Tag: Fred De Palma

Tormentonia 2020 – Tutto il letame che chiediamo

Tormentonia 2020 – Tutto il letame che chiediamo

Tutto l’alcolismo, il telefonismo, il cretinismo di una nazione fiera della sua banalità.

Rapporto aMargine, primo semestre 2020: l’ANALISINA

Rapporto aMargine, primo semestre 2020: l’ANALISINA

Marracash e TheWeeknd ai primi posti. Meno importanza agli album. Stranieri al bando, donne in cucina… Ma ci sono anche dati meno incoraggianti.

Abbiamo la musica e i musicisti che ci meritiamo? – TheClassifica 17/2020

Abbiamo la musica e i musicisti che ci meritiamo? – TheClassifica 17/2020

«Se nel mondo rock bisogna farsi tanto e prendere tanta roba per arrivare a canzoni come quelle di Jimi Hendrix e di Janis Joplin, allora Wagner e Brahms che cosa avrebbero dovuto fare? Mettersi un DC 10 nel didietro?».
(Alberto Arbasino, Un paese senza, 1980)

 

Preterito. Qualche giorno fa su Il Fatto Quotidiano c’era un articolo di Andrea Conti sulla musica italiana e come sopravviverà alla pandemia – se sopravviverà. Venivano intervistati Fabrizio Giannini, Gabriele Parisi, Giacomo Sabatino, Michele Torpedine e Paola Zukar. Che sono manager che curano gli interessi, tra gli altri, di Tiziano Ferro, Alessandra Amoroso, Clementino, Nek, Fiorella Mannoia, Il Volo, Fabri Fibra, Marracash, Nina Zilli. C’è un po’ di tutto, vedete.

L’articolo andava via liscio, era leggibile, non troppo tecnico, non aveva nessun sottotesto politico o polemico. Forse nel titolo era stata inserita una frase che, scritta in grande, poteva sembrare, alla lontana, arrogante (“Il governo ci deve risposte”). Però, con tutta la diffidenza che posso avere per quel giornale, non c’era davvero niente di eccepibile. E i manager interpellati si premuravano di far capire che le risposte erano dovute soprattutto ai lavoratori del settore, quelli che grazie a TZN e Sandrina Amoroso e Fibra e Il Volo, ma anche alla fine grazie a MiticoVasco e a Lorenzo Cherubini e persino a Calcutta, ci mangiano, pagano il mutuo e mandano i figli a studiare – oppure no, magari menano i figli e coi soldi bevono tantissimi spritz, fatti con prosecco e bitter ITALIANI e tassati da accise ITALIANE, insomma qualsiasi cosa ci facciano va bene.

Ebbene. I commenti erano quasi tutti ferocemente negativi, e auspicavano che i saltimbanchi milionari fossero lasciati nel loro brodo, e quanto ai lavoratori, “Se sono bravi, il lavoro lo troveranno sempre”. Per esempio, Nero Wolf (senza e, à la Tarantino) faceva presente che “Loro sono artisti da strapazzo ma artisti”, Minerale Frizzante invitava ad andare a zappare, “Sia mai che trovano dell’insalata da mangiare, sti artisti”, Dammi Le Chiavi ricordava che “abbiamo un Governo che LAVORA SERIAMENTE; pur senza poter fare né MAGIE né MIRACOLI – quanto a VOI, con quel che guadagnate, STATE MUTI”; Elias 963 ironizzava “Le centinaia di migliaia di operai in cassa integrazione, che mangino brioches”, e a Giuseppe Liberati che obietta “Voi credete che esistano solo i cantanti milionari?”, Carlo Jr replicava “Siamo nell’epoca della mobilita in cui ogni uno si puo adattare a fare dei lavori piu essenziali. Cosa e l’orgoglio o lo snobbismo di coloro che li trovino umilianti?”; Marraggio scagliava il fendente: “Troppo comodo per le aziende del settore scaricare le precarietà che hanno imposto ai propri lavoratori sulle spalle dello stato”. Eh.

