Polemistan, cap. IX – Le migliori polemiche del gennaio 2018

So che state pensando che sta per iniziare Sanremo e come la Santa Pasqua monderà il mondo dai peccati regalandoci la speranza di un ritornello più giusto. Ma non è giusto affatto! Le polemiche di gennaio non meritano questa fine, dopo che per mattinate intere hanno visto fronteggiarsi i migliori di noi sui media sociali e asociali. Io le terrò in vita, le griderò nella notte, le scriverò nei commenti ai ristoranti su tripadvisor. A cominciare da Claudia Lagona e Rosalba Pippa.

1. Arisa vs Levante (including: cereali). Vorrei far raccontare questa cosa dall’articolo di Vanity Fair che presumo (spero) fosse d’accordo con le due dive gioppine. “Arisa, la cantante di origine genovese dai capelli corti e dal look duro e androgino, è ritornata alla ribalta di recente grazie a Vasame, pezzo incluso come colonna sonora del film Napoli Velata di Ferzan Ozpetek”
(…e chi non sogna una ribalta così?)
“e ha sfoggiato uno stile che per certi aspetti sembra già visto.Non si può non notare che in questa nuova versione di sé Arisa, 35 anni, ha preso ispirazione, anche se inconsciamente, proprio da Levante, 30 anni, l’ultima icona di bellezza italiana che ha spopolato sui social e in tv”.
(sì, spopolato) (no, non spappolato)
“Sì, perché se ci fate caso le due cantanti interpretano lo stesso canone estetico, un po’ Mina, un po’ Maria Callas e un tocco di Cleopatra. Puntano entrambe sul fascino intramontabile dei capelli lunghi e scuri che incorniciano il volto cadendo liberi sulla spalle, sul naso importante che vive in armonia con il resto del viso, sugli occhi grandi e magnetici da tenero cerbiatto e sulla bocca sexy e carnosa che viene voglia di mordere”.

Beh, nella vita ho letto scritti più aberranti, ma provenivano tutti da gente che subito dopo si è tolta la vita in modo cruento. Comunque dopo una fase a discreto intrattenimento in cui Arisa introduceva nel catfight l’idea dei “cereali sottomarca”, le due rivelavano una beffa – vera o concordata in corso d’opera – ai follower e ai media boccaloni. “Ci siete cascati tutti”.


Non ho cuore di dirvi come siano andati in classifica l’ultimo album della icona di bellezza italiana, né la raccolta della cantante di origine genovese. Diciamo che da questo punto di vista ci sono cascati in pochi.

2. Fedez vs Castellitto vs Corriere.it (include: altri cereali). E questa a me sembra più farlocca ancora, ma per dovere di cronaca tutto parte da un’intervista all’attore noto per la versatilità nel fare da trent’anni la stessa faccia – intervista alla quale Corriere.it dà un titolo tanto gratuito quanto irresistibile: “Fedez cantautore ? Ne deve mangiare di pasta e fagioli”. A quanto pare la domanda, in un’intervista riguardante una fiction di RaiUno su di Rocco Chinnici, era se Castellitto preferisse Fedez o De Gregori
(come si vede, che in quella redazione lo spirito di Montanelli e Biagi ispira la gioventù)
Al che Fedez ha replicato, non senza due etti di ragione: “Evidentemente questa nuova fiction su Rai Uno di Castellitto è così interessante che nel titolo mettono me”. Dopo di che, invece di toccarla piano, suona il campanaccio come suo solito: “Io sembro mitomane e autoreferenziale, ma se dicessero anche a me di scegliere tra De Gregori e Fedez, anche io sceglierei il maestro De Gregori, con il quale ho avuto l’onore e il piacere di condividere un palco. Ma che domande sono ? Comunque, vi do un consiglio da nativo digitale
(uh-oh)
“Se dovete promuovere una testata che non si fila nessuno, create dei contenuti interessanti, non fate dei titoli pretestuosi, perché tanto quell’intervista di 11 minuti me la sono guardata solo io, e mi sono pure rotto le p***e a metà”.
(LOL)
“Siccome poi ogni volta però mi devo sempre prendere la m***a gratuita da chi si deve fare la promo facile, fatemi dire un attimo una roba autoreferenziale, fatemela menare: un articolo che si sarebbero visti in due persone lo metto io sulle mie instagram stories con un milione e mezzo di visualizzazioni.. e avete vinto voi”.

Elegante come sempre – non a caso,è fashion icon – ma non so dargli torto. Comunque dai, hanno vinto loro, ha vinto lui, vinciamo anche voi e io che da tutto questo abbiamo imparato molte cose, anche se stiamo per dimenticarle in un battibaleno (incidentalmente, secondo la Treccani questa parola “composto di battere e baleno, ricorre solo nella locuz. avv. in un b.”) (in altre parole, il battibaleno non esiste, io pensavo fosse un fenomeno atmosferico) (non azzardavo sperare che fosse il maschio della battibalena). Passiamo allora ad altri nativi digitali.

