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Basta discriminare Sfera Ebbasta – Classifica Generation, cap. XIII

Basta discriminare Sfera Ebbasta – Classifica Generation, cap. XIII

Ho una certa paura a parlare di Sfera Ebbasta. Perché lo stanno facendo tutti gli over 30. Non che non sia ampiamente over anch’io – ma c’è stato proprio un dibattito furibondo, un simposio tra testate e testine, un flusso di coscienza continuato sui social che dice pochissimo di Sfera Ebbasta e molto del contesto in cui il Cinico di Ciny è atterrato. Ovvero, l’esigenza spasmodica, quasi ormonale, di nuove (rock)star (e lui, lo dice fin dal titolo dell’album, lo ha capito benissimo) (poi, per verificare se sia davvero una rockstar basta aspettare che compia 27 anni, e non manca molto). Ma anche l’esigenza, tra appassionati e addetti ai lavoretti e illustri arbitri dell’eleganza, di individuare qualche musicista identificabile come ipergiovane.
E una volta accordatisi in proposito, collocarsi rispetto ad essa. Ovvero, piazzarsi tra quelli che ascoltando Sfera Ebbasta affermano:

1) “Questa musica è moscia e cretina e mi fa schifo anche solo chi ne parla”;
2) “Questa musica vi sembra cretina e moscia perché siete vecchi, vecchi, vecchi, ahaha!, viva il nuovo, esaltiamo lo schiaffo e il pugno e uccidiamo il chiaro di luna! Giovinezza, giovinezza nella vita e nell’asprezza il tuo canto squilla e va!”
3) “Questa musica, sai che oh, mi piace?” (…furbi, voi)
4) “Questa musica non deve piacere a me ma piace ai teenager, giusto che la ascoltino, naturale che io non ne sia colpito”.

Non so nemmeno con quale delle correnti di pensiero sono più in disaccordo.
Ma quand’anche manifestassi tale disaccordo? Non finirei anch’io per schierarmi in questa campagna elettorale Ebbasta?
(oddio, è ben vero che la trap è moscissima) (oltre che bianchissima) (però in fondo il Grammy del rock è andato ai War On Drugs) (non so se mi spiego) (evidentemente in questa fase del secolo, una gagliarda vigorìa viene guardata con sospetto. Cosa vi devo dire, saranno stati gli attentati al World Trade Center) (ma anche in questo scenario, ricuso l’accusa: la trap è moscia come tutto il resto, lo è pure il pop degli ultimi due anni, e quanto all’elettronica – non voglio nemmeno parlarne, dove un tempo si picchiava duro oggi è tutto un Guggenheim)

Ma forse lo stesso argomento Sferaebbasta è vecchio: questa rubrica arriva una settimana dopo la pubblicazione della classifica degli album, quindi dopo che tutti si sono espressi sia sull’album Rockstar che sul primo posto. Mentre, come ebbi a far notare proprio sette giorni fa, nessuno si è espresso, nel gennaio 2018, una settimana prima del n.1 del 25enne Sfera, sul primato in classifica di un suo coetaneo, ovvero il rapper Nitro. E la cosa mi è sembrata un po’ tantissimo eloquente, così come la fretta di certi brand nel buttarsi sul Balsamico fenomeno per brillare di supergioventù (da Spotify a Marcelo Burlon, da Rollinstòn a Noisey, sul quale un pezzo in cui Federico Sardo nascondeva a fatica il proprio scetticismo veniva socialmente presentato con ineguagliabile BrunoVespismo: “Diamo il benvenuto al capo delle classifiche italiane per i prossimi mesi”) (…en passant, oggi esce l’album di Emma) (tra poco sapremo se gli avrà tolto lo scettro di capo dopo una sola settimana oppure no). E sono tenuto a citare pure la fretta del boss della FIMI Enzo Mazza nel definire “scollegato” il qui presente marginalissimo commentatore, reo di aver fatto notare che una classifica ufficiale “dei singoli” con 9 brani di Sfera in top 10 non ha senso, sarebbe sembrata scema pure ai fan dei Duran Duran negli anni 80. E non solo perché come strumento diventa inutile ma perché NO, non esiste solo Sfera, non ha completamente occupato l’orizzonte.

Ecco, Nella Mia Umile Opinione Gionata Boschetti da Cinisello Balsamo viene usato dagli adulti come strumento, e lui si presta volentieri. Possiamo certamente convenire che sta avendo un enorme successo, ma chi non lo sta avendo, in quest’epoca beata? Non se ne stanno vantando tutti? E hanno tutti ragione! Tutti hanno qualche cifra da sventolare ai nostri occhi così impressionabili dai numeri.
Però, rimanendo solo “davanti alle scuole di periferia”, dove mi invita a transitare il succitato boss dei discografici italiani (incidentalmente, io in periferia ci sono nato e ci abito – lui non so), vogliamo forse dire che Benji & Fede non hanno avuto un enorme successo? Baby K? Rovazzi? Fedez stesso? Cosa c’è che poche settimane fa rendeva lecito dire “Non mi piace” o “Pensavo meglio” senza che entrasse in gioco questa strana mannaia generazionale da brandire nei dibattiti?