Ok, immagino che si possano dire tante cose sulla gente che commenta gli articoli dei giornali online, e tante in particolare su quelli che commentano Il Fatto Quotidiano. Ma se ci pensate, è un pensiero diffuso. Anche quando produce tanti soldi e indotto, magari più di altri comparti, la musica non è un lavoro vero come fare le Ferrari o condurre Masterchef. Certo siamo in un Paese dove la musica è sempre stata riconducibile a un accessorio da spiaggia, una canzoncella doce doce o un puntello per il proprio strazio; a scuola ce la facevano studiare col piffero e il nostro inno è una marcetta scemotta che persino il più mascelluto fascista interpreta con un margine di LOL.

Ma un po’ di colpa di tutto questo, temo, ce l’hanno anche i tantissimi, tra gli addetti (dai giornalisti ai discografici ai manager a quegli infallibili ReMida che sono i nostri PRODUCERS) che se ne occupano come puntello al proprio straziante narcisismo, che forse in fondo ne hanno un’idea anche peggiore del sig. Minerale Frizzante. Per non parlare dei tanti musicisti e interpreti che tra la bellezza e il pubblicone, hanno sempre scelto quest’ultimo, e raramente, quando avrebbero potuto farlo, gli hanno chiesto uno sforzo in più, o lo hanno chiesto a se stessi. Anche quando erano

Il numero uno. Persona di Marracash ha passato un’altra settimana in testa alla classifica dei presunti album, condividendo con Ghali (n.2) e ThaSupreme (n.3) un podio multirappuso. Certo, la situazione è stagnantissima, 93 album su 100 della classifica importante sono gli stessi che ne facevano parte la settimana precedente. Però mi piace raccontarmi (…e raccontarVI a voi, impossibilitati a impedirmelo, ahaha! Subite, reprobi) che quest’album e non altri ha ripreso quota perché persino gli inquieti ascoltatori di rap, dopo l’assalto iniziale, lo hanno lasciato decantare e derappare fino a trovarci dentro quello che non poteva saltare fuori nelle prime settimane di ascolto intensivo. Peccato che dal 2014 i DC10 non volino più, e Marra non abbia la possibilità di mettersene uno nel didietro. Niente DC10, veniamo ai

Primi 10. Dalla top ten esce Gianni Bismark, che scende al n.19; in compenso vi risalgono Salmo e Lazza. Sentite, faccio prima a mettervi qui la grafica della FIMI, che a me piace molto, spero non la cambino mai, soprattutto il colore arancione. Avete notato? Ci sono addirittura due FEMMINE – e persino due non ITALIANI in top ten. Lo so, con la scusa dell’emergenza, vengono calpestati gli ideali dei nostri antenati. Scuotiamo tutti la testa e cerchiamo

Altri argomenti di conversazione. Non voglio dire che è merito della mancanza di medicinali equivalenti, ma noto che in questa fase stanno risalendo la classifica in modo interessante, piazzandosi tra il n.11 e il 20 Gazzelle, Rocco Hunt, Ketama126, addirittura Fred De Palma, insomma album tutt’altro che nuovi che abbiamo a malapena notato quando sono usciti, ma che ora si ritrovano a tanto così dal Valhalla più o meno come è capitato a Gallera e Fontana. No, perché dico così, forse anche i loro album avevano bisogno di esser lasciati sedimentare, hanno tutta una loro complessità… No, vero? Avete ragione, forse bisogna dare una possibilità a Minerale Frizzante. Fuori dalla top 20 c’è la più alta nuova entrata, The Strokes, al n.26, posizione che probabilmente non vedevano da quando la gente pensava fossero interessanti. Confesso spudoratamente che tra loro e l’altra nuova entrata, preferirò sempre quest’ultima, ovvero i vecchi Nightwish (n.45) anche con la nuova vichinga: certo, il disco è puro delirio metal-naturalista, ma mette di buonumore. Esce invece di classifica dopo sole due settimane l’album dei 5 Seconds Of Summer. Chissà cosa ascoltano oggi quelle ragazzine che cinque anni fa assediavano gli studi di RTL per vederli. Wagner e Brahms, probabilmente. Oppure la n.1 tra i

