Tag: Charlie Charles

Cioè, ve la ricordate la trap? – TheClassifica: episodio 18/2021

Cioè, ve la ricordate la trap? – TheClassifica: episodio 18/2021

Addio a un genere che era in decomposizione anche da vivo. Ma quanto lo amavano i media.

Rapporto aMargine: primo semestre 2019 (aka l’ANALISINA)

Rapporto aMargine: primo semestre 2019 (aka l’ANALISINA)

La musica più ascoltata in Italia nei primi sei mesi del 2019. Il Governo del Cambiamento vende un po’ meno, ma la concorrenza non c’è più.

Il giulivo (Terzo) Mondo di Takagi, Ketra e LaGiusy – ClassificaGeneration: Stagione III, episodio 20

Il giulivo (Terzo) Mondo di Takagi, Ketra e LaGiusy – ClassificaGeneration: Stagione III, episodio 20

Il numero 1. Tra i presunti album, è ancora Western stars del Boss Bruce Springsteen (…vorrei precisare che lui non ama essere chiamato Boss).

Resto della top ten. In compenso al n.2 non c’è più Madonna che scende al n.5: al secondo posto c’è la più alta nuova entrata: Ufo l’EP da 20 minuti di Daniele Sodano in arte Zoda, 23enne di Latina, fino all’anno scorso youtuber che commentava videogames, oggi artista completo, prodotto da Big Fish.
A questo punto di norma c’è la parte in cui vi sottopongo parte di un testo di Zoda quasi come se lo additassi al vostro ludibrio.
Poi viene la parte in cui io stesso mi dico che è meschino decontestualizzare, in fondo qual era il messaggio profondo di Tuttifrutti di Little Richard – e sbandiero una vibrante difesa di un giovane dei suoi tempi con tutte le sue sfaccettature, nonché lo sdegnoso rifiuto di prestarmi al compiaciuto trastullo del confronto generazionale. E con ciò, mi pare di aver fatto il mio dovere di Critico Di Razza, e con felpata leggiadrìa – imperciocché possiamo affrancarci da queste gnàgnere e passare al n.3 di Supereroe di Emis Killa – ma come, era al n.85! Sì, ma è uscita una nuova edizione arricchita – davvero, sapeste che ricchezza. Al n.4 c’è l’olimpico Ultimo con Colpa delle favole, e alle spalle della già citata Madame X c’è l’altrettanto nobile Elettra Lamborghini, regina twerkona ma anche artista completa: da Riccanza a Pem Pem, da Ex On The Beach Italia a Tòcame, e sia chiaro che se non vi piace, allora non vi piace il POPOLO. Chiudono la prima diecina Jovanotti, gli Amici Alberto Urso e Giordana Angi e Jamil (con una nuova edizione di Most hated, a rimarcare che è molto odiato) (lo invito a non prendersela) (di sicuro tanta gente là fuori è in grado di vedere la bellezza del suo cuore) (no, io no) (mi spiace) (cosa vi devo dire, sono un arido).

Altri argomenti di conversazione. Passato il 35ennale, gabbato lo Zucchero, il cui Oro incenso e birra esce subito di classifica; una sola settimana anche per gli album di Bastille e Gallagher. Il biopic di Elton John non ha avuto precisamente lo stesso successo di quello dei Queen: la sua raccolta Diamonds torna in miniera dopo 3 settimane. Escono anche l’Amica Tish dopo 5 settimane e Clementino dopo 7. Non hanno questo problema i membri del club dei perennials, a partire da Hellvisback di Salmo (177 settimane), The dark side of the moon (138), Coso di Ed Sheeran (121), Evolve degli Imagine Dragons (105), Polaroid 2.0 di Carl Brave x Franco 126 che compie due anni di top 100. Solo 49 album su 100 sono pubblicati o distribuiti dalla casa discografica Universal. Meno della metà: che succede, gente? State perdendo il polso della nazione? Siete diventati radical chic, EH?

