Tag: Benji e Fede

The great tormenton swindle

The great tormenton swindle

Tempo di mettere ordine sull’italico bagnasciuga.

Ed Sheeran rompe il giocattolo – ClassificaGeneration, stagione III, ep. 22

Ed Sheeran rompe il giocattolo – ClassificaGeneration, stagione III, ep. 22

Il suo elettorato non é disposto a seguirlo dappertutto. A differenza di altri leader.

Classifica Generation, stagione II episodio 5. Governo Pausini

Classifica Generation, stagione II episodio 5. Governo Pausini

Laura Pausini con l’album Fatti sentire si trovava al n.1 in Italia il 16 marzo, subito dopo le elezioni. Dopo nove mesi di Governo del Cambiamento, Laura Pausini si trova con Fatti sentire ancora al numero 1. Certo, è pur vero che in questi nove mesi solo due persone più anziane di lei sono salite sul gradino più alto del podio, e sono Mina ed Eros Ramazzotti: di fatto, qualcosa è cambiato, nelle charts hanno preso il potere tutti questi giovani ministri che un paio di anni fa non avevamo mai sentito nominare (e qualcuno pure adesso, eh). Se si eccettua un paio di rapper senatori (Eminem, Gué Pequeno) il 2018 ha portato la classifica degli album FIMI verso i 20enni. Un po’ con le cattive, forse, ma chi sono io per discutere il rimodellamento volontario di un intero comparto industriale. Se il cambiamento nella percezione dato dalle nuove metodologie gli porta anche soldi, hanno ragione loro.

In ogni caso ci vorranno ancora due settimane prima di avere la visione definitiva: la settimana che si chiuderà il 21 dicembre ci porterà il dato non roboante ma non trascurabile sui compact disc più regalati per Natale. Va sottolineato che il primato della diva è stato ottenuto ai danni dell’ex numero 1 Marco Mengoni, che pure si è sbattuto non poco nella seconda settimana di vita del suo Atlantico: si è manifestato in firmacopie a Pontecagnano Faino, a Bari, a CIttà Sant’Angelo, a Perugia, a Ravenna – mentre Lady Pausa non ha fatto alcun instore. Le è bastato schioccare le dita, perché i fan comprassero la nuova versione di un disco che la settimana precedente si trovava al n.56; lui si accomoda al n.2.
Ma per ora vi rivelerò un paio di cose delle quali solo un vero ossessivo può accorgersi. La prima è che ci sono due album che sono tornati in testa alla classifica a fine anno in edizione speciale dopo esserci stati a marzo: sono quelli di Benji & Fede e Laura Pausini, a dimostrazione che puoi vendere lo stesso prodotto due volte allo stesso pubblico qualunque sia la sua età: l’importante è il rimodellamento, il senso di avere qualcosa di DELUXE.

(faccio un esempio del tutto a caso – quanta gente ha la sensazione che l’attuale Grande Capo dell’Italia sia in fin dei conti un soggetto nuovo, quando sono già 15 anni che il lazzarone ormai miliardario è stato eletto al Parlamento Europeo?) (la verità è che quello al n.1 adesso è il Salvini DELUXE) 

Ma non finisce qui! Se comunque volessimo sostenere che Benji&Fede e Lady Pausa sono stati al n.1 con prodotti diversi, io rilancio e vi dico che possiamo aggiungere agli artisti che hanno ottenuto questo risultato anche Irama (il 1 giugno con Plume, il 19 ottobre con Giovani). Ed è un risultato che è stato ottenuto solamente da artisti Warner. Immagino che se non siete addetti ai lavori la cosa non vi susciterà particolari curiosità. Non so darvi torto, l’ho fatto notare solo per riaffermazione machista del mio signoraggio sulle charts italiane, per intimidire la concorrenza. Sì, sono il rappuso delle classifiche.

Resto della top 10. Va detto che sono scattati diversi reboot natalizi (e non vengono tutti da Warner): Possibili scenari per pianoforte e voce di Cesaretto Cremonini torna al n.3 (dal n.42 di Possibili scenari), mentre Rockstar (Popstar edition) di Sfera Ebbasta si accomoda forse un po’ più basso del previsto, al n.4 (la sua versione gennaio-novembre, Rockstar, era n.14). Con l’approssimarsi delle Feste la top 10 alza la sua età media: dietro a Salmo (n.5) e ai Maneskin (n.6) tengono botta Mina, Eros Ramazzotti, i neoentrati Coldplay con il Live in Buenos Aires, e Giorgia.