Sedicenti singoli. Entra col botto al primo posto Le feste di Pablo, la canzone pucciosa di Cara feat. Fedez, un grande ritorno alla popolarità per il munifico benefattore milanese – ma lei secondo me non si ferma qui. Guardate che bell’accappatoio giallo che ha, tra l’altro. Scalano al secondo posto Shiva & Eiffel65 con Auto blu (per gli amici: Autotune) e al terzo posto Mr. Rain con la lagnetta Fiori di Chernobyl. Ma voi volete sapere dov’è Andrà tutto bene di Tommy ed Ely, vero? E io ve lo mostro qui, senza commenti – nonono, non ci casco, grazie.

Lungodegenti. 20 di Capo Plaza compie due anni in classifica, auguri! I primi due album di Ultimo salgono di un altro passo (Pianeti 111 settimane, Peter Pan 114) verso Rockstar di Sfera Ebbasta, che staziona da 117 settimane in classifica. Ma un anno prima della sua uscita, era rientrato tra i primi cento un certo disco dei

Pinfloi. The dark side of the moon timbra per la 180esima volta consecutiva, anche se scende dal n.67 al 53. Purtroppo è di nuovo solo, senza il suo amico The wall, perché Dark side è approvato dalle élite come Mattia Feltri mentre The wall è osteggiato dal pensiero unico come suo padre Vittorio Feltri: saranno almeno 24 ore che non viene invitato a vomitare in trasmissione da Giletti o Giordano o Cruciani nei loro programmini coraggiosi. Resisti Vittorio, non lasciare che ti mettano una museruola – anzi se hai altre scemenze da dire approfittando di inviti di giornalisti che hanno poca dimestichezza con la dignità, sono disponibile anch’io.

Rapporto aMargine 2019 – L’ANALISONA. Superclassifica della musica in Italia

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Tutte le classifiche che ci stavano: concerti, video, album, streaming, sorrisi, canzoni.

Tolkien e le canzoni di Amici – Classifica Generation ep.27

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Angi. Angi. When will those dark clouds disappear.

Classifica Paradiso – Le 10 canzoni di Battisti che non piacciono a nessuno

Classifica Paradiso – Le 10 canzoni di Battisti che non piacciono a nessuno

Dodici album di Lucio Battisti entrano nella classifica dei presunti album. Due in top ten. Sette brani intanto entrano in quella dei sedicenti singoli. E quindi. Dodici album. Posson bastare. Va bene: parliamone – ma partendo dalle singole canzoni.

Ill brano più ascoltato di Lucio Battisti nella settimana del debutto nel mondo stremante dello streaming è Il mio canto libero.

D’altra parte, è anche putacaso la canzone che Spotify ha scelto come apripista della sua playlist di successi battistiani, che migliaia di persone hanno avviato sul loro device del cuore 1) per abitudine alle playlist o 2) perché banalmente, in principio riuscivano a visualizzare solo quella. E così, il canto sarà stato libero, ma l’ascolto un po’ meno. Sei delle sette canzoni che a furia di ascolti in streaming hanno finito anche per entrare nella classifica FIMI dei presunti singoli sono guardacaso nei primi sette posti della playlist This is Lucio Battisti; manca solo Acqua azzurra, acqua chiara – non ha sfondato, ed è sostituita da I giardini di marzo, che incidentalmente da qualche anno è l’inno dei tifosi d’aaa Lazzie (oh, no: rieccoci a parlar di Battisti e fascisti). Ma a tutti gli effetti, Spotify può bullarsi di mandare in classifica le canzoni che vuole. Okay, non mi aspettavo che Il salame o Il leone e la gallina fossero ai primi posti della playlist. Però il ragionamento sulle preferite dal pubblico diventa difficile. Intanto, comunque, ve le sottopongo:

n.50 Il mio canto libero
n.65 Mi ritorni in mente
n.70 La canzone del sole
n.80 I giardini di marzo
n.81 29 settembre
n.92 Un’avventura
n.95 Con il nastro rosa