C’è chi dice che la differenza la sta facendo il genere, la trap con il suo carico di autotune e di carillon: suona così ostica a orecchie adulte, che deve per forza essere un nuovo linguaggio, ancorché con argomenti e birignao linguistici che galleggiano nel rap italiano da parecchi (troppi) anni.
Ma anche così, qualcosa non torna. Possibile che io abbia potuto farla franca nell’inveire contro gli déi se incappavo in Antonacci o i Modà o Lorenzo Fragola o Emis Killa, ma mi debba beccare dello Scalfari se oggi sbuffo su Sfera? Ma poi, basta parlare di me – parliamo dei 16enni. A quelli tra loro cui Sfera fa schifo (e sono tanti) cosa diciamo, che sono vecchi? Che sono stati rimbambiti dai genitori che li hanno subissati di Nirvana (dal n.38 al n.53, incidentalmente)? Ma quand’è che siamo diventati tutti candidati alle elezioni, da permetterci di fare discorsi così capperosi sui giovani? Non ce la faccio. Solo una cosa mi sento di dire: che non dobbiamo discriminare Sfera Ebbasta. Non è un diverso, non ha bisogno della nostra accondiscendenza: come ogni artista, di successo o meno, ha diritto di essere violentemente palloso, e con la massima onestà e vantandosene in giro. Basta pregiudizi di genere. Apriamo la trap! Liberiamo Ebbasta! Ebbasta Liberato!

(sì, ho finito) (perlomeno con la prima posizione)

Il resto della top 10. Il già citato Nitro lascia la prima posizione ma tiene un signor n.2. Sul podio, scambio di posto tra Maneskin (n.4) ed Ed Sheeran, che risale al n.3 ed è l’unico straniero in top ten, ed è un ottimo pretesto per usare cinque volte “ed” in una frase. Il tour mediatico intensivo di Giorgia è servito, allelujah: Oro Nero risale dal n.97 al n.5, mentre Francesca Michielin declina mestamente dal n.2 al n.9. Prima e dopo di lei, altri Scalfarismi: al n.6 Jovanotti, al n.7 MiticoVasco, al n.8 Mina&Celentano, al n.10 Negramaro. Escono dalla prima diecina Coez (n.11), U2 (n.12) e, piuttosto di schianto, Camila Cabello (dal n.8 al n.28).

Altri argomenti di conversazione. Lontani da Sfera, i migliori nuovi entrati della settimana sono gli invecchiati e fumogeni Fall Out Boy al n.37 (ah! Vi ricordate quando i giovani ascoltavano la emo e voi non potevate capire?), poi Vacca al n.40, Bianco al n.42. E avendo parlato in precedenza di anzianità perniciosa, ecco come stanno i centenari: Hellvisback di Salmo (103 settimane in classifica) scende dal n.47 al n.49, mentre A head full of dreams dei Coldplay perde dieci piazze (dal n. 57 al 67) laddove la nonna della top 100 FIMI, la raccolta di TZN Ferro scende dal n.54 al n.59 ma ha l’aria di poter arrivare alla terza candelina, per ora le settimane sono 165.

Miglior vita. Sono dieci gli album di artisti o gruppi guidati da artisti che hanno abbandonato questa valle di visualizzazioni, e li guidano i Linkin Park al n. 22 – cosa che implica lo slittamento della raccolta dei Cranberries (dal n.12 al n.30).

Pinfloi. Non è stata una buona settimana. The dark side of the moon è sceso dal n.28 al n.33, The wall dal 36 al 44, Wish you were here dal 61 al 71 (ma questa è una buona notizia). Come faremo? Toccherà andare davanti ai licei di provincia diffondendo ad alto volume “We don’t need no education”. Ma pensandoci, nessuno è interessato a dargliene una. Non sia mai, metti che poi smettono di seguire gli influencer.

Nitro Ebbasta – Classifica Generation, cap. XII

Nitro Ebbasta – Classifica Generation, cap. XII

Hanno la stessa età, ma a causa dell’uno, l’altro si ritrova di colpo ad essere vintage.

