Tag: Beyoncé

Sheeran power – Classifica Generation, cap. XI

Sheeran power – Classifica Generation, cap. XI

Non fatevi ingannare, dietro al sorriso paciarotto è spietato e competitivo come Trapattoni.

I Grammy di peso – (Il caffé del buongiorno sull’amaca)

I Grammy di peso – (Il caffé del buongiorno sull’amaca)

Alla fine c’è qualcosa di interessante in tutti gli stupidi e inutili premi del mondo.

Superclassifica 2016. Tutto quello che non leggerete

Superclassifica 2016. Tutto quello che non leggerete

Cominciamo dagli album. Perché nonostante tutto sono ancora loro a tenere su la baracca.
Sentite qui.

Sony! Universal! Warner!

Poi,

Universal! Sony! Warner!

Infine,

Rtl 102.5 (aka Ultrasuoni)! Warner! Universal! Warner!

E questa era la top ten del 2016. Seguono, dal n.10 al n.20.

Sony! Sony! Sony! Sony! Sony! Sony! Self/XL (Adele)!

Indipendente Mente (Renato Zero)! Universal! Warner!

Si direbbe quindi una buona annata per Sony. Chissà quanto paga Sky, per farle fare X Factor… O – aspettate – è forse il contrario? Poi ne parliamo. Rimaniamo alla vetta.

Mina&Celentano è l’album dell’anno. Nonostante una partenza fiacca e un’accoglienza semiglaciale della gaia critica. lenonmiglioriDue considerazioni: FIMI sostiene che il 30% delle vendite sono riconducibili al Natale (…pensavo anche di più). Natale vuol dire: la gente che normalmente non raccatta dischi, in quei giorni a tutti gli effetti lo fa. E okay, qui non vi sto sorprendendo. Ma per farglielo fare devi anche saper puntare quel target lì. E avere chi ce lo porta per mano, a quel disco. E chi, meglio della vituperata RaiUno? Grazie alla sua disponibilità in termini di “Speciali” (privi dei due protagonisti!), il prodotto Mina&Celentano è arrivato a quel target. Per cui ora la dico grossa: se Sanremo fosse a novembre/dicembre, farebbe vendere dischi. Invece non è questa la sua funzione – lo sapevate già, scusate se vi ho importunato. Ma era anche per arrivare al campo dall'orto

Capitolo Sanremo. I vincitori, Stadio, n.61. Francesca Michielin, seconda classificata,n.55 (con album uscito nell’ottobre 2015). Caccamo&Iurato, terzi, non sono in top 100. E non c’è Arisa. Né Annalisa. Né Noemi, né Valerio Scanu, né Enrico Ruggeri. Però ci sono Alessio Bernabei (n.47), Lorenzo Fragola (n.48), Elio & le Storie Tese (n.84), Patty Pravo (n.99). Per quanto riguarda i singoli, la Michielin arriva al n.63 e Bernabei al n.95. Credo quindi che da questo punto di vista per IlBravoCarloConti si possa spendere l’hashtag: #nonbenissimo.

Vero è che a Sanremo si deve il n.29 di Ezio Bosso, a ridosso addirittura di Giorgia (n.28) (anche Giorgia, a margine, #nonbenissimo). E che la compilation più venduta è Sanremo2016 davanti ad Amiche in Arena e a una roba che si chiama Hot Party Summer 2016. Volete mettere con Mixage e Oro Puro e Freeway Estate? Sigh.

#Nonbenissimo anche Fiorella Mannoia (n.32) e Litfiba (n.40). Lungi da me suggerire a costoro di limitare le prese di posizione politiche – non sia mai, c’è sacrosanta libertà di pensiero. Che poi in diversi casi ha portato tanto buonumore che ce n’è bisogno, eh.

Il singolo più venduto è Cheap thrills di Sia. siaIl cui album NON è nella top 100 (e anche Lady Gaga, se la cava per un pelo: n.85). Questa è solo una delle anticipazioni sulle curiosità dei singoli, discorso che potenzialmente è molto più lungo di tre minuti più ritornello. Tanto per dire: Cheap thrills è stata al n.1 solo UNA settimana, a luglio. Spodestata da Andiamo a comandare di Rovazzi, che ha tenuto la vetta per le cinque settimane successive. Ma Rovazzi NON risulta in top ten (è 11mo). Prima di dire “Sì beh, però”, considerate che DJ Snake feat. Justin Bieber con Let me love you sono stati al n.1 per sei settimane, per di più non consecutive, da settembre a novembre. Risultano al n.20.

(al VENTI????)

FIMI. Federazione dei Musici. GFK, che fai i conticini. Siete sicure?

Lo so, vi tocca fare le medie ponderate perché così comandano gli angloamericani che impapocchiano tutto e poi saltano su a dire ufficialmente che nella storia i Queen hanno venduto più dischi di Beatles, Rolling Stones, Led Zeppelin, David Bowie e Michael Jackson. D’altra parte sono inglesi e sono stupendi e necessariamente nel giusto, no? Mica come noi teròni.

A proposito di inglesi: vinile. Il più venduto è Blackstar di David Bowie. N.16 in classifica generale. Al n.2 ci sono Mina&Celentano – direi che non siamo in quota hipster. Al n.3, l’emblema stesso del vinile: The dark side of the moon, ristampato come del resto tutto il sacro catalogo: nei primi 20 sono ben cinque gli album incisi da Roger Waters e dai suoi nemici. Quanto pesa un vinile in classifica? Al quinto posto c’è Back to black di Amy Winehouse, che è n.96 nel computo generale. Ma ci sarà scappato anche qualche cd? Mentre il settimo LP più venduto è Led Zeppelin IV, e non gli basta a entrare in top 100.