Un’avventura è la più vecchia (31 gennaio 1969, nonché Sanremo ’69), ma anche Mi ritorni in mente e 29 settembre uscirono nel 1969. La più recente tra quelle più apprezzate risulta Con il nastro rosa, del 1980. Mancano brani che io personalmente ritenevo estremamente popolari, anche più di qualcuna che vedete quassù. Perché erano un po’ più sotto nella playlist. Parlo per esempio di Sì, viaggiare (13ma), Amarsi un po’ (14ma), Ancora tu (20ma), Una donna per amico (21ma). Ma accetto che chi ha fatto la playlist abbia pensato a giocarsi più avanti qualche colpo sicuro per prolungare l’ascolto. Inoltre, cinque giorni dopo il primo rush, la situazione sta cambiando: mentre scrivo, 29 settembre ha più ascolti de Il mio canto libero, ed Emozioni ha più ascolti de La canzone del sole. Ma a questo punto il discorso interessante diventa un altro.

Cos’è che quasi NESSUNO è andato ad ascoltare? Le dieci più “popolari” superano i 300mila ascolti (con le prime due sopra i 700mila). Il veliero e La compagnia, che si trovano nella fatidica playlist, superano i 100mila. In compenso i brani che li seguono e precedono sull’album (La batteria, il contrabbasso eccetera) hanno quasi tutti uno zero in meno. E battono canzoni che, di nuovo, ritengo un po’ più amate: Ho un anno di più, 12mila ascolti; Nessun dolore 26mila. Nella mia umile opinione, qualunque battistiano anche non professionista li metterebbe nel pantheon. Ma di fatto, più si scende con il cursore, più si incontrano lande desolate. E sono qui per farvele conoscere, tipo guida Lonely Planet. Eccovi le MENO ascoltate. Nota bene: escludo le versioni inglesi di Images. E non metto i numeri perché mi annoio a trascriverli (scusate). Potete fidarvi, o verificare, come preferite.

Si parte dagli 8000 ascolti della prima, fino ai tremila di quella laggiù in fondo (che uscì come singolo) ed è la meno ascoltata di tutte, almeno fino a ieri sera:

Umanamente uomo: il sogno
Separazione naturale
Insieme a te sto bene
Supermarket
Una
Il fuoco
Seduto sotto un platano
Se la mia pelle vuoi
Le tre verità
Luisa Rossi

Se siete veri Battistiani di Battistero, qualche titolo vi avrà basiti. Ma ci sono tre verità: la prima è che a questo mondo, la VISIBILITA’ è tutto, e queste canzoni non solo non sono nella stracitata playlist, ma sono pure in fondo al megaelenco (che come forse sapete, va a ritroso nel tempo. Come molte cose in quest’epoca). La seconda verità è che tra algoritmi e playlist, scegliamo sempre meno. Chissà: forse era auspicabile. La terza verità è che vi ho parlato di Battisti perché non è successo molto altro nelle classifiche. Dico davvero, guardate.

Sempre Gemitaiz & Madman n.1 tra i presunti album. Scatola nera dei due rappusi continua a precedere Mattoni di Night Skinny coi suoi 15 rappusi. Anche se alle spalle di tutto questo rap soffia un vento vintage: non solo con Battisti (la raccolta Masters vol. 2 entra al n.7 ed Emozioni, a colpi di streaming, entra al n.9). Ma addirittura i The Beatles entrano al n.3 grazie all’edizione speciale per il 50mo compleanno di Abbey Road. Comunque non temete: il resto della classifica è adeguatamente urbano e contemporaneo: al n.4 Machete Mixtape coi suoi 26 rappusi, al n.5 Ultimo, al n.6 entra il rapper preggiudicato Massimo Pericolo, al n.8 c’è Rocco Hunt e al n.10 Post Malone.

Tra i singoli invece è sempre estate. Una volta ancora di Fred De Palma & Ana Mena continua a far sognare gli italiani sotto gli ombrelloni e nega il n.1 a Non avere paura di Tommaso Paradiso, che qualcuno forse ricorderà al fianco di Marco Primavera e Marco Antonio Musella nel loro gruppo, Thegiornalisti. Al n.3 Pookie, prodotto per adolescenti non meritevoli di udito di Aya Nakamura con la complicità di Capo Plaza per la versione che delizia specificamente i teenager italiani.

