Tag: David Gilmour

2016-2020: viviamo nell’epoca di The dark side of the moon, piaccia o no – TheClassifica 44/2020, pt. II

2016-2020: viviamo nell’epoca di The dark side of the moon, piaccia o no – TheClassifica 44/2020, pt. II

Non è più un disco normale, è un’entità trascendente. Ha seppellito tutti i suoi simili: è l’highlander degli album rock. Ma che ci fa ancora qui?

Mina mena! – Classifica Generation, episodio XVIII

Mina mena! – Classifica Generation, episodio XVIII

Top ten tutta italiana, fatta eccezione per la n.1 che è svizzera.

TheClassifica 94. Oops, Britney lo ha fatto per la prima volta

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Vorrei fare un annuncio impressionante. Poiché questa sarà la prima classifica di una nuova stagione – o la nuova classifica dell’ultima stagione – o l’ultima classifica e basta
(perché qualcosa deve cambiare) (non è così?)
cambiamo un po’ e cominciamo dalla fine, guadagnando con fatica e indicibile affanno la via verso l’Olimpo, proprio come avrebbe fatto Lelio Luttazzi, e anche il DJ Super X. E qual è di solito l’ultima rubrica di TheClassifica?

Pinfloi. The wall sale al n.8, e solamente a colpi di vinili. Sì, amici, ce l’abbiamo fatta! Il 1982 è di nuovo con noi. I possessori della ristampa limitata dell’edizione deluxe dell’edizione speciale del sesto anniversario del ventunesimo anniversario hanno sentito un vuoto enorme nelle loro vite e sono corsi ad acquistare l’ennesima versione a 33 giri del capolavoro, onde godere di un po’ di refrigerante pessimismo paranoide in queste ultime calde sere d’estate. Il richiamo pavloviano di The division bell invece non è risuonato abbastanza forte, sicché l’esecrabile album di David Gilmour si ferma al n.55 nella classifica generale pur essendo al n.2 tra i vinili, il che enfatizza il botto di The Wall, che è pure doppio, anche se c’è qualche saliscendi di prezzo. Feltrinelli lo vende a 40 euro, Amazon a 25. geldof the wallE tuttavia, questi ultimi hanno saggiamente lucrato sugli smaniosi, come desumo da questo commento scritto il 4 settembre sul sito da Cliente Amazon: “Il prodotto è buono ma non condivido che dopo due giorni dall’uscita il prodotto è sceso del 30% e non ho diritto alla differenza del prezzo. E’ vero che potrei restituire e ricomprare altrove però non lo faccio, va bene cosi”. Ah, adoro l’idea di spremere i malati – credo che Apple dovrebbe fare lo stesso – che so: “Volete avere iPhone 73 con tutte le sue strabuzzanti novità 5 minuti prima del vostro vicino di casa? SI’, voi SAPETE che lo volete: quindi forza, fuori 40mila euro oggi, e i segreti del croccantissimo telefonetto saranno vostri alle 23.55 del 1 novembre 2150”. Intanto The dark side of the moon, la cui vinilità i gongolanti ristampieri della Universal si tengono stretta per il bagno di sangue natalizio, resta al n.89.

E coi Pink Floyd per oggi ho finito, ma tra qualche giorno ci tornerò sopra, come su un cuscino di venti (…avvertite gli amici). Passiamo ora alla penultima rubrica fissa di TheClassifica:

Miglior vita. Una buona estate per i deceduti: ben 14 album su 100 sono di artisti o gruppi guidati da artisti che hanno lasciato questa valle di like. A guidarli al n.34 c’è Nevermind dei Nirvana, con il suo sapore di amori estivi e di cedrata Tassoni.

Dischi che hanno suscitato tra gli addetti ai lavori un appassionante dibattito che ha cambiato per sempre la musica più o meno come il panc – temo che questa rubrica abbia un nome troppo lungo, ma non posso non aggiungere che Panc is not dead!!! Uscito due settimane fa, Blonde, di Frank Ocean, è al n.27. Una posizione davanti a Greatest hits dei Guns’n’Roses (in classifica da sei mesi). Calcutta, che ha ricevuto l’endorsement di Roberto Saviano, è al n.87. Aggiungo una frase a caso perché la rubrica non sia più corta del suo titolo.