“Parlavo in terza persona. Non è sano”. Intervista a Dolores O’Riordan, 2007

“Parlavo in terza persona. Non è sano”. Intervista a Dolores O’Riordan, 2007

Ci tenevo a recuperare questa intervista. Poi quando l’ho recuperata mi ha preso la menata (come sempre in questi casi) che fosse un tipico piccolo atto di sciacallaggio, una delle tante commemorazioni che poi sono semplicemente un modo di saltare sul carro (funebre) per dire 

Classifica Generation. Episodio I. Gabbani ci sta Gabbando?

Classifica Generation. Episodio I. Gabbani ci sta Gabbando?

(ah, non fate caso al nuovo titolo della rubrica) (è che cercavo qualcosa di molto stupido e ho sempre pensato che a quelli che mettono “generazione” qua e là nei titoli gli vorrei ungere personalmente le camicie)

Dunque, Gabbani entra al n.1. Sei mesi fa – anche dopo aver vinto Sanremo Giovani – era pressoché ignoto alle genti, e ora è la Grande Speranza Bianca. Il disco che ha inciso dopo l’apoteosi sanremese è curiosamente conciso eppure discontinuo; ha dei momenti piacevoli e piacioni, ma rimane abbastanza enigmatico. Mi viene quasi da pensare che Gabbani stesso non sappia ancora chi è, e cosa può fare. Quello che NellaMiaUmileOpinione è più rilevante a questo punto, è casomai ciò che il pubblico ha visto e sentito in lui. Mi azzardo a dire che c’era voglia di uno scarto rispetto alla stasi devastante che impera da anni, alle copie di copie di copie che si copiano tra loro e copiano se stesse e copiano inammissibili fregnacce. C’era voglia di uno che desse perlomeno l’impressione di mettersi un po’ in gioco, ancorché sulle sempiterne ali di Run to me di Tracy Spencer (che rimane pur sempre genio italico. Meglio che copiare i fottuti svedesi). Che scommettesse, insieme, su divertimento e su parole diverse, o porcoddinci, dal vento e la pioggia e le nuvole e l’animaaaaa. Nei testi di Fabio Ilacqua molti individuano la scuola battiatesca, e come negarla: però è un Battiato che non ha un contrappeso di Pollution o di Cinghiali Bianchi, parte direttamente dalle pedane piene di scemi che si muovono – e non potrebbe essere altrimenti.

 

Gabbani tra l’altro viene accomunato a Rovazzi (perché se uno non eroga strazio a getto continuo dev’essere indubitabilmente un guittone) ma non gli sarà semplice spendersi come simpatico, perché non lo è del tutto. E naturalmente non potrà affettare una profondità che non ha. Anche se curiosamente si ritrova la faccia e il physique du rôle per cantare Amen e gli altri testi più ambiziosi di Ilacqua. Tra i quali è ovvio che il nuovo singolo su granate e granite porta argomenti per la sapiente guittata. Ma in definitiva non vi sembra granché, vi pare sotto la vostra soglia? Per me va bene, lo capisco. Ma ricordiamo sempre, sempre, sempre cosa c’è là fuori.

 

Là fuori ci sono RTL 102,5, Antonacci, Alessio Bernabei, Il Fatto Quotidiano. Ci sono Lorenzo Fragola, Cicciogamer, il ballerino dello spot Tim (“Oh, ah. Perepepè. Oh, ah. Perepepè”), Sofia Viscardi, le gallery su ChiaraFedez, Ballando con le Stelle, Made in Sud, Italia Uno, youtuber che fanno le PARODIE. O miei unici amici, là fuori ci sono cose orribili. C’è Cruciani, Despacito, la criminologa sexy, Il Volo, l’Isoladeifamosi, J-Ax che canta Maria Salvador, MiticoLiga che canta èvenerdìnoncirompeteicoglioni, Laura Pausini che grida canzoni di Natale. Ci sono film di Castellitto scritti dalla Mazzantini e con MiticoVasco che canta Vivereh, e interpretati ovviamente da Accorsi e Trinca che sono i campioni trionfanti (e con giro del campo) dell’attore italiano che si piazza davanti a una telecamera e fa una faccia sofferta immobile che dura 9 minuti perché le genti, massacrate da anni di risoluta devastazione estetica, capiscono quella faccia e pensano: ECCO cos’ho dentro, in fondo è tutto lì. E non lo è, ma è comodo che lo sembri, così come sono comodi il vento dei Negramaro e le nuvole dei Modà e l’animaaaa di Elisa e il ruggito di Emma, e le genti li capiscono e pensano che siano tutti butterati dalla sensibilità.