Album, sempre album. Ma sì, torniamo alla top ten degli album. Anche quest’anno, 9 dei 10 più venduti sono italiani. Il decimo è dei Coldplay, e non è nemmeno uscito quest’anno: è A head full of dreams, pubblicato il 4 dicembre 2015. codlplayCuriosamente, ha mancato il n.1 in Italia (memento: mai sopravvalutare la prima posizione). L’anno scorso, il disco straniero (vale a dire: inglese) in top ten era quello di Adele. A proposito: Adele è ancora in top 20. Insieme a David Bowie, costituisce il trio di stranieri (sempre inglesi!) subissati dai 17 album italiani nelle prime venti posizioni. I primi americani, i Red Hot Chili Peppers (n.36) sono preceduti persino dallo spagnolo Alvaro Soler (n.31).

A proposito di americani. Divas e divos, impegnatissimi a fare metadischi pop avantissimi, non riescono a venderceli come facevano una volta quegli ignoranti di Madonna e Michael Jackson. Beyoncia troneggia (si fa per dire) al n.64, Rihanna 81, Gaga come già detto è al n.85, mentre Kanye West, Frank Ocean, Drake, Solange e poi boh, chiunque altro vi venga in mente, non ci sono proprio. E tutti comunque sono messi in riga da un canadese, Justin Bieber, n.46. liga

Torniamo al podio d’Italia (…è un po’ a zig-zag questo discorso, vero?) Dietro alla coppia più anziana del mondo ci sono TZN Ferro e MiticoLiga. Che erano nella top ten degli album più venduti anche l’anno scorso, e sono gli unici a ripetersi. Jovanotti, re del 2015, è al n.35.

Al n.4 c’è MiticoVasco, col minimo sforzo – la megaraccolta del suo meglio in 4 cd a prezzo molto ridotto. Al n.5, quella che forse è la sorpresa dell’anno, Sandrina Amoroso (tocca dare un po’ di merito a Elisa: firma due dei 4 singoli di Vivere a colori). La prima diecina è completata da Babba Pausini, Modà, Coldplay, Zucchero, Benji & Fede.

Il fattore vs Maria. In top 30 c’è un solo artista uscito dalle prime dieci edizioni del Programma Fighissimo di Sky, ed è ovviamente lui, san Mengoni. Poi si scorge Lorenzo Fragola laggiù al n.48. E la raccolta di Giusy Ferreri al n.73. In quota Amici invece abbiamo al n.5 Sandrina Amoroso, al n. 23 Emma, al n. 25 Sylvestre, poi Elodie al n.33.

(volendo, in quota Amici potremmo inserire anche La Brava Elisa, direttore artistico delle ultime due edizioni) (una presenza televisiva costante aiuta a vendere dischi?) (se siete Fedez sì) (se siete Elisa, non tantissimo: n.21) (ma no, cosa dico: è TANTISSIMO e lei quel quasiingresso in top 20 se lo MERITA TUTTO) (se siete Manuel Agnelli, mmh, un n.68 per gli Afterhours non è da buttare) (se siete Arisa, non beneficiate né da Sanremo né da X Factor – né con l’album né con la raccolta) arisa

Le vendite natalizie, dicevamo, sono il 30% del mercato. Però, quattro degli album più venduti sono usciti molto prima di Natale (Sandrina, Zucchero, Modà, Coldplay). Marco Mengoni ha ricavato solo un n.15 da un’uscita quasi natalizia (ultima settimana di novembre, con le prime lucine accese e Babba Pausini che già tuonava FELIZ NAVIDAD!!! nei centri commerciali). Potreste contestarmi che è un live. Va beh, contestatemi tutto allora. Anche quello dei Pooh è un live ed è n.11, e anche quello di Baglioni&Morandi ed è al n.12. Anche quello delle Amiche della Berté è un live, però lo hanno classificato come compilation, quindi boh.

Royal Rumble Rap: vince Salmo con un n.13, Marracash & Gué Pequeno n.24, Gemitaiz n.26. salmoNon sfangano la top 50 degli album che pure sono stati al n.1 (memento etc.): Sferaebbasta (n.51), Emis Killa (n.62).

Rock’n’roll! Detto del n.36 Red Hot Chili Peppers, a ruota abbiamo il n.37 dei Rolling Stones, n.41 Metallica, n.45 Radiohead. N.56 Springsteen, n.69 Sting, n.71 Green Day (che pure, sono stati n.1) (vi ho già detto che…?) (beh, aggiungo che è un buon motivo per risparmiarmi il computo analitico dei 52 numeri uno settimanali, specialità del mio pard PopTopoi). Poi The dark side of the moon al n.77 e Nevermind dei Nirvana (sapete, il gruppo di KURTCOBAIN!) al n.89. Un bel po’ più in basso di una raccolta dei Guns’n’Roses (n.79): il Wrestler Mickey Rourke è vendicato (vedi wikiquote. Forse).

Chi vuole un singolo italiano? Nessuno, nemmeno in streaming, sembra (e sottolineo SEmbra). L’anno scorso Roma-Bangkok di BabyK+CiùsiFerreri avevano fatto il miracolo, quest’anno solo Vorrei ma non posto è in top ten, al n.5. Come detto, Rovazzi è solo n.11. Sofia di Alvaro Soler è solo al n.3, preceduto da quella boiata di Faded di Alan Walker, che anche le radio più cafone passavano con parsimonia. Di nuovo mi sento di porre a FIMI e Gfk la domanda: siete sicure? (“Ehi, ma non siamo noi, sono i bonus e i moltiplicatori tipo Fantacalcio voluti dagli yankee e dai monarchici per equiparare album e Spotify e YouTube”) (…eh, già. Comoda, così) In ogni caso, pare che gli italiani sappiano fare gli album, ma non le canzoni. No, okay, è più complicata di così . ma non meno surreale. Ha a che fare con la differenziazione del prodotto, della fruizione, del… No, avete ragione: è più divertente – e non lontanissimo dal vero – se stabiliamo che la gente ama i cantanti italiani ma non le canzoni italiane.