Long Sellers. Sono innocente di MiticoVasco è al n.24, ed è in classifica da 95 settimane. Beh, non ditemi che non lo avete in casa.

Peter Sellers. Quest’estate Pop-hoolista Cosodipinto di Fedez era uscito di classifica, ma ora ci è rientrato ed è al n.86. Però è ora che il vulcano torni in piena attività. fedez si torna in italiaE sta per succedere. Eccolo qui ritratto in tutto il suo giovane malcontento.

Nuove uscite. Al n.12 Barbra Streisand (woo-oo-ooh-ooo… cfr. Duck Soup) con Encore, un album di brani di musical in duetto con star maschili che vanno da Antonio Banderas a Seth McFarlane. Un disco del genere un tempo avrebbe accompagnato le serate di Batman e Robin, ma apparentemente è stata una settimana intensa per tre generazioni di pazzeregine: tanto per cominciare c’è Celine Dion al n.3. Non scherzo, venite in top 10 e verificate voi medesimi.

Top 10. Intanto, Zucchero scende al n.2, e non chiedetemi come sia rimasto al n.1 così tanto. Ma Celine Dion è davvero al n.3 con un disco che putacaso si chiama quasi come quello di Barbra Streisand (woo-oo-ooh-ooo… etc) ovvero Encore un soir, tutto in francese. Questo, mentre lo spagnolo Alvaro Soler fluttua al n.4, e Sandrina Amoroso (uscito a gennaio) al n.5. Chiudono la prima diecina Red Hot Chili Peppers, Coldplay, il succitato The wall, Marracash & Gué Pequeno, Elisa (era al n.40 la settimana scorsa) (ed è uscito quasi sei mesi fa) (boh, sarà andata in tv).

Ed ecco la numero 1. Al n.1, Glory di Britney Spears. Che a 35 anni è per la prima volta n.1 in Italia. britney 2Brìttni!!! Permettete, intanto che pontifico, di sottoporvi dei frammenti affascinanti della Britneypagina di Wikipedia.

«Britney Spears è una soubrette, anche se molti critici ritengono sia in realtà un contralto che ha scelto di cantare in Soubrette».

Brìttni, ora lo sappiamo, è stata l’annuncio delle cose a venire. Per tanti motivi, non ultimo quello di avere portato tra noi il re di Svezia Max Martin, e il suo pop orgogliosamente fine a se stesso. Ma soprattutto, Brìttni ha aperto le porte per le sue imitatrici così come le sue finte opponenti (da Avril Lavigne a Pink). Senza Brìttni non ci sarebbero state centinaia di popstar, di Christine e Keshe e Miley e Azalee e non c’è veramente tempo per elencarle: a quasi vent’anni dal suo esordio, resta lo standard con cui si confrontano le signorine popstar. britney madonna christina

«I giornalisti Erika Montalvo e Jackie Sheppard del Rocky Mountain Collegian osservarono: “Qualcuno potrebbe sostenere che la Spears non è solo una brava cantante, ma anche un’importante icona culturale”»

Brìttni è stato il primo vero assalto a Madonna, sapientemente rintuzzato dalla vecchia strega col bacino lesbo-chic davanti alle telecamere di Mtv. Brìttni ha inventato molte cose, per esempio l’espediente della verginella Disneyana che per un incantesimo si tramuta in porcona, ma ha anche contratto il virus di Frankenstein, ovvero delle star presumibilmente create su un tavolo che improvvisamente vanno fuori di controllo per motivi di inarginabile umanità (Katy Perry e Taylor Swift sembrerebbero perfettamente immuni). A un certo punto, il gioco con l’assalto cannibale dei media e dei fan l’ha vista soccombere, e ce la siamo ritrovata a convolare a nozze di due giorni, a vedersi sottratti i figli, pelata, rinchiusa tra pareti di gomma. E a maggior ragione, tutti volevano pezzi di lei. britney shaved

Brìttni proietta ombre che la linguetta scema di Miley Cyrus non prevede, ma tutto sommato nemmeno le pose artistoidi di Lady Gaga. Il problema è che certe ombre, nel pop di questo secolo, non sono previste. Lo scopo di ogni prodotto pop è diventato un’eccitazione rapida e velocemente appropriabile, deve risultare subito evidente come quegli articoli che la gente condivide senza prendersi la briga di leggerli. Ma come puoi giocare ancora quel gioco quando hai visto cose che forse nemmeno Marianne Faithfull?

