Polemistan 7 – Le migliori polemiche del novembre 2017

A Novembre l’estate è finalmente finita, e la gente come è naturale e sano che sia invece di andare in giro se ne è stata in casa a polemizzare comodamente. E quale, il piatto più saporito in questo menu sciabordante?
Allora, tanto per cominciare: Morrissey ha dichiarato
(…no, no, sto scherzando) (le polemiche messe in piedi da Morrissey mi annoiano così tanto che dovendo scegliere, forse preferirei ascoltare il disco di Morrissey)
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No, partiamo invece con una cosa nicchiosa ma piuttosto ghignosa – i biglietti per i King Crimson a Venezia, Teatro La Fenice, nel luglio prossimo. Come vedete dalla dicitura “Solo ascolto”, per 46 euro potrete entrare nello storico teatro, sentire le storiche canzoni della storica progband (non so in quale relativamente storica formazione) da dietro una storica colonna o forse in uno storico guardaroba. Che poi, non so se nel 21st century Fripp suoni ancora seduto, però secondo me è anche una cosa coerente, ascoltarlo nel modo meno spettacolare possibile – secondo me dovrebbero vendere un paio di biglietti a 3000 euro per cinque o sei poltrone girate a dargli le spalle per tutto il concerto.
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So che parlare di prog ha portato un po’ di gente a cambiare canale subito, quindi bilanciamo con la grana grossa: X Factor. Che garantisce una cornucopia di diatribe. Guardate, abbiamo polemiche su
1) Sam Smith. Era in playback, twittava la gente. No, ha cantato dal vivo – dice il comitato centrale di XF – però non in trasmissione, ma due giorni prima, martedì 31 ottobre!, c’è stato solo un problema tecnico. Ma sì, dai;
2) Gabriele Esposito. Eliminato, rivela che “Rita Bellanza è sopravvalutata”. Passiamo quindi a
3) Rita Bellanza. Eliminata, rivela che odia Sally, odia la musica italiana, viva il punk, accidenti ai Ros che a differenza di lei potevano sbagliare, accidenti alla gente che le scriveva “Fai schifo”, “Fai vomitare”, “Vergognati”. Mmh. Questo ha l’aria di essere effettivamente successo. E non ha l’aria di far parte del famoso, celebrato storytelling della trasmissione. Però magari, già che hanno tanto storytelling a cui pensare, due minuti per dire agli spettatori di darsi una calmata potrebbero prenderseli. Sempre che a scriverle non fosse Gabriele Esposito. Ma il clima nel programma è sempre volutamente sopra le righe, in modo da essere lietamente ripreso dalle homepage del giorno dopo. Su tutti i teatrini, svettano
4) Fedez-Agnelli. Se ho capito bene, il rocker ha fatto il franco tiratore come il centrosinistra con Prodi, il rapper lo ha accusato di aver tradito i patti, quello di Abbiategrasso lo ha invitato a essere adulto, quello di Buccinasco gli ha dato del “parac…” e dello “str…”. Ah, se siete turbati dai puntini di sospensione, sappiate che li prendo pari pari dalla AdnKronos, e li trovo molto carini, anche perché credo che il livello di turpiloquio chic del programma sia diventato patetico, per non parlare del fatto che nemmeno nella Mtv di Campo Dall’Orto si diceva così tanto “figata” e “spaccare” nel tentativo di aumentare il tasso di sfrontatezza giovanile.
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Comunque noi ci balocchiamo con X Factor, ma la vera trasmissione che spacca in questo fortunato Paese è il Grande Fratello Vip – col quale ha azzardato una polemica lo sbarazzino Ermal Meta: il programma, pensando di fare una figata, ha usato il suo brano Piccola anima come sottofondo per le manfrine dei sedicenti Cecilia e Ignazio. Su Twitter, Meta non ha apprezzato il metamessaggio, e ha scritto “Piccola anima sta al GFfvip come l’amore sta ad un armadio. Fate voi!”.
Sulle prime non avevo capito bene l’attacco frontale agli armadi. Poi una lettrice inestimabile mi ha svelato che il figlio di un ciclista e la sorella di una soubrette (i vip di cui sopra) sono stati ripresi durante un momento di sesso orale dentro a un armadio lasciato, astutamente, semiaperto. Curiosamente, Erma è stato accusato dai social di essere ermaloso – nessuno tocchi la tv cretina, faro della nostra civiltà.
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Mi chiedo se il mio non sia snobismo verso Canale 5, che in fondo ha la musica come fiore all’occhiello come dimostra anche l’attesissimo (…no, non è vero) ritorno di Music di Paolo Bonolis, reduce dai trionfi della telecronaca del Vasco Day. Dice l’ex componente dei Bimbumbam: “Sarà ospite Marilyn Manson e mi aspetto già le polemiche, perché viviamo in un Paese cattolico. Non so cosa potrà succedere con Luca Laurenti. Certo sono una bella coppia” ha svelato a Sorrisi e Canzoni. Forse la cosa più satanica che Manson può fare di questi tempi in effetti è duettare con Laurenti, ancora più che omaggiare Charlie Manson.
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…Volete fare una pausa?
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Ok, no. Roma: confermata al Macro la mostra sui Pink Floyd. Vanno molto queste mostre sul classic rock, del resto anche ai bambini piacciono i musei coi dinosauri. Il punto è che l’autorevole Artribune fa notare che le sale del Macro verranno chiuse per settimane a causa del laboroso allestimento. E per quanto si possa prevedere il fracassante successo dell’evento, scrive il giornale, “Perché allestire una mostra così commerciale e pop nello spazio che questa amministrazione ha voluto da subito immaginare destinato alla ricerca, alla sperimentazione e addirittura alla produzione artistica in loco? Come può uno spazio dedicato alla produzione trasformarsi in una location di mostre comprate chiavi in mano (questa la formula) a suon di milioni?”
Non lo so, ma la mostra viene dal Victoria & Albert Museum di Londra, ed è questo che trovo gustoso, che il rock paghi fior di soldi per entrare nei musei, che il culto miliardario dei Pinfloi costringa l’arte underground a sloggiare. E a proposito di Pinfloi, c’è di nuovo maretta attorno a Roger Waters, spalleggiato da Brian Eno, contro Nick Cave che suona in Israele. In compenso, ci sono diverse radio tedesche che hanno deciso di boicottare Waters per solidarietà con Israele e contro il pregiudizio antisemita. Lo sapevo che prima o poi l’appassionato impegno politico di Rogerone avrebbe unito tedeschi ed ebrei.
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Ma non posso chiudere senza il gran visir del Polemistan, Morganetto da Monza (un altro genio che l’hinterland milanese ha generosamente regalato alla nazione). “La denuncia di Asia Argento? Tardiva. Le violenze sono un’altra cosa non si ottengono vantaggi come posti di lavoro. Una madre così non è un buon modello per nostra figlia. #Weinstein mi fa quasi pietà, ora tutti contro di lui”.
Lei, con aplomb ammirevole, lo invita a scriverle in privato. Però a me spiace dirlo, perché è una frase odiosa di questi tempi e in qualsiasi tempo – però è innegabile, Asia se l’è cercata. Sì, si è davvero messa con Morganetto, e nessuno l’ha costretta. Almeno credo.

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