Parlando di radio: il 65% della musica trasmessa dai network è straniera. Quindi, le radio, se ne potrebbe dedurre, influenzano i singoli più degli album. Ma chi lo sa: in fondo i Modà sono in top ten degli album e non dei singoli. Che vi devo dire: se non ci capite nulla, figuratevi i discografici. name is earl

Mettono d’accordo tutti i TheGiornalisti, che non compaiono né tra i primi 100 album né tra i primi 100 singoli. Non guardate me, guardate i mediapeople in visibilio cuoricioso per quel coso che non solo tiene aa’ Lazzie, ma somiglia pure a My name is Earl.

Planando su boschi di smartphone tesi. Tra il n.11 e il n.20 compaiono ben quattro live (Pooh, Morandibaglioni, Mengoni, MiticoVasco). Strano vedere che alla fine il live non è dead (pardon). Essendo il prodotto che più di ogni altro rimane circoscritto ai fan (persino più del disco natalizio della Pausini, mi sento di dire), è interessante vedere la forza delle fanbase. Ci metterei pure il disco delle Amiche in Arena, ma non vorrei ripetermi. Perlomeno, non più di quattro, cinque volte in un pezzo, dai.

Infine. Copincollo dal comunicato, perché non ho modo di verificare. “Sfiorati i 100 mln di stream in Italia (+54%) e il segmento premium che, per la prima volta, supera il free. Cala il download, continua a crescere il vinile (+74%)”. Antipatico vedere che per lo streaming c’è la cifra, in bei milioni, per il vinile no (come del resto per gli album) (ma immagino che per sua natura lo streaming sia contabilizzato più velocemente). Comunque fonti affidabili dicono che la fettina vinilica è intorno al 5% del mercato. Certo, l’anno prossimo mica ri-ri-ristamperanno l’intera pinfloideria. Almeno credo.

Con questo, avrei finito.

No, non è vero. Non c’è classifica senza Sezione Miglior Vita. princeE qui, sorpresa: in top 100 solo cinque album di artisti o gruppi guidati da artisti che hanno lasciato questa valle di post-verità, e tra questi solo Bowie e Leonard Cohen (n.88) appartengono al Club 2016. I morti del 2016 sono stati più popolari su Facebook che nei negozi. Oh che strano.

Dischi, canzoni, polemiche: il peggio del 2016 secondo aMargine

Dischi, canzoni, polemiche: il peggio del 2016 secondo aMargine

Peggiori video, uscite social, album, canzoni, polemiche, morti del 2016.

Beyoncé – lo smartshow.

Beyoncé – lo smartshow.

eli ‏@elisadehima
TUTTI VOI A SAN SIRO E IO A CASA. #Beyonce #TheFormationWorldTour
Fangirl disagiata ‏@xoxo_allthelove 
Milano vedrà una dea. BEATI VOI.
EmmaTamburini  ‏@emmatambu19 beyoncia stefanelli
MENTRE LA REGINA CANTERÀ SU QUEL PALCO, IO MANGIERÒ… COME SEMPRE. #Beyonce
[email protected] L ™ ‏@Manueldeejay
La vita è quella cosa dove la gente ricca va al concerto di #Beyonce mentre io che sono povero mi godrò il #CocaColaSummerFestival in tv.
Marica Gusmitta ‏@MaricaGusmitta
Articolo veramente interessante su #Beyonce di @riotta : Arriva a Milano Beyoncé, la popstar icona dei diritti
Emanuela ‏@sugarplumanu
Stasera chiudo i social, non posso soffrire vedendo tutti al concerto di #Beyonce
Rolling Stone ItaliaAccount verificato ‏@RollingStoneita
Il caldo non fermerà i fan di #Beyonce: il #FormationWorldTour parte tra poco #GalaxyS7Edge #GalaxyS7Stories beyoncia emma sandrina
Vogue ItaliaAccount verificato ‏@vogue_italia The Queen @Beyonce in @Roberto_Cavalli for #TheFormationWorldTour
VolkswagenMilano.it ‏@VolkswagenMI
Siamo in diretta video sulla nostra fanpage al concerto di #Beyonce di #Milano #FormationWorldTour #Lemonade
Signor Ponza ‏@signorponza
Non avete idea di quante Cookie Lyon ho visto passare. #FormationWorldTour #Beyonce
Mr G. ⚡️ ‏@gianluca89S
Muove più gay #Beyonce che un villaggio di dark room.
Tess Masazza ‏@TessMasazza
È arrivata!!!!!! #beyonce #laamo #queenb #galaxys7edge #formationworldtour @rollingstoneita
Serena Orlando ‏@sereorlando
Non penso che il mio telefono riesca a reggere questo concerto #Beyonce
anto ‏@antonellaperri3
Raga #Beyonce è dimagrita !
JustMary ‏@T5entimentall7
@VIPNation @Ticketmaster #Beyonce #Beyhive if you pay nearly £500 shouldn’t you be able to see the stage? #shameful
Anna ‏@once_a_potato
Mamma mia #Beyonce troppa roba. #FormationWorldTour
Enzo MiccioAccount verificato ‏@Enzo_Miccio Beyoncia iniziato cosmo Fantastica @Beyonce Lei senza ventilatore tra i capelli non canta… Speriamo non perda le extension ADORO #Beyonce
Lucia Tagliaferri ‏@lucyironscutter
#Beyonce voglio vivere come te, sempre col vento tra i capelli e delle piume addosso. #TheFormationWorldTour Giada Cortese ‏@GiadaCortese
che figa Beyoncé che figa che figa che figa
Marshmallow ‏@_sil93_
Che figa Beyoncé.
Charlotte ‏@CharlieReekmans
Beyoncé quanto figa sei
Mariachiara Zanin ‏@Mariachiara14
#rihanna scusa ma #beyonce sta davvero spaccando i culi questa sera #sansiro #asskicker #formationworldtour #milan #live #formation
Maria Teresa P. ‏@talemariateresa
Voi #Beyonce, io Giacobbo e #Voyager.
Cristiana Gattoni ‏@Cris_Gattoni
Figa. Brava all’inverosimile. Tamarra il giusto. #beyonce #formationworldtour #milano Beyoncia 2
Federico Mele ‏@MeleFederico
Oggi tutti al concerto di #Beyonce, io 15gg fa ho realizzato ben altro #sogno grazie a @_DavidGilmour  #RattleThatLockTour #machenesanno
Luigi Scorca ‏@luigiscorca
Non è spocchia, non è superbia: io non so chi sia #Beyoncé. E non lo voglio sapere.
KO ✨ ‏@FloraFlowers14
Regina della musica, regina dello spettacolo, regina dei corsetti, regina del SESSOOOOOO @Beyonce #Beyonce #formationworldtour
Q-rious ‏@I_luv_xanax87
Non vedo l’ora che si scarichino i cellulari. #Beyonce 🙂
SUCAMe7o ‏@AntonieLettieri
Per gli esseri che sono andati al concerto di Beyoncè: tiratele un limone da parte mia a quella fregnona. #amoreplatonico #figa
luciana di rocco ‏@LuBrioche
#Beyonce parte Crazy in Love e tutte si sculacciano da sole!!!
beyoncia sedere e cell LACCIO ModuloProject ‏@Laccioland
“Dove c’è vento c’è #beyonce” cit Manuela Saccardi Alessandra Boraso ‏@alepulghins
E comunque non avrei mai speso soldi per vedere #Beyonce quando ho già visto la vera e unica regina a SanSiro: #Madonna!
EM;-67  ‏@Marrone_Smile
Da San Siro mi dicono che #Beyonce sta facendo un concerto che Rihanna SPOSTATE PROPRIO #FormationWorldTour
Fabio Marelli ‏@FabioMarelli
Sono scappato dalle dirette di Facebook del concerto di #Beyonce Qui che si twitta?
Emanuele4Music ‏@Emanuele4Music
@LauraPausini mi ha ricordato il tuo, il nostro #PausiniStadi #Beyonce #BeyonceMilan
umberto luciani ‏@LuPapaLuciani
però non è che potete vantarvi allo stesso modo di stare da #Beyonce come dal #Boss beyoncia telefonini
Barbara Foria ‏@barbaraforia
Qualcuno il concerto di #Beyoncè oltre a postarlo lo sta anche guardando ?
LA Mari ‏@arcticminnie
Quanto è perfetta #Beyonce !!!
Tommaso Puccioni ‏@tommypuccio
Con #Halo, uno dei suoi pezzi più conosciuti, #Beyoncé chiude questa meravigliosa tappa milanese…
Emmanuel ‏@emmanuelgrem
Sì, certo #Beyonce. E #Rihanna. E tutte queste che si somigliano. Ma volete mettere, rispetto a #Dalida o #ShirleyBassey o #CaterinaValente?
Marzia ‏@itsmarziabitch Beyoncia 7
Concerto di più di 2 ore. Ha detto che nessuno aveva mai fatto questo per lei e si è commossa più volte  #Beyonce #TheFormationWorldTour
Paolo Armelli ‏@p_arm
Tutto figo, tutto grande, tutto Wow ma un qualche sbadiglio l’ho tirato. #Beyoncé
AlessiaCrugliano ‏@AlessiaCrugliano
Regina indiscussa! Quanto adoro. #Beyoncè #TheFormationWorldTour
Danilla ‏@danilla
A me #Beyonce fa cagare.