Sedicenti singoli. Eccoci finalmente, dopo tanto passeggiare il cane per il pollaio, agli accattivanti tormentoni. L’ora segnata dal destino è giunta: Jambo di Takagi, Ketra e LaGiusy va in vetta al podio, con Ostia Lido di J-Ax e Calipso, il brano dei più famosi rapper italiani, a farle da damigelle d’onore. Siccome sono parzialmente d’accordo con una cosa che ho scritto altrove su Jambo, ribadisco anche qui che l’esotismo di Takagi & Ketra andrebbe studiato: è una Instagram Story per chi le vacanze le passerà a Cogoleto o Jesolo o Senigallia, ma anche – più sottilmente – l’Aiutiamoli a Casa Loro del pop italiano. Sta di fatto che, dopo la cartolina dal Brasile (Amore e Capoeira, singolo più ascoltato nella nazione in tutto il 2018), arriva la cartolina da un’Africa africanissima, e alla fine tutto il Terzo Mondo è paese, tra il tormentone del 2018 («Cachaça e luna piena!») e quello del 2019 («Tra il cielo e la savana!»), è tutto un villaggio vacanze. Cionondimeno, sul neocolonialismo di questa canzone (che ha due meriti: il primo è che non è un reggaeton) non perderei troppo tempo, anche perché mentre stavate leggendo è già finita e il video è già ai ringraziamenti: «Grazie Tanzania per l’ospitalità, grazie Rwanda per averci prestato i tuoi talenti, grazie Giamaica per i tuoi suoni e colori, grazie Abbiategrasso per la donna bianca Giusy che ogni estate mette in scena le sue fantasie da sciùra italiana che di giorno insulta i négher – ma di notte, mmmh».
(ok, quello che viene dopo “colori” me lo sono inventato)
Ma dicevo che Jambo bwana ha due meriti: il secondo è che è breve. Tutto è fulmineo perché una delle nuove misere astuzie dei PRODUCERS mondiali è che accorciare i tempi permette due clic in cinque minuti. Poi va beh, venire a noia dopo soli due minuti e mezzo è più difficile – un po’ come quegli artisti completi che ancor giovani e flamboianti passano a

Miglior vita. Ci sono in classifica sette album di artisti o gruppi guidati da artisti che hanno lasciato questa valle di buonismo. Non è tra questi, DI NUOVO, Nevermind – non mi piace per niente questa faccenda, amici. E mi tocca sfoderare parole dure.

Perché sì, io accuso apertamente della precarietà di Nevermind i miei – come dire – colleghi. I quali, celebrando ogni singolo giorno un centinaio di anniversari di Dischi Dopo I Quali Nulla Sarebbe Più Stato Come Prima, stanno togliendo punti di riferimenti ai giovani. E so che il loro turpe obiettivo è far uscire dalla classifica i

Pinfloi. The division bell è al n. 88 ma è una di quelle belle favole edificanti per una settimana ma inopportune nel lungo periodo tipo il Sassuolo in Serie A: quello che interessa a tutti gli strategists là fuori è l’asse DarkSide/TheWall e posso dirvi che The dark side of the moon sale di due punti, dal 69 al 67 – un flebile segnale di ottimismo in corrispondenza dei flebili cali dello spread e della disoccupazione – mentre The wall sale dall’87 al 79, un tangibile segnale di sfiducia nel futuro dovuto al blackout dei social network, che ha lasciato milioni di anime out there on your own, sitting naked by the phone.

Il cuore immacolato di Maria De Filippi. ClassificaGeneration, Stagione III, ep. 17

Il cuore immacolato di Maria De Filippi. ClassificaGeneration, Stagione III, ep. 17

La gran voglia di Claudio Villa che promana dal giovane vincitore di Amici nonché dagli spettatori di tutti i talent e tutti i Sanremi.