 

In tutto ciò, Gabbani fra due giorni ci dirà quello che noi non siamo mai stati bravi a capire: se un italiano può essere una popstar convincente o no. Perché noi non lo abbiamo mai capito di nessuno, ci siamo sempre vergognati dei nostri cantanti che piacevano all’estero, da Albano a Umberto Tozzi, da Ramazzotti alla Pausona. Una vergogna sempre autoriferita, s’intende, mai proiettata sugli stranieri cui piacevano quei bei leccalecca sonori di Ricchi e Poveri o Totone Cutugno. Era colpa nostra se a loro piacevano, perché se ci fossimo realmente impegnati avrebbero certamente apprezzato Manuel Agnelli – oh, non fatemi nemmeno cominciare. Anzi, finiamola, e passiamo al

 

Resto della top 10. Al n.2 c’è il live di Francesco Renga – capite quello che intendo dire, ora? Al n.3 c’è l’album dei Gorillaz, sul cui impatto aspetterei a pronunciarmi nella seconda settimana. Al n.4 c’è la raccolta a prezzo stracciato di MiticoVasco, al n.5 FabriFibra. Dal n.6 al n.10 Ed Sheeran, Depeche Mode, Laioung (ehilà), Cranberries (nuova entrata), Mina & Celentano.

 

Altri argomenti di conversazione. Quattro stranieri tra i primi dieci, è  un’invasione, dove andremo a finire. Escono dalla top ten l’ultimo di TZN, Ermal Meta, i Comunisti col Rolex e Jamiroquai. Entra al n.28 Syria, e al n.34 Lea Michele. L’album da più tempo in classifica è sempre la raccolta di TZN, che festeggia salendo al n.64 le sue 127 settimane (fate un po’ i conti); lascia letteralmente un anno a Passione maledetta dei Modà (75) e Coldplay (74). Più di un anno di presenza per pochi altri dischi: Sandrina Amoroso (n.17, ed è uscito 15 mesi fa), Salmo, Zucchero. Lascia del tutto la classifica Lady Gaga, a 26 settimane dall’uscita di Joanne – tutto sommato, ha resistito meglio che ha potuto. E poi in fin dei conti è stata al Superbowl, ha fatto i salti e le piroette e tenuto in equilibrio una foca sul naso. Ma ora lasciate che sfoderi lo

 

Speciale Concertone Primo Maggio. I titoloni e le home page hanno giovato a Lo Stato Sociale, che si inerpica perentorio dal n.49 al n.35. Rimbalzino anche per Brunori Sas, dal n.37 al 18. Voi direte: tutto qui? Oh, Gabbani è entrato al n.1, che ne sappiamo che non è merito della presentazione di Camila Raznovich? In fondo il suo album precedente è balzato dal n.98 al 48. Diciamo che Ermal Meta (dal n.7 al n.12) non ha ricevuto benefici apparenti, così come Levante (dal n.14 al n.19) e Fabrizio Moro (dal n.29 al n.31) e Clementino (dal n.28 al 51) e i supergiovani Ex-Otago (dal n.52 al 58). Tuttavia Samuel ascende dal n.48 al 36, ma pure Sferaebbasta che ha marcato visita, dal 62 al 55.Tagliamo la testa al coro, l’autentico trionfatore è stato Vasco Brondi – Le Luci della Centrale Elettrica sale imperioso dal n.61 al n.60. Bella Vasco, avanti così, pasito a pasito, suave suavecito.

 

Miglior vita. Solo sette album di artisti o gruppi guidati da artisti che hanno abbandonato questa valle di allenatori dell’Inter. Naturalmente l’attenzione di tutti è per Nevermind dei Nirvana, che questa settimana sale dal n.71 al 61. Ok, nevermind. E per finire,

 

Pinfloi. Questo il quadro della situazione:

 

Dark side of the moon – dal n. 36 al n. 43
Wish you were here – dal n. 89 al 63.
The wall dal n.63 al n.68.
Secondo gli analisti, il calo di Dark side e quindi dell’alienazione dal volto umano potrebbe avere le sue radici nelle preoccupazioni per le smanie guerrafondaie di Trump, mentre secondo il Financial Times e l’Economist il calo di The wall, con il sempre spiacevole sorpasso di Wish you were here testimonia sia fisicamente che psicologicamente la mestizia legata al periodo della dichiarazione dei redditi – perché vorrei che tu fossi qui, o danaro che ieri siccome diamante pazzo con me brillavi, e domani sarai solo un lontano magnamagna.

 

Skin e gli altri che soloinItalia. Una top 10 (mendace)

Skin e gli altri che soloinItalia. Una top 10 (mendace)

Come immagino sappiate, a X Factor è comparso, per bilanciare i milanesi Elio e Fedez (e Mara Maionchi, bolognese di nascita ma meneghinizzata dagli anni) un altro tocco di internazionalità accanto a Mika: il giudice al debutto è Skin degli Skunk Anansie. Accompagnata da anni