George Michael – orgoglio, successo e pregiudizio

Un po’ per lol e un po’ per oggettiva accettazione dell’incredibile, lo stavamo pensando tutti che il 2016 – che aveva aperto il fuoco con David Bowie – se ne sarebbe andato col botto. E quasi tutti guardavamo preoccupati innanzitutto agli stragrandi stravecchi, perché Chuck Berry, Little Richard e Jerry Lee Lewis sono ancora sul pianeta a differenza di alcuni dei loro eredi un tantino meno vicini alla tripla cifra. Poi, però, ognuno montava la guardia ai suoi preferiti (“Tu però non mi lasciare, eh” “No, figurati se lui se ne va, ci seppellirà tutti” “Ma lei, che le ultime notizie davano male in arnese?”). george michael liveCol pensiero recondito che tirare il volatone nel 2016, persino per un componente dei Beatles o dei Rolling Stones avrebbe significato finire in una specie di fossa comune. In compagnia di prim’ordine, d’accordo, però col rischio di andare semplicemente a fare numero, di entrare in una lista e in una playlist, e magari nemmeno al primo posto.

Ma l’annuncio della morte di George Michael il giorno di Natale, gente.

Andiamo, dai. gm

(secondo me, in questi momenti gli autori di Homeland e Game Of Thrones sono profondamente scossi) (e lo sono un po’ anch’io)

Qualcuno complottizza che in realtà sia stato un suicidio. Sarebbe triste, ma non troppo sorprendente.

Faccio parte, e non per nostalgia (anche perché oggi non penso esista più realmente la nostalgia) di quelli che per anni hanno atteso inutilmente un ritorno da leone, sapendo in cuor loro che non ci sarebbe stato. Il bello è che faccio parte anche di quelli che lo hanno sempre ritenuto uno che non aveva niente da dimostrare. Stranamente, lui per primo non faceva parte di questo gruppo. wham-club-tropicana

La sensazione di non essere inserito tra i grandi ce l’aveva eccome, e il successo immane degli Wham! non lo appagava già all’apogeo della fulminea parabola del sodalizio: la decisione di pubblicare Careless whisper solo a proprio nome ma DENTRO un album del duo (Make it big) era già un tentativo di smarcarsi, di mostrare la personale inclinazione per un approccio più adulto e venato di vecchio r’n’b. club tropicanaLa scelta di non apparire più nei video in un periodo in cui la sua popolarità era ancora enorme così come l’ascendente sul pubblico femminile fu il primo scossone di una lotta con la casa discografica intensa quasi come quella di Prince, sfociata in sei anni senza album invece che nella consacrazione definitiva, dopo che dischi di leggiadra fattura come Faith e Listen without prejudice vol.1 avevano (quasi) scalzato, nella percezione del pubblicone, l’immagine della popstar caramellosa della comunque irresistibile Wake me up before you go-go.

In questi giorni invece è lecito attendersi un’ondata di condivisioni di brani del periodo Wham!, e di foto anni 80 nella perenne elaborazione del lutto per lacca e innocenza perdute. Naturalmente, ci sta. sun michaelQualcuno poi ricorderà le vicissitudini strampalate, gli arresti per vari motivi. Non vorrei infilarmi nel cliché diffuso di quelli che scuotono la testa schifati e dicono “IO, lo conoscevo bene” (con l’accento sulla I e sulla O). Però vorrei rubarvi due minuti per tornare su quel concetto di qualche riga sopra. Ovvero: non aveva voluto apparire nei video perché la sua faccia distraeva la gente dalla musica. Poi magari qualche volta ci metteva le modelle, però il gesto rimaneva forte, in fin dei conti: anche se era una battaglia persa, io lo ammiro anche per averci pensato, a costringere la gente ad ascoltare la musica, e la sua voce straordinaria, così piena di anima da non aver bisogno di gorgheggi e forzature; e il suo gusto per un pop elegante – a dispetto del look da tamarro globale – quasi orgogliosamente un passo indietro invece che avanti, rispetto ai contemporanei (sto pensando per esempio a Freedom ’90, uscita in pieno furoreggiare di Stock, Aitken e Waterman, ma anche agli arrangiamenti di Faith, che nel 1987 sembravano ritrarsi sdegnosamente dai synth); e a considerare il fatto che i suoi pezzi erano scritti da lui solo e non da dodici autori come quelli delle straordinarie, definitive popstar odierne, che a ogni selfie rivoluzionano la storia dell’arte. spinning the wheel

Purtroppo non credo sia mai riuscito a veder riconosciuta del tutto la sua statura musicale. Già i titoli dei siti internet (quelli gestiti dai giovani, vi ricordate?) sottolineano, anche per vincere facile la guerra santa dei like e dei RT, che era l’ex cantante degli Wham! E sì, certo, lo è stato per 4 anni, facendo cose mirabili anche con il sidekick Andrew Ridgeley (su tutte, nella mia umile opinione, Everything she wants). Però quello che ha fatto dopo valeva molto di più. Ha venduto non poco, ma gli è costato molto di più, e lo ha fatto senza imbrogliare o scendere a compromessi con il suo gusto personale. Ma lui già lo sapeva che sarebbe stato ascoltato, se non con pregiudizio, con poco rispetto. Forse perché capiva il pop meglio di tutti noi, e sapeva che il pop è una belva, e di rispetto non ne ha.

5 Comments

on “George Michael – orgoglio, successo e pregiudizio
5 Comments on “George Michael – orgoglio, successo e pregiudizio
  1. Minchia, parole sante. Una carriera solista frammentaria ma invidiabilissima, scrittura pop di altissima caratura, la mostruosa capacità di interpretare le canzoni degli altri facendole talmente proprie da trasfigurare il concetto di cover (penso a ‘I Can’t Make You Love Me’ di Bonnie Raitt, a ‘The Long and Winding Road’, a ‘Tonight’ di Elton John, naturalmente a tutto Songs from the Last Century). E poi quella voce. La meravigliosa voce di George Michael, una delle più espressive voci ‘bianche’ di sempre. Che cazzo di annata. Paul McCartney, o Stevie Wonder entro capodanno, dai, così siamo al completo.

    • Hai perfettamente ragione sulle cover, anzi mi spiace non aver fatto un accenno.
      (…ovviamente potrei modificare il pezzo e infilarcelo, ma non sarebbe sportivo)

      • Ma guarda, se vuoi infilarci un cenno alle cover, comodo, sarebbe solo un onore. Ti si legge sempre così volentieri che se ‘na volta tanto capita di poterti allungare un assist…

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