«Sal Cinquemani di Slant Magazine ha definito il sound del disco “innovativo e maturo”, ma criticò la canzone “Private Show”, etichettandola “l’unico vero colpo mancato dell’album”. Lodò il cantato della Spears in evoluzione ma aggiunse che se ne notavano comunque i limiti». (…incidentalmente, sulla fastidiosa Private show sono d’accordo con il prestigioso collega che certo conoscerete di una testata importantissima che certamente conoscerete)

Hanno lavorato a Glory trentadue autori e sedici produttori, il doppio dell’album precedente (in cui però c’erano big shot come Dr.Luke, William Orbit e will.i.am). britney
E il risultato, pur tra i mille trucchetti buttati nel minestrone dai cinquanta cuochi invitati, tra brani con un certo tiro (Do you wanna come over) e inaspettate seriosità Depechiane (Coupore électrique) comunica uno strano disagio: suona totalmente privo di due elementi-cardine del pop: il divertimento (anche isterico) e la finzione. Non c’è autotune o woo-hoo, strofa in spagnolo o featuring che riescano a distrarre dal sospetto che Brìttni sia passata a un livello borderline superiore, quello in cui riesce a tenere l’instabilità più completa dietro la maschera, invece che ostentare una pericolosità nemmeno troppo interessante come le colleghe che l’hanno seguita. E Nella Mia Umile Opinione, è proprio questo a rendere Glory un’occasione sprecata per il pop – forse una delle ultime che ha avuto per uscire dalla plastica: l’importante icona culturale poteva dare per la seconda volta un segnale alle sue imitatrici, poteva dire qualcosa – ché le icone pop di quest’epoca iconeggiano senza nulla da dire (l’invito della zia, Express yourself, ha portato giusto “Ho baciato una ragazza, uh!” “Ho il sederone grosso!” “Mi vesto tutta di bistecche, guardate!” “Guardate il mio selfie, sono nuda e porcona!” “Mio marito è un bastardo ma lo amo!”) (vado avanti?) (laddove l’icona rock Roger Waters/Pink/Bob Geldof in The wall sclerava e si radeva a zero esattamente come Britney, ma poi saliva al proscenio e diceva “Fosse per me, farei sparare a tutti voi!”) (oh, là!! Questo è parlare) (…d’altra parte, conosceva i suoi fan).

O forse no, non poteva. Forse Brit è troppo impegnata a non impazzire di nuovo. Comprensibilmente preoccupata di tenere assieme i “pieces of me”. Come, sostanzialmente, tutte le sue coetanee, toh.

TheClassifica 93. Marra/Gué e un appropriatamente verboso discorso sull’hip-hop

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Un articolo che mette il CocaColaSummerFestival al centro dell’universo perché qualcuno deve pur farlo.

A grande richiesta: Il grande inganno della musica live e Marco Travaglio

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Questo è l’argomento che avete scelto nel juke-box. E nella sua perenne invidia dell’artista, il critico lo imita anche nell’adeguarsi alle richieste del pubblico.

TheClassifica 57. Ed il tempo crea eroi

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Nel film The wall di Alan Parker, c’è la scena che rappresenta la morte di Vasco Rossi. Il momento in cui Vasco muore nel suo camerino e ai fan viene dato in pasto un suo alter ego feroce quanto funzionale: il KOM. 