Altri argomenti di conversazione. Escono subito dalla top ten Liam Gallagher (dal n.5 al 17) e soprattutto i Verdena (entrato al n.9 la scorsa settimana, ora è n.73). Escono invece dalla classifica tutta Gionny Scandal (dopo tre settimane, una delle quali in top ten), Maluma (19 settimane di permanenza), Ozuna (57 settimane) (non sapete chi sono Ozuna e Maluma, eh?) (non preoccupatevi. Anche se 57 settimane, ammettiamolo, sono tante). Ariana Grande dopo 23 settimane, Noyz Narcos dopo 39, Irama dopo 49, XXXTentacion dopo 80. Bivaccano in classifica da più di cento settimane invece The wall (101 settimane), Carl Brave x Franco 126 (con un album uscito 118 settimane fa), Evolve degli Imagine Dragons (119), ÷ di Ed Sheeran (135 settimane), The dark side of the moon (152) e, unico presente da più di tre anni, Hellvisback di Salmo che però scende al n.98 e rischia di non arrivare alla 192ma settimana di fila in classifica. Ma a proposito di XXXTentacion, passiamo a

Miglior vita. Con dodici dischi di Battisti in classifica, non potevano che aumentare gli album realizzati da artisti o gruppi guidati da artisti che hanno abbandonato questa valle di dazi alle importazioni. Ma non raggiungono un numero record: si fermano a 15 perché con tutti questi nuovi ingressi, a pagare per tutti sono alcuni deceduti illustri come Amy Winehouse, Avicii, XXXTentacion e Nirvana. Non è curioso che questi martiri di quattro generi diversi si prendano una settimana di limbo tutti insieme? Per me è la cosa più affascinante di questa classifica e se ho aperto con Battisti invece che con questa notizia è solo per agganciarmi pusillanime alla tendenza. Cosa dite? Le vostre labbra si muovono, ma non riesco a sentire cosa state dicendo. Ah!, mi state chiedendo dei

Pinfloi. The wall scende dal n.76 al 78, The dark side of the moon dal n.65 al 75. Non una buona settimana, no – però con tanta gente che racconta di aver visto Joker ed Euphoria, con quei titoli così scanzonati, è comprensibile che diminuisca quel bisogno di buonumore e baldoria che contraddistingue i due album in questione. Grazie per aver letto fin qui, a presto.

TheClassifica’s Revenge – Greta e il rap italiano

TheClassifica’s Revenge – Greta e il rap italiano

Come una generazione che si sente ripetere che siamo al mondo per comprare Rolex, Gucci e Lamborghini ha sviluppato una sensibilità ambientale.

CLASSIFICA PARADISO – Addio Tormentonia, bentornati rappusi

CLASSIFICA PARADISO – Addio Tormentonia, bentornati rappusi

“Summer, summer, summer / It’s like a merry go round”

The great tormenton swindle

The great tormenton swindle

Visto che le hit estive l’anno scorso hanno dominato le charts annuali dei singoli

(nel senso che le canzoncine balneari hanno messo in riga le canzoncine di TUTTE le altre stagioni) (5 tra i 10 brani più ascoltati in tutto l’anno) (per farvi capire molto rapidamente come siamo messi)

e visto che la solerte discografia ha risposto con un assalto di azzeccatissimi tormentoni, mi pare appropriato, per la mia missione di vaniloquente interprete delle classifiche, dedicare un’analisina di fine luglio alle canzoni piene di freschezza che ci stanno accompagnando nell’estate 2019. Sia chiaro, non intendo sostituirmi a Power Hits Estate, meritoria iniziativa di RTL 102,5.

Questo che esibisco è proprio un titolo buffo, mi spiace di averci fatto dell’IroniaDelWeb e mi scuso con il collega, sempre che sia lui il responsabile (certo, la foto di Jovanotti come pretendente al trono degli irresistibili tormentoni è un po’ forzata, forse la redazione gli doveva un favore) (leggi: al suo ufficio stampa). Però mi offre l’occasione di ragguagliarvi sulla situazione del comparto.