Altri argomenti di conversazione. Gli album che escono dalla prima diecina lo fanno in modo un po’ rovinoso: Capo Plaza passa dal n.7 al 22 (ma era lì da un bel po’, a onor del vero), Renato Zero dal n.6 al 25 e Gazzelle dal 9 al 34 (ambedue erano usciti invece sette giorni prima), mentre la versione DELUXE di Carl Brave scende in sette giorni dal n.10 al 39.
Tra gli album che escono dalla top 100, Liberté di Loredana Berté, dopo 10 settimane, Ernia dopo 11, Travis Scott (ex n.1) dopo 18 settimane, il live di archivio di Neil Young dopo una.
Debutto al n.21 per la ristampa di Ma cosa vuoi che sia una canzone di MiticoVasco, al n.29 per LP (un po’ basso, eh), 68 per Van Morrison e 73 per Gigi Finizio.
Gli album con oltre 100 settimane di militanza in classifica sono sempre tre: Hellvisback di Salmo (149 settimane), The dark side of the moon (110), VascoNonstop (109).

Sedicenti singoli. Torna al n.1 Salmo, stavolta con Il cielo nella stanza (feat. Nstasia), togliendo il primato a #HappyBirthday di Sfera Ebbasta; Salmo e Sfera si dividono la top 10 eccetto per i Maneskin di Torna a casa (n.3) e Anastasio che scende al n.4. In tutto questo, dopo tre settimane di permanenza, La verità di MiticoVasco è uscita dalla top 100. Curiosamente, è il brano più trasmesso dalle radio italiane secondo EarOne. Questo ci dice un sacco di cose: che il POPOLO la sta già sentendo per radio, non ha bisogno di sentirla in streaming. Che il POPOLO di MiticoVasco è più legato alle radio che allo streaming. Che il POPOLO non ne può più di sentirsi martellare da La verità per radio, quindi la rifugge su Spotify e soci.
Qualunque sia la vostra personale sensazione, vi faccio presente che su YouTube invece il video è andato bene (3,6 milioni di visualizzazioni). Quindi ok il gap tecnologico ma non del tutto, no? Certo, c’è da dire che su YouTube puoi VEDERE il Komandante. Lalalalalala, fammi vedere!!!

Miglior vita. In classifica ci sono undici album di artisti o gruppi guidati da artisti che hanno abbandonato questa valle di Off-White x Nike Air Force 1 “Black” & “Volt”, le tanto attese colorways al prezzo di 170 euro. Alla testa del manipolo i Queen, con la colonna sonora di Bohemian rhapsody al n.11 ma anche la Platinum collection al n.13. Però non crediate che la fascinazione per i cari estinti sia solo degli anzyani, c’è XXXTentacion in classifica con due album.

Pinfloi. Wish you were here RIENTRA al n.86. Entra, esce, entra, esce, entra, quanta indecisione, a riprova che il languore per l’assenza di un’opposizione è intermittente. Sale di una posizione The Wall (n.44), piccola impennata di The dark side of the moon verso il n.37, in corrispondenza con l’atteggiamento più conciliante del governo – e quindi anche del POPOLO – nei confronti dell’Europa. “With, without. And who’ll deny it’s what the fighting’s all about?”

Classifica Generation, Stagione II, episodio 2. Salmo responsoriale

Classifica Generation, Stagione II, episodio 2. Salmo responsoriale

Uno dei rari casi in cui questa rubrica parla bene del n.1. Ma non temete, già dal n.2 partono le allucinate invettive.

Dibattito animale

Dibattito animale

Posizioni scomode sullo stato di salute della musica nel 2018. Sono scomode per un motivo preciso: sono seduto male.