Quindi forse in un disco di Vasco Rossi c’è una strofa che rappresenta la morte dei Pink Floyd. Metto i miei 6 euro su una strana (ma strana) canzone inclusa nel disco inciso prima di morire: Walzer di gomma, brano che come Jugband blues, evoca la deriva mentale di Syd Barrett:

“Morbida soffice e bianca è la gomma, e la mia mente ci affonda… Non mi ricordo…Che cosa devo ricordare?!? Non mi ricordo il mio NOME…”

Dove si allude al fatto che da Wish you were here in poi, Pink Floyd è stato un nome, semplicemente un nome indossato per tre dischi da Roger Waters, per altri tre da David Gilmour.
Il nome Vasco Rossi è al n.1 nella classifica degli album più venduti in Italia. Il nome Pink Floyd è al n.2.
Allarghiamo il campo.

“I knew the bride when she used to rock’n’roll”, diceva una canzone di Dave Edmunds che conosco giacché citata da Stephen King in IT. “L’ho visto prima io! E’ mio!” diceva La Pina in Le mie amiche. Ho già esposto in un altro articolino la mia (presumo un po’ patetica) rivendicazione sul primo Vasco Rossi. Non posso fare la stessa cosa coi Pink Floyd: li ho fondamentalmente scoperti da ragazzetto quando andai a vedere il succitato The wall al cinema. Prima, erano un altro dei gruppi della generazione precedente, uno dei più dinosaurosi. Le radio non mandavano i Pink Floyd, negli anni 80. E quando uscì The final cut, a maggior ragione continuarono a non mandarli. Però sono convinto che sia per Vasco Rossi che i Pink Floyd ci sia stato un passaggio di consegne tra due tipologie diverse di fan. Quasi come quella tra i tifosi della Juventus, che un tempo facevano propria la signorilità un po’ sprezzante di Agnelli, e oggi fanno di una brutale aggressività il proprio vanto. Ieri coccolavano le roi Platini e il Pinturicchio Del Piero, oggi mitizzano l’energumeno Chiellini e tormentano i tifosi ROSIKONI di tutte le altre squadre.

Ora, è evidente che ognuno di noi proietta ciò che vuole nei propri idoli, ce li scegliamo per quello. Ma è anche vero che quando questi ultimi esauriscono la loro crescita, si attaccano a chi ne garantisce la sopravvivenza facendosene condizionare. Credo sia un processo inevitabile. Quindi, io penso
(o voglio pensare) (buggerando me stesso)
che gli innamorati della prima fase riconoscano la fine della spinta propulsiva, e si ritirino in punta di piedi conservando l’amore nel cuore, resistendo alla tentazione di tributarlo al walking dead. Per gli irriducibili, il vero valore è nel simulacro. Tenersi inespresso tanto amore è impossibile, deve avere un corrispettivo. Perciò, Misery non deve morire. E loro seguiranno anche lo zombi ovunque vada, a dispetto dei referti (e dell’andatura traballante).

Così, la versione David Gilmour dei Pink Floyd è pensata per i fan che oggi come oggi si guardano bene dal mandare in classifica il watersianissimo Animals, come faccio notare a intervalli regolari, ma pure album storici come Atom heart mother o The piper at the gates of dawn. Dal 1987 a oggi “Pink Floyd” è un marchio apposto a una mousse di note prolungate allo spasimo, suoni pulitissimi, contrasti tra la voce maschia e stanca di Gilmour e novanta coriste che viene da immaginare abbigliate come vestali – naturalmente con un prisma e un arcobaleno sul petto (…e non dimentichiamo, appunto, le megacopertine). Questa è la versione che prende le mosse soprattutto da Confortably numb, da Shine on you crazy diamond, cui viene ricondotto il megasuono dei megaPinkFloyd. Nel caso di The endless river, l’obiettivo viene perseguito nel modo più perfido possibile: ci sono le meganote di Richard Wright, ci sono i megasuoni megapuliti – ma c’è solo UNA megacanzone. Non importa, la gente lo ha comprato lo stesso. Cosa importa se su internet, e forse anche su qualche giornale, tutti avvertivano: “Guardate che è un disco strumentale”. Fa nulla: lo zombie va seguito, mai discusso. E poi c’erano la megacopertina, il meganome. Alla fine basta che ci sia qualche elemento che permetta l’identificazione. Tipo la dentatura.

Due anni fa tutti i giornali erano in allerta per celebrare commossi la dipartita di Vasco. Invece non è successo. Forse perché è già accaduto.