 

Beyoncia ultimo

TheClassifica 89. Capossela e i Radiohead e pretestuosamente Prince

TheClassifica 89. Capossela e i Radiohead e pretestuosamente Prince

Vinicio Capossela n.1 e questo strano fatto che più un disco e unanimemente giudicato epocale, meno viene venduto.

TheClassifica 86, 87 e 88. Zucchero e catrame

TheClassifica 86, 87 e 88. Zucchero e catrame

La verità sulla mia lotta contro i poteri forti – ai quali comunque non mi piego giammai.

Milano, Mtv Europe Awards 1998. I doni della morte

Milano, Mtv Europe Awards 1998. I doni della morte

(vi do subito il primo riferimento al sesso che mi viene in mente, così non dite che vi ho fatto aspettare troppo)

Il primo riferimento al sesso che mi torna in mente degli Mtv Awards del 1998 al Forum di Assago è una mia collega ubriachissima che mi viene incontro barcollando.

“Made, aiutami”. “Cosa succede?” “Io stasera devo scopare”.
(ammetto che provai un forte senso di confusione. Non ero COSI’ in confidenza)
La guardai, dissi: “…Con me?”
(Non mi piaceva tanto) (però, oh. Sapete com’è)
“No. Con un cantante porcatroia. Ce n’è un milione. Chi mi posso fare?” 

Nel casino di musica, luci colorate e mediapeople che passavano gridando ebbri di gioia in quella parte di Forum che ora non ricordo che parte fosse, le dissi parole molto sagge.
“L’importante è che sia un cantante. Non ripiegare su un discografico o un giornalista o un addetto stampa”. “Va bene”. “…Guarda che se ti fai fare da un giornalista e lo vengo a sapere, dopo lo dico in giro”, minacciai. “No, non lo dire in giro”. “Basta che non lo fai”. “(sottospecie di conato) (gesto di scusa) (non so se per il conato o per la dichiarazione seguente)…L’ho fatto mezz’ora fa”.
“E scusa adesso sei qui così? Che giri in cerca di un cantante?” “Va beh, oh. Gliel’ho preso in bagno”. “Ma perché me lo racconti????” “È quello che ti sta sulle palle”. “Non è un grande indizio, potrebbe essere chiunque”. “Secondo te Robbie Williams stasera ha già scopato?” “Tutto è possibile”. “Eh. Come è vero quello che dici… MAAAD!!!” “Oh!!! ****** per favore sto LAVORANDO!!!”
Con un’espressione che sembrava autenticamente esasperata, ****** mi rispose: “…PERCHE’???”

Mi duole dirvi che il dialogo finì così. Non l’ho più rivista per qualche settimana, non ne abbiamo più parlato; oggi è mamma, non sono nemmeno sicuro che leggendo queste righe si riconoscerebbe perché era veramente brilla, come quasi tutti – ubriachi di alcoolici, di celebrità, di appartenenza, di EVENTO.