3. Orietta Berti vs il partito di governo vs Roberto Vecchioni. La bonaria cantante, al Giorno da Pecora di RadioUno (sempre la Rai di mezzo, eh) dice che voterà Movimento Cinque Stelle e che Di Maio è bellissimo. Il deputato del PD Boccadutri espone un esposto all’Agcom per violazione della par condicio. Di Maio balza sulla palla al balzo: “Grazie a Dio in Italia c’è ancora libertà di voto, di espressione e di parola. Siamo davanti a un’intimidazione bella e buona nei confronti di un’artista da parte del partito che, pur essendo minoranza nel Paese, controlla la Rai e il governo. Orietta Berti è un’icona della musica italiana e dell’Emilia Romagna, è una donna che non deve dire grazie a nessuno
(ah)
e nessuno può pensare di discriminarla per le sue idee politiche, è suo diritto esprimersi e parlare liberamente”.

Chissà come ci è rimasto male Fabio Fazio che la ospita da due decenni. Ma la cosa buffa è che mentre Elio Vito (ve lo ricordate?) dice che la norma, per quanto illiberale (e vi ricordate questa parola?) va applicata, nel PD scatta la consueta corsa all’afflitta autocritica, e chi poteva esprimerla meglio di Roberto Vecchioni! “Orietta tutto il Pd unito attraverso la mia voce, e tu mi conosci e sai che sono sincero, ti chiede scusa. È una cosa importante, Orietta è una persona straordinaria, un personaggio notevole. La amo”.

Nessuno pubblica un esposto contro Vecchioni che parla a nome di tutto il Pd unito attraverso la sua voce. Ma chiude il tutto Orietta stessa: “Se il mio voto fa paura, siamo messi male”. Sì, un po’ lo siamo. Ma basta politica, alleggeriamo.

4. Luca Marinelli vs De André vs l’accento ligure. Nel film Principe libero, coprodotto dalla Rai (ancora!) e benedetto dalla sempre benedicente Dori Ghezzi, manca solo che De André tifi per la Màggica e componga Er barcarolo va sur fiume Sancrìcché. Però non stiamo a fare gli schizzinosi, decenni di cinema e serie tv ci hanno chiarito che nelle scuole di dizione italiane la prima lezione è dedicata ai mille modi di porgere l’imperativo “Daje!”. Se la voce di Marinelli non vi piace, guardatelo in inglese coi sottotitoli come facciamo noi snob.

5. Paura e delirio su twitter. Furenti focolai dovuti a: Silvia Toffanin che a Verissimo definisce Riki capo degli Amiki “Eroe della musica”. Nel video de L’isola, Emma Marrone sfoggia una pelliccia. Ecologica. Ma viene insultata per tutto il mese. Damiano dei Maneskin invece non viene insultato per la pelliccia ma per un tatuaggio in cui Gesù ha la sua faccia: “Il mio tatuaggio non intende offendere nessuno nè tantomeno mancare di rispetto a nessuno”, garantisce. Benji & Fede vanno ospiti a 90 Special di Nicola Savino e cantano 50 special dei Lunapop, stonando un po’. E come trascurare Tiziano Zarantonello di Rollinston che redarguisce Tiziano Ferro e i gay che non cantano da gay. Ma tutto questo impallidisce di fronte a

6. Morganetto vs Ermal Meta e Fabrizio Moro. Incredibile, vero? Ospite di Red Ronnie, l’artista monzese (sapete, pare impossibile che si possano accostare queste due parole senza che una salti alla gola dell’altra) afferma che “Cioè il Sanremo di Baglioni lo vince Fabrizio Moro, che poi sta con Ermal Merdal. Cioè Meta, come Metadone”. E cioè, il metamessaggio giunge subito a Meta, che twitta commovente, ma inutilmente.

 

 

 

 

 

 

 

 

Affascinante comunque come ogni maledetto mese Morgandeibluvertigo riesca a entrare in questa hall of fame delle polemiche.

E ogni mese, riesce a sembrare lui il più scemo. Sicuramente è solo un’impressione.

 

4 Comments

on “Polemistan, cap. IX – Le migliori polemiche del gennaio 2018
4 Comments on “Polemistan, cap. IX – Le migliori polemiche del gennaio 2018
  1. Gli Offlaga Disco Pax con le canzoni Robespierre e Piccola Pietroburgo ci hanno insegnato che Orietta Berti viene da Cavriago, una delle città più ideologicamente comuniste.

  2. Frizzantissima questa puntata!
    Arisa vs Levante: volano stracci.
    Fedez: non comprerei mai un suo disco ma una cena la farei volentieri.
    Orietta: una cena anche a casa sua
    Morgan: artista monzese. Come me

    Grande Madeddu!

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