Per me, è accaduto nel 1993: dopo aver scritto che Vivere è come un comandamento, bang, si è accasciato. A quel punto, Tania Sachs e Steve Rogers sono entrati nella stanza d’albergo mentre lui era confortably numb, hanno preso quel che ne restava, lo hanno portato in una torre piena di macchinari, e al primo fulmine il KOM ha aperto gli occhi. E subito ha scritto le architravi della vaschitudine attuale: Mi si escludeva, Delusa e la canzone più tatuata d’Italia, Sally. Per me Sally potrebbe averla scritta Renato Zero, ha la stessa vacua poesia poeteggiante che ottieni mescolando termini ad alto potenziale come “vita”, “volare”, “follia”; un po’ quello che succede con “Ho guardato dentro a un’emozione ed ho visto dentro tanto amore che ho capito perché non si comanda al cuore”.
Poi, una volta alzatosi dal tavolaccio, il KOM ha iniziato ad aizzare il suo esercito di fan verso chiunque ne insidiasse il trono di rockstar italiana: Ligabue, Piero Pelù, Grignani, “Morgan degli U2”. Anticipando Mourinho e Andoniogonde, faceva propria la strategia del “molti nemici, molto onore”. Che è una cosa che ti riesce facile quando i tuoi tifosi sono una genia qualitativamente diversa, assolutista, meno affettuosamente disincantata rispetto a quanti per esempio erano a San Siro nel 1990.
(preciso che non sto parlando per me: io non c’ero) (a San Siro nel 1990, ci ho visto il Camerun di Roger Milla battere l’Argentina di Maradona)

Sono innocente è un disco di ordinaria bolsaggine del KOM, ma come per The endless river, alla fine basta che ci sia qualche elemento che permette l’identificazione. La tanto chiacchierata spruzzata di pseudometal iniziale non deve ingannare: il cuore di tenebra del disco sono l’orrore (l’orrore!) di Aspettami, la sconfortante Accidenti come sei bella, gli shabadabada geriatrici de L’uomo più semplice e Cambiamenti, la cui vocazione è andare incontro al pubblico di Maria De Filippi ma con l’ammiccare del vecchio lupo rock, in modo che su Canale 5 ci si possa far vanto di aver trasgredito (trasgredito!). I pezzi più insulsi sono quelli firmati con Roberto Casini; il pezzo tutto sommato migliore, Come vorrei, è l’unico cofirmato con Tullio Ferro (l’uomo di Vita spericolata, Stupendo, Liberi liberi); sotto la media i contributi di Gaetano Curreri

Sapete, io ho già avuto qualche anno fa la mia razione personale di fan del Kom (su sua implicita indicazione) per una recensione non del tutto prudente. Però sono sempre affascinato. E quindi.

Il profilo ufficiale del KOM su Facebook (4 milioni di iscritti) scrive:

Vasco al n 1 per ben 4 volte:
Sono Innocente, album
al n 1 Classifica Gfk
e al n 1 su iTunes
Come Vorrei, singolo,
al n 1 Airplay
e al n 1 il video!!!!!

LaLaLaLaLaLa…LaRedazione

Tiro su rapidamente, tra i 1557 commenti:

Tania S*x altra bella notizia, 4 milioni “mi piace”…adesso..

Debora Doppio Senso A*****i …Non poteva essere altrimenti!!!! Gioia MIAAAAAA Il Tuo ultimo Capolavoro è VITA e FELICITA’ in questo Momento…..Quello che esprimi nelle Tue Canzoni è REALTA’….Mi tocchi e mi arrivi Ogni Volta…. Siamo in Simbiosi….non c’è nulla da fare!!! TI ADOROOOOO

Donata Pal***o … Con quella faccia e quegli okki li.. Mica mi sembri poi tanto innocente… Ma un’adorabile ironico Rocker… che scherza con le parole e le dedica a i migliori intenditori.. Quelli che, in tanti anni, hanno imparato a leggerti tra le righe e trovare le sfumature delle parole…

Cinzia M***a La mia bimba di 5 anni adora l’ape regina e conosce già tutto il testo,( sgualdrina compreso) 