Io no.

Vedete, non ho esattamente una fama irreprensibile, però quando lavoro sono affabile quanto un alligatore. E siccome lavoro in un ambiente dotato di un cospicuo numero di miserabili, traggo un gelido, sadico piacere quando posso prendermi un vantaggio su di loro in termini di lucidità complessiva, e approfittarne.

…Va beh, senza esagerare. Per esempio, quando il collega che conoscevo appena andò a drogarsi con * (noto cantante italiano) e distratto dalla eccitante opportunità lasciò il portafogli – bordeaux e un po’ ricurvo – sul seggiolino vicino al mio, lo presi in custodia e glielo consegnai a fine serata anche se lo conoscevo appena e lo reputavo già allora un pompelmo parlante.

Potreste chiedervi se ho finito con queste frattaglie di deboscio. 
Per ora, sì. E quindi.

Mtv Europe Music Awards, Assago (Mi), novembre 1998.
Credevamo fosse l’inizio. Credevamo che finalmente l’impero ci stesse aprendo i suoi cancelli. Finalmente anche noi, cresciuti nella convinzione di essere provinciali buoni solo a far maccheroni e braghe, venivamo presi in considerazione dal Grande Brand del Fighismo Mondiale! Oh, c’era da buttarsi in terra gridando “Non siamo degni!!!”
E di gente in terra, poi, ne avrei vista.

Ma com’era cominciato tutto?
C’erano 4000 spettatori paganti. E credo trentamila persone presenti a vario titolo. Ed erano un po’ ovunque: ogni due per tre attorno a me scoppiavano discussioni che cominciavano con le parole “Scusa, questo posto è mio – vedi il biglietto?” e finivano con reciproci inviti a praticare attività sessuali vanamente stigmatizzate dalla Bibbia. C’erano gli invitati dagli sponsor, gli invitati perché famosi, gli invitati perché lo avevano chiesto come favore personale (qualcuno, persino a ME), gli invitati dei fan club, gli invitati per scrivere. Molti di questi ultimi adottarono una tattica non stupida, oggi lo devo ammettere: guardarono lo spettacolo su una piccola tv dietro le quinte, pronti a saltare addosso alla celebrity di passaggio. Ma per intervistarla, non per farcisi la foto. Tenete conto che è il 1998 e non esistono twitter, facebook, l’iPhone, i selfie, instagram, l’ironia del web, i commenti di chi ne sa di più. Nel 1998, NESSUNO ne sa di più. Peraltro forse internet è ancora a pagamento (avete letto bene) e quindi potrebbe esserne provvisto un milione di italiani (ma probabilmente sono generoso).
Forse esiste una foto (stampata) di me e altri in quella serata, ma vattelapesca chi ce l’ha. Ma dovete capire che all’epoca i mediapeople non erano i principali cacciatori di briciole di vip: quella sera bastava essere lì per testimoniare che ce l’avevamo fatta. IMG_2411

(in compenso, tra qualche giorno i duecentomila mediapeople che daranno significato all’EVENTO di quest’anno faranno saltare satelliti e fibre e wireless di tutto il continente, occhio alle schegge di tweet e ai selfie vaganti, potreste esserne vittime inconsapevoli)

(a margine: questo qui di fianco sopra gli appunti della serata è l’invito. Morbido e coccoloso. Ho messo un dettaglio di contemporaneità personale così non pensate che l’ho preso su qualche blog. E poi lo so che gli oligofrenici tra voi cercano il dettaglio scemo in ogni foto, già aspetto dispieghi di sagacia sul pavimento)

Ma com’era cominciato tutto?
Un anno prima era nata Mtv Italia, e della presentazione, una delle prime cui mi recai per il mestiere che più o meno faccio, ricordo il fatto che tutti quanti guardavano il giovane direttore designato nella speranza che imponesse loro le mani e mondasse le loro vite da ogni sofferenza. Siccome ero nel giro da poco, chiesi agli addetti stampa: “Ma cosa faceva prima?” “Il vicedirettore di Canale 5”. “E prima ancora, di che orto campava?” “Boh”. “Ma come, boh???” “Chiedilo a lui”. “Va bene, magari mi prende come addetto stampa”. “Madeddu non mi rompere le palle”.
Però non riuscii a chiedere. Il giovane direttore, dopo aver parlato pochissimo e sorriso praticamente mai, vide un laghetto nei dintorni, e seguito dagli sguardi di mediapeople innamorati guadagnò l’uscita per andare a camminarci sopra prima che io potessi fargli domande.

Ma com’era cominciato tutto?
Due anni fa ho ritrovato i miei appunti. Non è così strano: tengo in casa molte cose. Se volete, potete venire a controllare. Iniziano così:

“Faithless. Clima molto club, molto strano come inizio. Li conosce qualcuno fuori da UK???”. 

Nel mio piccolo, un po’ ci avevo preso. Già il tema visuale della serata era molto Austin Powers/James Bond: molto brit, a inaugurare l’era in cui la discografia europea era stata assegnata d’ufficio al controllo delle sezioni londinesi delle major. Nemmeno un duomino, per dire, o una dannata pizza. Jenny McCarthy (che gli immaginifici colleghi rapidamente avevano ribattezzato “il gran troione”) non si imparò una singola parola di italiano per compiacerci. Aprì con “Chao, Melano”, poi dritta fino alla fine in inglese. I suoi autori non tentarono nemmeno di farla sembrare spiritosa. In ogni caso il pubblico gridava istericamente per qualsiasi cosa dicesse: erano finalmente parte del media grande. Ma ok, torno agli appunti.