Noi, Noyz and all the Boyz – Classifica Generation, Episodio XIX

Noi, Noyz and all the Boyz – Classifica Generation, Episodio XIX

Ogni tanto vi invidio. Sì, perché secondo me voi avete delle vite (relativamente) sensate, mica come me e gli altri saltimbanchi della gaia critica. Siete giusto un po’ incuriositi dalla musica – e magari anche dal rap, che in parte ha a che fare con la musica. Per carità, sempre di meno. Però ecco, quel che mi piace pensare è che a voi non venga in mente di perder tempo a cercare di farvi una ragione del rap italiano del 2018. Siete abbastanza furbi da lasciarlo fare a noi strampalata compagnia di giro, noi che siamo portati
(occhio, non uso la parola “costretti”) (mica mi pagano, né mi costringe nessuno minacciandomi con un armadillo)
a tirare le somme di cosa succede là fuori, per insanabile e insana smania – e quindi orbene anche a farci una ragione di quanto sta succedendo nello scontro generazionale fra trap e l’ormai adulto rap italiano coi suoi esponenti ormai consacrati e giunti al secondo o terzo album piazzatosi n.1 in classifica.

Il punto è che fare i presunti critici è diventato bizzarro (sempre divertente, veh – ma straniante) perché se IO mi permetto di trovare qualcosa che non mi torna in un giovane trappuso, è facile che dalla compatta pattuglia dei critici under 30 mi si cannoneggi con il salace proietto della vecchitudine. Questo mentre LORO, per sbarazzina convenienza, si guardano bene dal sollevare obiezioni, anzi forse non ne vedono neppure, perché così come il voto, così come i consumi, così come i follower, il successo giustifica ogni cosa a posteriori, il successo è stupendo di per sé (…mica si è Nativi Defilippiani per caso). Fateci caso, queste cose nel calcio non succedono: se Kalinic è un insulso castrone puoi dirlo sia a 20 che a 40 che a 60 anni. Ma questo non è un giuoco, e io mi guardo bene dal dire che Young Signorino è la trollata che supera a destra e a sinistra la povera, a sua volta già anzyana Myss Keta: se mi azzardo, mi si rinfacciano l’anagrafe e la nostalgia.
Quando poi non ho nostalgia di nulla, essere nostalgici è più irragionevole che credere ad Hailé Selassié; l’unica cosa di cui personalmente potrei aver nostalgia è forse il tempo in cui Noisey mi faceva schifo. Invece al di là della consueta furberia da fenici, ci vedo sempre più spesso dei ritratti di rapper fatti così bene che mi chiedo come mai gli album dei rapper siano poi così scarsi. Voglio dire, Noyz Narcos (il nostro nuovo n.1 in classifica) dice cose più interessanti da intervistato che nei suoi testi

(…dopo un po’ fatico persino a distinguere quando dice mmmerda da quando dice mmmmmmerda rispetto a quando dice mmerdah!) (ce n’è più nei suoi pezzi che sui marciapiedi di piazza Bruzzano, dove ogni due appartamenti c’è un pitbull incontinente e un proprietario che lo usa per mandare messaggi in codice ai suoi spacciatori)

Ma torniamo a noi. Enemy di Noyz Narcos, che ha debuttato al n.1 della classifica dei presunti album, ha musicalmente la mia attenzione. Mi fa molto piacere, perché col rap italiano mi capita sempre meno. Ma quanto alle parole, le cose più interessanti non sono in rima, sono quelle che gli cava Elia Alovisi (che non conosco affatto, non pensate sempre male di me. Anzi, gli voglio del male perché odio fare complimenti ai giornalisti musicali, quasi quanto odio parlare bene di Noisey. Che mi fa schifo comunque). Per esempio:

«La musica, e soprattutto il rap, ha preso una deriva diversa da quella che era prima. Non che prima ci fossero luminari a scrivere canzoni, non ci sono mai stati. Nel mio caso ho sempre cercato di mettere in musica qualcosa di più di “Sono bravo a fare questo e quell’altro”, che è comunque il gioco del rap. Chi non c’aveva un cazzo da dire ci stava pure prima. Ma se dici qualcosa i concetti si riducono davvero a quelle quattro cose. Se io nomino una serie di marche di abbigliamento la canzone è fatta, capito? Ti può anche interessare da morire, sarà la roba che ti fomenta, ma è un po’ triste vedere che le uniche cose che contano siano il vestiario e quant’altro. Prima nel rap trovavi qualcosa d’altro. Vero è che anche nella nuova generazione molti parlano di vita, di storie, cose che si erano un po’ perse nel tempo. È rientrata una componente più figa e real. Ma sembra che nella musica non ci sia proprio più bisogno di dire niente».