Monica S*****a sembra ke dici ” Mika centro qualkosa …nn l ho deciso io di esser il number one…Sono innocente…voi mi avete decretato tale”…e io rispondo ” e bene SI ,sei tu,solo tu l uniko kapace di tanto ..come te ,nessuno mai potrà”

Davide D’A**** cazzo c’è gente che ancora non ha capito chi KOManda in italia………………

Cinzia B*****e La La La La La….facci godere!!!! Abbiamo goduto moltissimo…alla faccia di chi rosica!!! Che dire di più? Sei il numero uno delle classifiche..degli stadi..e dei nostri cuori! E sei “L’uomo più semplice che c’è”…perchè ami condividere le tue soddisfazioni..le tue vittorie con noi…come se ci scambiassimo due chiacchiere al bar tra amici veri..di una vita intera. Il resto non conta. Il resto è solo chiacchiericcio di gente pronta a giudicare: SPARATECI ANCORA..COSI’ VEDREMO CHI CADE..CHI PERDE..CHI RUBA..E CHI SORRIDE C’HA LA PELLE DURA!!! Notte KOM,TVB

*** Sally Vasconvolta .. Tu Per Me .. Da SeMpRe Sei iL N° 1 … a PrEsCiNdErE Dai RiSuLTaTi DeLLe CLaSsiFiChE … C’è GeNtE ChE Si SceGLie L’ArTiStA PrEfEriTo a SeCoNdo Dei RiSuLtAti ChE PoRtA … iO No … iO Lo ScELgO x QuELLo ChE Mi TrAsMeTtE .. e Tu Da SeMpRe Mi TrAsMeTti TaNtiSsiMo e AnKe Di PiU’ … QuAnDo eRo RagAzZiNa AsCoLtAvO .. Ogni TaNto QuAlkoS’ALtRo …( Ma SoLo OgNi TaNto ) .. xKè TuTtO iL ReStO mi StAnCaVa SuBiTo … SoLo Tu “NoN Mi StAnChi Mai” … NeGL’aNNi .. NoN ho PiU’ AsCoLtAtO ALtRo OlTre a Te … xKè Mi BaSti Tu .. TuTTo iL ReStO è NoiA …. SoLo Chi Ti Ha DeNtRo CoMe Me .. PuO’ CaPire “L’EfFeTtO” ChE Fai … SaReBBe CoMe StAmAtTiNa .. Se NoN AvESsi Te x iN-KoM-iNciARe La GiOrNaTa … SaReBBe MoLtO DuRa .. … iL MiO CaNtO LiBeRO .. Sei Tu … CiAo SpLeNdiDo UoMo RaRo … Un FoRtiSsiMo AbBrAcCiO ..

Non è che pubblico queste cose per il LOL.

(“Ah, no?” “Forse un po’” “Bravo, contala giusta” “Odio quando intervieni a fare da controcanto autocritico, lo sai?” “E cos’altro posso fare qui dentro?” “Che ne so, metti un po’ in ordine. Oppure cerca i link ai pezzi che dimostrano che non sono un hater di Vasco e dei Pink Floyd, altrimenti va a finire che mi arrivano i fan infoiati come quelli che continuano a commentare quel pezzo sugli U2” “Sai come si fa in questi casi? Si enunciano i propri pezzi preferiti, a comprova” “ANCORA? Ma li ho già enunciati” “No, hai scritto una vendicazione di Bollicine. Dì apertamente qual è il tuo pezzo di Vasco preferito” “Siamo solo noi” “Ahaha! Davvero?” “Ma certamente. Che tra il demonio e santità è lo stesso. Basta che ci sia posto. E facciamo colazione anche con un toast, del resto. Spesso! C’è mai stato un simile inno generazionale in Italia?” “Sì. Gli 883” “Intendi dire?…” “Sì” “…Questa casa non è un albergo?” “Eh” “Mmh…” “Lo SAI” “Lo so. Quando l’ho sentita, ho pensato: questo sono IO” “Lo vedi?” “Comunque ripeto, non pubblico i commenti dei fan di Vasco per il LOL” “E allora, perché?”)