“Best Male, viene premiato da George Michael molto classy, sa cosa stanno pensando tutti, sorride. Vince Robbie Williams, va lì tronfio e divertente, dice “Damn right, too!”
(battuti Eagle-Eye Cherry, Ricky Martin, Puff Daddy, Will Smith)

“Best Group: presentano Donatella versacci, per una volta non solo inguardabile, ma anche inascoltabile. Pintu (Del Piero, ndr) carino ma impacciatissimo. Il miglior gruppo sono le Spice Girls. Sono venute qui in 2 da 5 che erano. Sono qui le 2 tranquille”.
(battuti Beastie Boys, Backstreet Boys, Spice Girls, All Saints, Garbage) (sì, i Garbage)

“Madonna. Capelli neri, tutta nera. Canta male. Dal vivo. The power of goodbye”.
Lei era reduce da Frozen, il disco che le salvò la carriera, grazie al quale entrò nella fase dell’onnipotenza. In quell’occasione cantò quel tipo di canzone che piace solo a lei e alle paze, paze madonnare. Molti fecero smorfie per le note non prese, come se non l’avessero mai sentita dal vivo. Comunque un collega più anziano di me si girò e ci disse: “Se la gioca col mio setter irlandese”. Il giorno dopo, il suo giornale sottotitolò “Madonna porta un po’ di magia nel Forum”.
Al pubblico comunque non interessava, gridavano tutti. E gridavano, e gridavano.
POI, quando si andava in pubblicità, la telecamera staccava, tutto si fermava, e non gridava più nessuno.
Era un po’ surreale e un tantino brutale. Ma d’altronde, l’orgasmo era riservato alla diretta.

In ogni caso molti, a partire dal mio capo, mi dissero che in tv tutto era sembrato avere un gran ritmo.

“Busta Rhymes. Intermezzo comico. Se ne può fare a meno”.
All’epoca in Italia non se lo filava nessuno e lui era molto ridicolo, vestito come un power ranger, però ricordo che avevo cambiato postazione, e vicino a me tre modelle americane saltavano e si sbracciavano e sbraitavano come se fosse arrivato Elvis portato in carriola da John Lennon.

“Best Rock video. Boato per Marilyn Manson. Non per Garbage, FLC (ndr: Fun Lovin’ Criminals), Rammstein. Un po’ per Smashing Pumpkins. Grosso boato per Aerosmith. Che vincono. Videomessaggio di tre secondi. La gente canta”.
Questo è uno dei ricordi più nitidi e in fondo carini che ho, perché quando partì I don’t wanna miss a thing, il pubblico, per l’unica volta nella serata, credo, si unì spontaneamente. Era un pezzo che in quel momento era trasversale. E la gente la voleva cantare. Musica, capite? Canzoni!
Oh, no.
Lo stupido pubblico doveva solamente adorare, ADORARE.
Adorare lo show. 
Sicché il troione (pardon) interruppe l’idillio annunciando Doltchi en Gabani e Ronan Keating per il premio al Best Female Video. Ora, Doltchi en Gabani a quell’epoca erano due che facevano vestiti, e non ancora due maestri del pensiero e dell’eccellenza e della filiera. Così, riscosse più consenso il leader degli scarsi Boyzone, spintissimi in quel momento dalla stampa britannica, persino da Q Magazine, che cercava di renderli simpatici e scavezzacolli.

“Dal pubblico Ronan, Ronan. Tra le canzoni ci sono Torn e Titanic. Però a premiare sono D&G e l’hanno fatta venire fin qui, quindi mica possono premiare qualcun altro”.
(ndr: vinse Madonna. Sapete, She’s Madonna)
“Thank my record company, WEA, Mtv, my fans”. E se ne va.

“Jenny: You want Passion, politics, you want great r’n’r, you got it, it’s the manic street preachers”.

Notate la assoluta mancanza di sale nelle presentazioni della McCarthy? Ve l’ho detto, nello scorso secolo eravamo pre-ironici. Comunque, aneddoto sui Manic Street Preachers.
(mi spiace, vorrei averne uno su Madonna) (magari per la seconda puntata me lo invento, tanto mica potete smentirmi)
Tra una pausa pubblicitaria e l’altra, visto che duravano quanto un album di Battiato, correvo nel backstage a controllare se mi ero perso qualche gossip. Incrociai quello lungo dei MSP, Nicky Wire. Mi riconobbe perché qualche mese prima avevamo parlato a lungo di calcio – era l’epoca in cui il calcio inglese scopriva gli italiani che qui avevano finito, tipo Zola o Attilio Lombardo. Insomma, gli dissi: “Ti diverti?” 
Lui rispose: “Be serious”.
Poi mi guardò come per chiedere scusa, per dire qualcosa di meno sentenzioso. Alzò le braccia veramente lunghe, una delle quali reggeva un grosso calice; annuì e mi disse:
“Only one thing worse than being here. Only one thing in the universe worse than this ugly, miserable, crap… Not being here”.
Allargai le braccia anch’io. Le allargò di nuovo anche lui.
E poi fu portato via da un severissimo discografico italiano che mi guardò con solerte disprezzo.

“B*witched e uno degli Ace of Base a premiare il Northern Select – vince Eagle-Eye Cherry, perché è svedese (haha)”.
(scusate, ma non esisteva il LOL)
Confesso di non aver alcun ricordo di questa scena, probabilmente mi sono appuntato il tutto ma ero ancora dietro le quinte. Non ricordo nemmeno bene chi fossero le B*witched e perché volessero imporcele. Dopo tutto, avevamo la nostra parte di sfigati. Anche se il pop italiano all’epoca non andava così bene. Era il decennio di MiticoVasco, MiticoLiga, Litfiba. Laura Pausini non era ai massimi (era succube di Giorgia, oh sì) e Jovanotti era nel suo secondo declino; Tiziano Ferro era ancora giovane e pingue. Invece ricordo abbastanza bene gli AQUA!!! Era il loro grande momento, e proposero una medley dei loro maggiori successi – e che ci crediate o no, non durò 2 secondi. Anzi, fu interminabile. E fu abbastanza imbarazzante.

“Aqua. Tremendi. La Universal sta chiedendo troppo”. 

