica o è rock, o è schlager, quel pop caramelloso che piace a loro e che noi cerchiamo di vendergli da sempre, da Ramazzotti a Luca Di Risio.
Viceversa il rap va forte in Francia, dove è appannaggio – come in America – della razza precedentemente nota come negra.
Ma da noi no, i nostri rapper sono tutti negribianchi come lo era Fausto Leali.

E quindi, cosa state cercando di dirmi, italiani? Che metà di voi viene formata da Canale 5, e l’altra metà è costituita da parolai attaccabrighe?

Ma se è così, se la classifica degli album riflette un 33% di grillini e un 33% di pidiellini, dov’è il bieco pidimenoelle? Non c’è scelta: i due tardoni. Jovanotti e Max Pezzali, l’uno Veltroniano per vocazione, l’altro che potrebbe essere per Letta (con alle sue spalle Cecchetto che manovra sempiternamente come D’Alema, e Pierpa Peroni – che non ho dubbi: è la Finocchiaro). E poi naturalmente, mica me la scordo, non può mancare la corrente hype del PD – anche le iniziali sono giuste: Punk Daft. Vediamo, c’è qualcuno nel PD che è carico di hype? C’è qualcuno che indica la via, che marcia verso il futuro rispolverando Nile Rodgers e Giorgio Moroder, che è avantissimo per definizione? C’è?
(…oh, che ve lo dico a fare)

Il resto non è interessantissimo. Tranne forse l’ingresso di Robin Thicke al n.89. Mooolto sotto l’ingresso di Gigi Finizio (n.18) e dell’intrigantissimo “Scritte per Mina… firmato Paolo Limiti” (n.17).
Buon weekend.

de-filippi