Ho preso un Calippo con SferaEbbasta e CharlieCharles e Mahmood e Fibra e Dardust – ClassificaGeneration stagione III ep.15

Ho preso un Calippo con SferaEbbasta e CharlieCharles e Mahmood e Fibra e Dardust – ClassificaGeneration stagione III ep.15

«I have let him go.
The sand may sting my feet and the sky will burn
It’s a lonely time ahead
I do not ask him to return
I let him go»
(Calypso, Suzanne Vega)

Lamento iniziale. Non so se seguite regolarmente questa rubrica. Se sì, grazie.
Se no, grazie comunque. In entrambi i casi, apro con un dato statistico: sono mesi che non do in escandescenze. Quest’anno ho lasciato passare Sanremo, i n.1 di Fedez, MiticoLiga, Coez, Ultimo e il Concertone del PrimoMaggio senza quelle piazzate belluine che mi hanno dato piccolissima appiccicosa fama nella dolente compagnia di giro del giornalismo musicale italiano, facendomi accomunare a persone e testate e blog che io tendenzialmente depreco molto forte, considerati le stupide voci fuori da un coro altrettanto stupido. Garantisco che è una delle soddisfazioni più umilianti del mondo.
Me ne sto bravo e buono da un sacco di tempo. Se fossi un pittore, questo sarebbe il mio Periodo Affabile. Non stronco nessuno da parecchio. Tanto, cosa cambia? E anche quando sento cose apertamente miserabili, e ne leggo spumose apologie, respiro profondamente e conto fino a tre, poi fino a tredici, poi fino a – boh, non saprei dire: non conto molto.
Non è brutto. Alla fine, un po’ di maturità e serenità zen e quelle altre amebità, hanno effetti positivi: quando non ti va il sangue agli occhi si cominciano ad apprezzare le piccole sfumature di questa specie di lavoro che faccio. Tutte e due.
Però sta per finire. Non ce la faccio più. Sento avvicinarsi il momento in cui mi sveglierò la notte in preda al delirio e uscirò di casa per correre a picchiare delle foto su instagram e dare fuoco a dei tweet o fare brutto a dei video su YouTube. No, non a persone fisiche: tanto, il 90% di quelli che chiamiamo artisti, alla fine sono solo pantomima, sono sagomine su mille guanosi red carpet, sono un odore invasivo, sono fantasmi sullo schermo della mente, sono contenuti buttati lì perché non si scopra che il contenitore è stato svuotato, qualcuno si è preso tutto – e chi è stato?

«After all, after all it was you and me».  (cit.)

Comunque, dicevo, sono a tanto così dallo sclerare.
Ma non oggi.
Di conseguenza veniamo alla classifica dei presunti album. E sbrighiamoci, ché devo parlare della canzoncina Calipso e del punto di non ritorno che rappresenta.

Top ten. Ultimo è primo. Di nuovo. Anche questa settimana la principale nuova uscita si deve accomodare al n.2 e si tratta di Mostro con The illest vol.2, ovvero 34 minuti di rap (non so se ci avete fatto caso ma sono sempre più brevi, i presunti album e le presunte canzoni che li compongono) (…milioni di cassette da 90 minuti si stanno rigirando in fondo agli oceani) peraltro pubblicati dalla stessa etichetta indipendente di Ultimo, la romana Honiro che in questo momento grazie al romano Mostro e a due album del romano Ultimo (il n.1 e il n.10) (Ultimo è molto binario) ha in top 10 lo stesso numero di album delle multinazionali Sony e Warner messe assieme.
Siamo a maggio e tra gli album non abbiamo ancora avuto un n.1 che non fosse italiano, è uno degli anni più sovranisti di sempre. Supera il 2008 nel quale alla 18ma settimana il Candito Duro di Madonna aveva posto fine a un’egemonia paisà creata da Jovanotti, Pooh, Gianna Nannini e MiticoVasco (se non altro, erano bei pesi massimi). E per questo fanno notizia il n.3 di Billie Eilish e il n.4 dei Cranberries, il postumo In the end. Al n.5 Salmo risale la corrente con Playlist; completano la prima diecina Rkomi, Francesco Renga, l’AMICA Giordana Angi della Squadra dei Bianchi
(…Gesù Sincronetto)
e Coez.