Non scrissi altro. Non pontificavo molto allora, vero? Però mettetevi nei miei panni, stavo rimbalzando nel Forum come un pallone da basket – mentre quasi tutti i colleghi erano in pieno rito dionisiaco. Comunque, forse con gli Aqua e forse quella sera iniziò a consumarsi lo scisma musicale tra 13enni e ventenni, perché fino a quel momento anche le persone con diritto di voto erano un target della musica pop: se avevate vent’anni allora non potete dirvi estranei a nessuno degli artisti che ho citato. Gli Aqua radiofonici erano ancora plausibili. Ma vedendoli, si prese atto che non erano difendibili. E guardacaso, nel giro di pochissimi anni Mtv, dopo aver tentato di salvare capra e cavoli (TRL di giorno e Massimo Coppola la sera tardi) decise che la TV va bene, ma della Music se ne sarebbe più o meno lavata le mani – e questo prima dell’avvento di YouTube a rilanciare il concetto di video. In base a qualche evidente intuizione avantissima, iniziarono a trasmettere programmi che erano una sfida al concetto di evoluzione darwiniana, imperniati sulle vicende di giovani che avrebbero dovuto essere soppressi. L’intuizione pagò: passarono dall’1,3% all’1,29% di share.

LA PROSSIMA SETTIMANA: L’AFTER PARTY!!! LE STAR E I MEDIAPEOPLE!! E I CALCIATORI!!! WOWWW!!!

Sì, non riesco a far stare questa roba in una sola puntata.
Quindi vado velocemente con

“Best Pop. Busta e EagleEye per il clash of titans delle boy-band (ndr: Boyzone, Aqua, 5ive, Backstreet Boys, Spice Girls. Essendoci queste ultime in gara, non c’era dubbio). Le due tornano sul palco. Parlano persino meno di prima. Mel C ringhia “Spice Girls FOREVER!!!”.
(ndr: si sciolsero l’anno successivo)

Poi leggo sugli appunti: “Premio ai migliori tedeschi. Vincono due tedeschi”.

Mtv per mostrare la sua magnanimità nei confronti del continente europeo aveva dei premi locali, e quello per la Central Europe andò a un disco dell’attrice Franka Potente (relativamente nota all’epoca per Corri Lola, Corri) che non corse a Milano a ritirarlo. Si presentarono invece due tipi vestiti da contadini. E non so perché, incappai nelle loro figure un po’ desolate – e tendenzialmente ignorate – più volte nella serata. Li premiarono Nek e Saffron dei Republica. Lei è durata due-tre anni. Lui vende dischi da più di venti. Bella lì, Neviani.

Qui c’è una parte dei miei appunti che sono dovuto andare a verificare, perché all’epoca non mi era sembrata rilevante. Oggi lo è.

“Pras Michael canta Ghetto supastar. Abbastanza divertente. Si butta sulla folla”.
(poi, aggiunto dopo)
“Dalla Columbia fanno notare che che ha usato come coriste le Destiny. Boh”.

Le tipe non erano così celeberrime, da noi: erano tre sgallettate r’n’b che avevo intervistato una mattina, sfattissime e poco loquaci, in un albergo di piazza della Repubblica: Kelly Rowland, Michelle Williams, Beyoncé Knowles. Se c’è qualcuno tra il pubblico oggi che era lì quella sera, un appello: erano loro, quelle sul gruppo di divani bianchi preclusi ai bianchi (eh!) all’after party? E nel caso, chi era quella vestita di bianco che stava sotto un tipo vestito di nero che aveva le sue mutandine in testa?
…Ve l’ho già detto che non esistevano gli iPhone, vero? Si potevano ancora fare certe cose.
Oh, non guardate me. Io stavo lavorando. E pensando a quando, un giorno, avrei descritto a voi cotanta Suburra.

COMING UP NEXT: R.e.m., Bluvertigo, Prodigy, Ronaldo, Natalie Imbruglia, risse leggendarie e il giornalista che con una delle All Saints fece cose santissime su una scalinata. O perlomeno, questo ci raccontò.

SECONDA PARTE – quella col party e le scene di debosceria: http://www.amargine.it/in-prescrizione/milano-mtv-europe-awards-1998-i-doni-morte-parte-seconda/

L’Olimpo del pop

L’Olimpo del pop

TITOLO VERO: “Le dieci canzoni pop che non ti aspettavi: quelle che hanno cambiato la storia, lasciato il segno, e comunque sono sicuramente meglio della musica che ascolta Madeddu” (note (di) amargine: salve a tutti) (per la seconda volta nella sua breve vita, questo sito 

48 ore

48 ore

U2, Songs Of Innocence, rassegnazione (mia)

TheClassifica 28 – Bruce, lì.

TheClassifica 28 – Bruce, lì.

Springsteen. Di nuovo.
Ma forse dovrei dire: “Gli springsteeniani. Di nuovo”.
Io ho un rapporto drammatico con tutti i fan. Specie quelli della gente che apprezzo personalmente. Me compreso. Anni fa per farmi dispetto alcuni miei lettori hanno fondato il mio fan club, un forum all’interno del quale mi zimbellavano senza posa. Chissà, forse dipende dal fatto che sono un uomo arido. Okay, sono la Valle della Morte. Però i fan sono estenuanti. E so perché. I fan amano. E amare, vi sarà pur noto, rende ebeti. E fieri di esserlo. Ma una lunga coesistenza provoca lunghe faide: io coi fan di Springsteen ci duello come Keith Carradine con Harvey Keitel, fin dal 1987, quand’ero garzoncello in un negozio di dischi e uscì Tunnel of Love, dischio un po’ cacchioso, che per primo sviluppò nei fan del Boss l’agiografia acrobatica. Da allora so che per lo springsteeniano, gli album dell’Eroe si dividono in due categorie: 1) quelli che illuminano un mondo frigido e oscuro, e 2) quelli che, a ben guardare, illuminano un mondo frigido e oscuro. 

Però se già lo so, che voglia ho veramente di rompere le scatole alla gaudiosa moltitudine di genuflessi al 64enne paparone del rock? Contenti loro, contenti tutti. E nel loro e nel mio bicchiero si sommerga ogni pensiero. No?