Il momento è delicato: malgrado sul mercato sia stata immensa una quantità di prodotti senza precedenti, superiore persino a quella degli anni 60,

(o forse proprio per questo)

al momento le eccellenze italiane soccombono di fronte al prodotto internazionale. Al n.1 c’è Señorita di Shawn Mendes & Camila Cabello, due EXTRACOMUNITARI. La loro canzone primeggia pur essendo fabbricata in fin dei conti con lo stesso procedimento delle nostre hit estive (il titolo latino, l’accoppiata piaciona, l’indispensabile namedropping di un cocktail – il Tequila sunrise). E anche a causa della perfida MacheteMixtape4 che ha scompaginato la classifica. Così, malgrado l’uso di ritmi latini rigorosamente ITALIANI, il bilancio non è così trionfale: questa è la situazione attuale dei brani ITALIANI deliberatamente composti per rendere caliente la nostra estate #tuttadavivere.

SONO IN TOP 10. EUREKA:

Dove e quando, di Benji & Fede (n.2)

Jambo, de LaGiusy, Takagi & Ketra. Al quarto posto. Non sul podio. Doh!

Una volta ancora, di Fred De Palma & Ana Mena (n.5)

Ostia Lido, di J-Ax (n.6)

Mambo Salentino, di Boomdabash feat. Alessandra Amoroso (n.7)

Calipso, di Charlie Charles e le sue celebrities (n.8)

Playa, di BabyK (n.10)

(…whew. Quest’anno l’hai presa per i capelli, eh, Baby?)

PORTANO A CASA IL RISULTATO

Dall’11mo posto al 20mo, sguazzano nella tonnara dei tormentini Boro Boro con Lento (per capirci: Rapapampam – insomma quello al quale i cannabinoidi non bastano mai), Arrogante di Irama, Margarita di Elodie & Marracash, La hit dell’estate di Shade.

NON BENISSIMO

Non sono in top 20 Maradona y Pelé dei Thegiornalisti, Senza pensieri di Rovazzi, Corazòn morado di Elettra Lamborghini & Sfera Ebbasta. Forse si aspettavano di più, però beccheggiano in un rispettabile centroclassifica, dai.

FUORI DALLA TOP 40

Nuova era di Jovanotti, Polynesia di Gazzelle. Penso che uno dei due potesse fare meglio.

FUORI DALLA TOP 80

La libertad di Alvaro Soler, Turbococco di Ghali. Ouch.

FUORI EZIANDIO DALLA CLASSIFICA INTIERA

Loredana Berté (Tequila e San Miguel), Max Pezzali (Welcome to Miami), Annalisa (Avocado toast), Gabbani (È un’Altra Cosa) Emis Killa (Tijuana), iPantellas (Italiani in vacanza), Gigi D’Alessio feat. Gué Pequeno (Quanto amore si dà), Lo Stato Sociale feat. Arisa feat. Myss Keta (DJ di M#@#@).

Comunque dai, l’importante è partecipare.

RADIO GOOGOO
Cionondimeno, bastano le piattaforme di streaming a incoronare un tormentone? Dove mettiamo le radio, compagne insostituibili della nostra allegria balneare? La top 20 di EarOne ristabilisce le gerarchie, diffondendo sul POPOLO una irresistibile pioggia di azzeccatissimi tormentoni.

Tuttavia in detta top 20 di Ear One non compaiono, malgrado la popolarità in streaming indice del gradimento dei GIOVANI, alcuni nomi importanti. E sono:

Elettra Lamborghini, BoroBoro, Shade, Fred De Palma.

Viceversa le radio apprezzano molto più di quanto facciano i GIOVANI brani come Vento del sud di Tiromancino (n.11) e Turbococco di Ghali (n.13) – e poi va beh, vuoi non avere in rotazione pesante Polvere di stelle (n.14) di MiticoLiga? A margine, dalla top 20 delle radio apprendo che pure Dolcenera si è giocata la carta della hit estiva, con la dolceamara Amaremare.