Altri argomenti di conversazione. L’unico artista presente al Concertone del Primo Maggio che era in top 10, Achille Lauro, ne viene estromesso e scende al n.15 – con tanti saluti agli argomenti della sig.ra Angiolini. Entrano al n.28 il nuovo album di P!nk, al n.69 il nuovo J.J.Cale. Escono dalla classifica l’album di Eman e il live di Beyoncé (dopo una settimana), quello di En?gma & Kaizen dopo 3 settimane (una delle più fulminee scalate alla top 10 di sempre), quello di Labyrinth, Sia e Diplo dopo quindici giorni, e quello di Giorgia dopo 23 settimane. A questo punto non mi resta che dirvi che l’album di più lunga militanza in classifica è sempre Hellvisback di Salmo, che ci è entrato 169 settimane fa, davanti a The dark side of the moon, 130. E posso passare ai

Sedicenti singoli. Dopo mesi sotto la dittatura portoricana di Calma e Con calma, i tormentoni estivi di Pedro Capò & Farruko e Daddy Yankee, c’è una nuova n.1 ed è il Portorico all’italiana di Calipso, il brano partorito da cinque uomini d’oro del rap italiano: uniti come gli Avengers, sono Charlie Charles, Dardust, Fabri Fibra, Mahmood, Sfera Ebbasta.
Ed è qui che potrei sclerare.

Ma non lo faccio.
Mi limito a dire che se cinque uomini di questo lignaggio, con il vento che mai come ora gli soffia a favore, con il timone saldamente in mano, uniscono le forze giusto per cavarne il tormentone estivo alla Baby K – e nessuno ci trova niente da criticare, allora è finitissima, saludos amigos, urrà per i brand che ci ammanniscono la musica supernuova, urrà per i Rolex, urrà per il tatuaggio di Sfera Ebbasta, urrà per Rollistò e Noisey e gli altri ancora più bolliti che fanno da perentori scendiletto ai trappusi, urrà per l’Italia tormentona, e viva il re, viva gli sposi, viva la mamma, evviva i tifosi, viva la pappa col pomodoro (cit.). E viva soprattutto i cinque artisti perché alla fine hanno ragione loro, volevano il n.1 e lo hanno ottenuto, con tanto di

“La strada del successo fa vincere soldi, fa perdere amici, oh no”
(…questo è quello che si è fatto quei famosi sei tatuaggini in fronte)

“Corro, corro, corro, siamo stanchi ma giovani
Corro, corro, corro, dammi forza per non fermarmi
Se questa vita può prendermi”
(questo invece è quello che ha fatto pacina con il Ministro dell’Interno)

“Mi nascondo dentro a una canzone, così nessuno mi trova qui”
E questo infine è quello che continua a trollarci a colpi di featuring perché è il SUO modo di essere bravo e buono, è il suo Periodo Affabile, e non è che non ti stia sgamando, ragazzone – del resto gli indizi ce li stai buttando in faccia: a tale scopo sottopongo a voi giurati il recente featuring di Fabri Fibra in Box logo di Lazza:

“Certe cose sai che non le cambi, questo pezzo neanche so di che parla”
(n.d.r.: LOL)
“E appena dico, “Ah” sale l’hype – fammi una foto qua, metti like
Cazzate che ripeto, lo sai (lo sai), il video di ‘sto pezzo in un night”.

Vedete perché è un genio? Si chiama fuori mentre featura. Volendo, è la rappizzazione del dilemma di Nanni Moretti: la festa non gli piace, ma lo si nota più se non featura del tutto o se featura con l’aria annoiata?
Che poi va beh, pure io scrivo per alcuni giornali che fatico a difendere – quindi cosa parlo a fare? Alla fine, bene così – come detto, volevate il n.1 ed è arrivato, non sclererò per questo. Perché c’è solo una cosa che posso dire davanti allo sclero.
Ed è: “Non oggi”.