Pubblico i commenti dei fan di Vasco perché ho una sensazione precisa. Secondo me, nella mia umile opinione, o nella mia opinione presuntuosa,

(ma davvero lo dico senza giudicare, in modo del tutto asettico)

sono i commenti di persone in fin dei conti indifferenti alla musica. Al fatto sonoro, se così si può dire.
Ecco, questo è il punto, per quanto mi riguarda. 

(“Ah, quindi QUESTO è il punto, per quanto ti riguarda” “Sì, è questo” “Non vuoi dire qualcosa di più?” “Non serve. Chi legge sa il fatto suo” “Neanche una terza citazione da Stephen King?” “Ne ho fatte due??” “Va beh, dai. Ora vai col resto della classifica. Ma brevemente”)

Resto della classifica. Ma brevemente. Tutti slittano: la ex numero 1 Fiorella Mannoia (n.3), gli U2 (n.4), Fedez (n.6), la raccolta di Eros Ramazzotti (n.7), Paolo Conte (n.8), Francesco Renga (n.9) (nota bene, è uscito 35 settimane fa). Altre due nuove entrate in top ten, ma il KOM e David Gilmour si sono presi già tutto lo spazio: sono Rocco Hunt al n.5 con l’edizione deluxe di A verità, e Damien Rice al n.10. Mancano la top ten Calvin Harris (n.16), e subito dietro i Simple Minds (n.17).

Escono dalla top ten. Fabi Silvestri Gazzé (n.11), Cesare Cremonini (n.13), Taylor Swift (dopo una sola settimana, scende al n.15), Annie Lennox (idem, dal n.7 al n.18).

Altre nuove entrate piuttosto notevoli. Neil Young al n.35. Paola Iezzi al n.92. Il suo disco si chiama I love, la sua etichetta si chiama SUPERSTYLISHBITCH ENTERTAINMENT. 

Heyheymama. Non una gran settimana, nonostante il potenziale pluviale di The rain song e When the levee breaks: IV al n.25, Houses of the holy al n.36, II al n.95. I dischi dispari, fuori.

Migliorvita. Anche questa settimana, tre soli cantanti che insegnano agli angeli come si sta in classifica. Voi direte, hai parlato di zombi finora. Okay, un punto per voi. Comunque in top 100 tantissimi dischi incisi nel millennio scorso. Oltre a PF e LZ, anche Bob Dylan, The basement tapes, edizione commentata da Natalino Sapegno (n. 30) o Paul McCartney, Wings at the speed of sound, ripubblicato col commento del De Sanctis (n.76). O Mozart suonato da Lang Lang (n.54).

Avrei finito.

(“Piantala” “…Volevo vedere se erano attenti”)

Pinfloi. Eh beh, per forza. In occasione dell’uscita di The endless river, i dischi precedenti sono in offerta a 9 euro e novanta. Quindi The dark side of the moon sale al n.29, The wall al n.43, Wish you were here al n.45, la commiserevole raccolta A foot in the door al n.80, The division bell entra al n.87, A momentary lapse of reason al n.96. Come vedete, Animals o Meddle o The piper eccetera, se ne stanno a cuccia.
Eeeeeh. Ma erano in offerta anche i dischi precedenti di MiticoVasco E infatti entrano in classifica tre raccolte: Rewind, n.44; LiveKOM, n.49, Platinum collection, n.58.

(“…e C’è chi dice no?”)
(“No”)

Bastonate A Margine. Pink Floyd, l’inquilino del piano di sopra

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MAD. – Oggi esce il disco dei Pink Floyd. Ho delle domande per te, sei pronto? Eccole. Che ci fanno i loro dischi sempre in classifica? Piacciono davvero a tutti? Perché dal 1979 a oggi un disco solista di Gilmour o un disco solista di 

In prescrizione: il dimenticabile anniversario di The Final Cut, Pink Floyd

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Uuh, 40 anni fa uscì Dark side of the moooon!!!!! E tra 10 anni sarà uscito da 50 anni!!!!! Celebriamo! Mandiamolo al n.20 nella classifica italiana, dove risiede peraltro da 78 settimane. Questo abbiamo letto tutti dappertutto. E nessuno che abbia notato che più o meno