Però è così antipatico fare distinzioni tra GIOVANI e adulti. Quindi andiamo a vedere nella piattaforma che mette d’accordo le generazioni, la massima fonte di musica del pianeta – anche se non vale per le classifiche perché ha questa abitudine birichina di pagare i cantanti meno di una miseria.

CAPIRE YOUTUBE
Se chiediamo a YouTube i video musicali più popolari in Italia, ci indica cose strane. Ma visto il rispetto che devo a professionisti integerrimi, sarò più preciso: ci indica quello che vuole che il POPOLO sappia. Intendo dire che se cliccate “i più popolari”, in questo mese sono per esempio Elettra Lamborghini, Madman e Gemitaiz, Machete, Modà, Gemitaiz e Jake La Furia.

Per sapere invece quali sono i più visti (ancorché, evidentemente, non POPOLARI), dovete cercarli uno a uno, o aspettare lo scemo che lo fa per voi – eccomi, mi cercavate?

Ovviamente chi è uscito prima può contare, potenzialmente, su più clic. Ora, io non ho tempo (perdonatemi) di controllare cosa sia davvero uscito “1 mese fa”, “2 mesi fa” come dice genericamente Youtube, che non contempla il “mese e mezzo fa”. Comunque, anche se non stiamo parlando di video usciti parecchio tempo prima di quelli indicati come più POPOLARI, cercherò di fare due raggruppamenti. Video caricati 2 mesi fa, contro i video caricati da 1 mese. A voi valutare dove inserire, in un’ipotetica classifica, i tre video che hanno avuto più tempo per convincerci della loro irresistibile verve.

(se nei titoli mi salta qualche featuring e qualche PRODUCER mi scuso: non si offendano i RE MIDA dell’estate)

PRIMI A PARTIRE (2 mesi fa)

Mahmood Fabri Sfera CharlieCharles Dardust: Calipso35 milioni di visualizzazioni

J-Ax: Ostia Lido – 34 milioni

Thegiornalisti: Maradona y Pelé – 8,4 milioni

BOLLINO ROSSO (1 mese fa)

LaGiusy Takagi Ketra: Jambo – 35 milioni di visualizzazioni
Boomdabash Sandrina Amoroso: Mambo Salentino – 31 milioni di visualizzazioni
Irama: Arrogante – 26 milioni
Benji & Fede: Dove e quando – 25 milioni
Fred De Palma & Ana Mena: Una volta ancora – 24 milioni
Baby K: Playa – 16 milioni
Elodie & Marracash: Margarita – 16 milioni
Shade: La hit dell’estate 10 milioni
Boroboro & Mambolosco: Lento – 6,6 milioni
iPantellas: Italiani in vacanza – 6,3 milioni
Ghali: Turbococco – 2,9 milioni
Jovanotti: Nuova era – 2,7 milioni
Annalisa: Avocado toast – 2,2 milioni
Emis Killa: Tijuana – 1,6 milioni
Loredana Berté: Tequila e San Miguel – 1,3 milioni
Max Pezzali: Welcome to Miami – 0,6 milioni
LoStatoSociale, Arisa, Myss Keta: DJ di m**** – 0,5 milioni

(se non state vedendo dati sui vostri rappusi o i vostri Ultimi preferiti, lo ribadisco: sto facendo un confronto interno alle SUMMER HITS. Quelle che si prefiggono questo intento, e con le cattive)

A prima vista, Boro Boro piace molto su streaming, e un po’ meno su YouTube, mentre a iPantellas su streaming, senza video brulicante di buonumore per 14enni, finisce per mancare quel quid. Il video poi manda Irama in Champions League, e salva Ghali e Annalisa dalla zona retrocessione.

Ma naturalmente siamo solo a metà campionato. L’estate è ancora lunga.

E, va da sé, tutta da vivere.

Ed Sheeran rompe il giocattolo – ClassificaGeneration, stagione III, ep. 22

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Il suo elettorato non é disposto a seguirlo dappertutto. A differenza di altri leader.