(…ma sinceramente penso di farlo tra un paio di giorni)
(se non sarò passato a)

Miglior vita. In classifica, sette album di artisti o gruppi trainati da artisti che hanno abbandonato questa valle di militanti di Casa Pound. Nevermind è al n.82. Album italiani in classifica che contengono almeno una rima nella quale è citato Kurt Cobain: sei.
Tre di questi, sono di Sfera Ebbasta.
Se non vi garba, siete dei vekki ai quali piacciono i

Pinfloi. The dark side of the moon scende dal n.45 al 50, e anche The wall perde qualche posizione, dal n.56 al 64, la forbice tra i due partiti aumenta ma forse nel complesso è solo un’indicazione da parte del POPOLO in direzione del Grande Centro della classifica nonché verso il basso, verso quelle masse alle quali voi, che nei salotti pasteggiate a tartine al caviale inneggiando a Macron, non sapete più rivolgervi.

(cit. da The Rolling Stones, Sympathy for the devil, e The Zen Circus, Viva)

Classifica Generation, Ep.V. Dark Polo Gang e la verità sulla mia donna

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Le Winx dell’hip-hop e la loro importanza.

Polemistan 2. Le migliori polemiche del giugno 2017

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Tutte quelle diatribe che hanno fatto di noi le persone migliori che oggi siamo.

Classifica Generation ep. 2. Izi listening, ovvero #questorapchenonvende

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Ah, questo rap che non vende. No, scusate: era un riferimento un po’ mellifluo a una polemica di un anno fa circa ma non fateci caso, credo che alla fine non sia entrata nemmeno nella top 10 delle polemiche musicali. In ogni caso al n.1 della settimana scorsa si è palesato Izi, con Pizzicato. N.2 Gabbani. N.3 Coez. N.5 Fabri Fibra. Incidentalmente, anche al n.1 in Francia c’è un rapper (SCH), che ha preso il posto di un altro rapper (in Germania invece ci sono Die Toten Hosen. Potreste sapere chi sono). Tra i singoli, nella devastazione delle playlist globalone che incoronano Despacito, Enrique Iglesias, Ofenbach e Clean Bandit (e non so chi mi fa più schifo) la Dark Polo Gang entra al n.3 con Caramelle – e ci sono, tra gli undici italiani in top 40 (che è un numero enorme, di questi tempi) ben nove pezzi rap. E tanto vi dovevo.

 

Izi rider. Diego Germini è di Cogoleto, è al secondo album e ha 22 anni, e nel confronto settimanale tra le due nuove uscite la sua trap stacca la old school del 34enne Coez (di Nocera Inferiore, se questo può significare qualcosa). C’è anche da dire che i due instore tour, confrontati, sono abbastanza istruttivi: in una settimana Coez si manifesta solo in quattro megastore, Izi in nove. E c’è da aggiungere che Izi ha dietro la Sony, Coez pubblica Faccio un casino con la meno pantagruelica Self. Comunque Izi se avete più di 30 anni vi sembrerà una specie di parodia. I cliché della trap ci sono tutti, ma proprio una tonnellata piena: c’è autotune colato giù come cemento, e c’è il metahumour sulla scena (invece che “Scooteroni”: “Rosiconi! Rosiconi!”) e ci sono Shablo, Charlie Charles, Sick Luke, Tedua, Caneda, Fibra, la famiglia devastata e le bitches allupate che vogliono l’impronta dello schiaffo sulle chiappe (“Sto trattando il tema delle groupies con ironia”), e fumofumofumocannecannecanne e poi fumo, canne, fumo, canne, fumo, canne, canne, fumo (“Quando ho scritto “fammi fumare un po’ di weed” il significato profondo delle frase era ”Dio fammi assaggiare un po’ di saggezza, di purezza”), però anche i pianti in cantiere (a 22 anni?) (dove ha trovato il tempo?) e un coma diabetico – esperienza che l’autotune permette quasi di condividere.