Ah, vecchio Noyz, non ti senti vecchio a dire queste cose, eh? Eh? EH?
Nella Mia Umile Opinione nella musica c’è ancora bisogno di dire un sacco di cose. Ma c’è un po’ di paura a provare a dirle. Chi lo sa, forse il rischio è di diventare radical-chic, di essere intellighentzia – forse è colpa degli istituti tecnici, della forbice, e di tutte quelle robe descritte da Michele Serra sulle quali da una settimana ci si accapiglia come se la campagna elettorale fosse ancora in corso.
(…e in effetti)
(lo è) (è SEMPRE in corso) (a chi frega del Governo, su)

Resto della top 10. Eco di sirene di Carmen Consoli entra al n.2 – e tanto basta a rimandare Laura Pausini al n.3. Ingresso al quarto posto per Molto più di un film della seconda Carta di Maria De Filippi (Federica) (dopo Marco). Iniziano la discesa Benji&Fede (n.5), esce con grande rapidità dalla top 10 Motta (dal n.5 al n.16), e subitissimo fuori anche i 30 Seconds To Mars (dal n.2 al n.23). Peccato che anche Mezzosangue sia scivolato fuori (è al n.11) perché se avesse tenuto lui il n.10 invece di Ed Sheeran avremmo avuto una top ten con dieci italiani, divisi in un 50% di rappusi, 40% di donne, e 10% di Benji&Fede.

Altri argomenti di conversazione. Due gli album in tripla cifra, e sono la raccolta di TZN Ferro che è al n.53 ma campeggia da 177 settimane nella top 100, e Hellvisback di Salmo che nella sua 115ma settimana di permanenza saltella verso l’alto al n.60.
Singoli. Siccome la razzente passionalità dei giovani rifugge sdegnosa da ciò che è vecchio, Non cambierò mai di Capo Plaza è diventato vintage in una settimana: è il caso più fulmineo di canzone che debutta in vetta, e sette giorni dopo è già fuori dalla top ten (n.14). Torna pertanto al n.1 X di Nicky Jam & J Balvin e il loro immaginifico, fantasioso, ispiratissimo regghetòne, che è poi la forma di governo preferita dagli italiani che essendo il popolo hanno ragione. Ta-pum, taa-pum. Ta-pum, taa-pum. E così via, per ore, mesi, anni – da ore, mesi, anni.

Miglior vita. Al n.28 Giorgio Gaber guida il gruppo di artisti o gruppi guidati da artisti che hanno abbandonato questa valle di consultazioni; sono solo sette, con Nevermind motore immobile – credo sia al n.65 da sei mesi, il Paese riceve un gettito costante di A mulatto, an albino, a mosquito, my libido.

Pinfloi. Più irregolare invece il comparto floidistico, con The dark side of the moon che sale di 10 posizioni al n.38, chiaro indicatore di un bisogno di risposte tra i giovani, mentre The wall scende dal n.69 al n.75 e Wish you were here scende al n.90. Farò finta che quest’ultima notizia non mi sollazzi e la interpreterò, come farebbe chiunque, come una preoccupata domanda di riforme credibili, giacché il Paese non può più aspettare.
No, non è vero, prendetevi tutto il tempo del mondo, il Paese è un babbione – ma non è colpa sua, ci sono le solite responsabilità della Sinistra. A proposito, sta arrivando il concertone del Primo Maggio. Presentano, Ambra Angiolini & Pupazzo, de Lo Stato Sociale. Farei fatica a indicare chi tra i due sia più noioso e ferocemente indicativo della necrosi della Sinistra ma immagino che grazie a loro già dal 2 maggio i sindacati avranno un boom di iscrizioni, no? E tutte tra i GIOVANI.

Mina mena! – Classifica Generation, episodio XVIII

Mina mena! – Classifica Generation, episodio XVIII

Top ten tutta italiana, fatta eccezione per la n.1 che è svizzera.