Naturalmente, NO. Io devo pur comunicare con voialtri che, come me, brancolate nel buio. Arriveranno altri insulti? Li fronteggerò con indicibile tempra. Andiamo adunque per puntolini!

1. High Hopes, mostarda bossiana della quale il mondo forse sentiva il bisogno
2. (ma forse no)
3. è fondamentalmente l’unico disco uscito nella settimana dal 13 al 19. Insieme al Concerto di Capodanno 2014 diretto da Daniel Barenboim (n.51).
4. Bruce Springsteen piace a Beppe Severgnini, che ne scrive a profusione. Ogni tanto penso che questo sia l’argomento finale non solo su Springsteen, ma sul rock tutto. Ma forse è un problema mio.
5. Durante la settimana in cui High Hopes è uscito e andato al numero uno (scalzando MiticoLiga, ora n.2) senza che nessuno avesse di che snobbare, RaiUno ha trasmesso la reunion di Al Bano e Romina, scatenando i sarcasmi sulla irrimediabile vetustà dei protagonisti e dei Totocutugni loro ospiti.
(…capite cosa intendo, vero?) (ok) (ma ora arriva il colpo al cerchio che scuote la botte insiem)
6. Springsteen si porta sempre dietro, oltre che il soprannome “il Boss” (che lui, e quindi anche i devoti, maltollera) anche quella frase: “Ho visto il futuro del rock e il suo nome è Brùs eccetera”. Ebbene. Rimane vero. Il futuro (il presente) del rock è questo: un disco prescindibile più che mai mantecato di passato, con rivisitazioni di brani di artisti rimasti ai margini del grande giro (Saints, Suicide, Havalinas) essendo ormai stati rivisitati tutti gli altri, nonché rivisitazioni di se stesso (lo spettro dello spettro di Tom Joad), con ricchi e riccamente improbabili featuring. E il futuro (il presente) del rock è anche la sostanza del prodotto precedentemente noto come album: un gioviale pretesto per tornare negli stadi a concedersi in un bagno d’amore con diritti di prevendita. Più importante ancora, però, esserci. Perché prendersi pause di due anni come usava in epoca pre-social, è fatale: basta un anno senza manifestarsi in qualche modo, in questo clima twittoso, che non solo la subdola accusa di obsolescenza e vecchiezza inizia a impazzare sul web, ma anche la fan base medesima perde contatto e slancio. Penso che sia successo a David Bowie. Molti dei suoi esegeti non si sono curati di ascoltare The Next Day. Con tutto che i fan di Bowie in teoria dovrebbero essere diversi da quelli dei Rolling Stones – sapete, il kamaleonte ke si rinnova kontinuamente eccetera. Non dovrebbero aver fame di classici, bensì di nuove encicliche. Incidentalmente, Bowie è al n.100 della classifica italiana ora. Ma non con l’ultimo album. Con la raccolta Best of Bowie. A margine: ci sono 33 raccolte in classifica. Due di queste sono in top ten (Mika, n.3, Laura Pausini, n.4).
7. Springsteen naturalmente è al n.1 ovunque. Usa, Uk, Germania, Francia. E tuttavia, uscire a gennaio consente per esempio di andare al n.1 negli Stati Uniti con sole 95mila copie. Sotto Natale, non ci sarebbe stata gara: Beyoncé ne ha vendute più di seicentomila solo su iTunes. Il principale concorrente del Boss in patria in questo momento è la colonna sonora di Frozen, già in giro da un po’,ma capace di vendere 85mila copie questa settimana. E la 25ma raccolta Kidz Bop, canzoni per bambini, come forse potevo risparmiarmi di specificare. Però quello che rimane è il poter comunicare ufficialmente che con questo numero uno, ha superato Elvis. E’ una bella cosa da far dire ai giornali e agli speaker radiofonici.
8. Mentre l’album più venduto rimane sotto le centomila copie nella settimana dell’uscita, il singolo più venduto in America, Happy di Pharrell Williams (uscita più di due mesi fa) ha totalizzato 118mila copie, sempre in quella settimana lì (complessivamente, siamo a 650mila copie, se ricordo bene). Ebbene sì: abbiamo fatto il giro completo, siamo nel 1964.
(…da noi però Happy è al n.2. Al n.1 c’è il grasso sassofono che traina Jubel, il pezzo dance-hippy dei francesi Klingande)
9. Ma intanto, i fan di Springsteen possono levare i palmi delle mani alle sfere celesti e ottundersi di beatitudine per le nuove notizie: Springsteen metterà in vendita altre prove del suo amore per loro, sotto forma di braccialetti USB (a 40 euro, gira voce) contenenti gli ultimi concerti, e forse il fatidico annuncio dell’ennesimo ritorno negli stadi italiani.
10. Qui mi verrebbe da anticipare i commenti – scrivendo quante volte ho visto Springsteen dal vivo, e quanti dischi suoi ho acquistato, e quanti suoi pezzi sono sul mio lettore mp3 quindi lasciatemi stare – robe così. Ma perché dovrei farlo, in fondo.

Con questo, affrettiamoci verso l’uscita dal tunnel dell’amore scambiandoci flautati commenti sul fatto che a parte il Boss, la classifica è ancora uguale a quelle prenatalizie. Delle prime quattro ho già detto, la top ten è completata da One Direction, Elisa, Giorgia, Emma, Marco Mengoni, Modà. Nomi familiari, vero?Essendoci una sola new entry tra le prime 50, e al n.1, qualcuno deve pur retrocedere dalla prima diecina, ed è Sandrina Amoroso.

E tuttavia prima di mettere giù, non posso non informarvi su The Dark Side of the Moon: sale dal n.50 al n.44.

PS
Mario Christmas, il disco di Natale di Mario Biondi, scende. E’ al n.60.
PPS
Nella settimana dal 13 al 19 gennaio.
PPPS
Mettete giù voi? Ciao.