Ma non fatevi ingannare, quello che ho scritto non è necessariamente malevolo. Le mie orecchie, per quello che valgono, mi dicono che Izi è capace. L’autotune potrebbe non usarlo. Sceglie di farlo perché sa a chi sta parlando. E poi gli assegno mille punti d’ufficio perché in un’intervista a Marco Beltramelli di Rockit dice che gli piace Coleridge (“Adoro Kubla Khan. A mio avviso sono i 54 versi migliori della storia”). Inter nos, non credo che Coleridge avrebbe declamato con immenso struggimento “Fuori dal cazzzzzooo” (e nessuno mi dica che nel 2017 un poeta romantico sciacquerebbe i panni in fogna, perché tutti loro erano gente che non avrebbe mai accettato la sciatteria di linguaggio come valore). Però, ok, forse Izi per motivi di anagrafe e ascolti più nobili da voi accumulati non è proprio quello che chiedete alla musica, ma lo sapete cosa c’è là fuori? Là fuori ci sono…

 

(…perché mi guardate così?) (forse vi ho già fatto questo discorso?)

 

Va beh. Take it Izi. La faccio breve. Al n.1 domani ci sarà Renato Zero.

 

(ora preferivate la tirata su quel che c’è “Là fuori”, vero? Aha!) (bene. La parte dedicata al n.1 è conclusa) (ci ho anche infilato un teaser) (tornate su aMargine, per gli irresistibili sviluppi)

 

Resto della top ten. Quattro dei primi cinque sono già apparsi, con il n.4 di Francesco Renga la cinquina iniziale è completa. Al n.6 c’è MiticoVasco, al n.7 i Kasabian, ovviamente n.1 in patria. Al n.8 Ed Sheeran (e fanno due stranieri, ovviamente inglesi in top 10: stiamo tornando alla normalità); al n.9 TZN, al n.10 Mina&Celentano. Escono dalla top 10 Depeche Mode, Cranberries (dal n.9 al 19), Gorillaz (dal n.3 al n.17), Laioung.

 

Altri argomenti di conversazione. Entra al n.13 Diana Krall, e al n.14 i grandi successi di Nick Cave, tutti da ballare. Pollinator di Blondie entra al n.62. E vorrei che rivolgeste un pensiero a quelle 62 persone che lo hanno acquistato. Poi c’è In nome dell’amore – Volume 2 di Alex Britti che entra al n.86, ma non siate troppo severi, è un EP ed è autopubblicato e autoprodotto. E poi secondo me Britti a Masterchef meritava di più, ma secondo me Bastianich lo ha massacrato fin dall’inizio. La raccolta di TZN compie 128 settimane in classifica. Nevermind (è un disco dei Nirvana, sapete) sale invece dal n.61 al 54. Mi piacerebbe sapere quante t-shirt di Nevermind si vendono ogni settimana. Dovrebbe esistere una classifica delle t-shirt. Secondo me in Italia Nevermind se la gioca con Heisenberg e V per vendetta e Keepcalmandqualsiasicosa.

 

Miglior vita. In classifica otto album di artisti o gruppi guidati da artisti che hanno abbandonato questa valle di parenti di Renzi. Corre l’obbligo di segnalare che l’album Dreamland di Robert Miles è entrato al n.71.

 

Pinfloi. The dark side of the moon scende dal n. 39 al 43, ma anche Wish you were here scende dal n.58 al 63. Un articolo di Internazionale, citando attendibili fonti internazionali, ipotizza che si tratti di un riflesso della mancata elezione di Marine Le Pen in Francia, che diversi peggioristi del nostro Paese si auguravano febbrilmente; viceversa per Wired le immagini trapelate in settimana sull’iPhone 8 hanno diffuso un senso di felicità e fraternità esondante, riducendo la domanda complessiva di malinconia e senso di dissipazione del vissuto – salvo mantenere al n.69 The wall per inalterati livelli di incomunicabilità. In ogni caso la t-shirt di The dark side of the moon rimane nella top 10 delle t-shirt, ma occhio alla pesantezza macignosa di The division bell, solo per intenditori.
Tafkat. Episodio VII. Jamiroquai, la black music del buffone bianco

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Jamiroquai risorge dal carrello dei bolliti e fa un disco da vero discepolo di un genere che da anni se la sta tirando, ma non ne avrebbe poi così motivo.

TheClassifica 95. Sfera Ebbasta e la verità su quelli là

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Al n.1 in classifica Sfera Ebbasta, che imprevedibilmente va suscitando un panciuto dibattito.