Wham, Last Christmas. Una visione a margine

(premessa: se avete già letto tutto questo, consideratelo una replicona natalizia. Compie quest’anno 12 anni. Con mia grossa costernazione, sei anni fa qualcuno al Guardian ebbe la mia stessa idea. Lasciandomi un po’ come Willie Dixon quando i Led Zeppelin hanno pubblicato Whole lotta love. E non ho le prove per dimostrare che io arrivai primone! Lo pubblicai su altri due siti entrambi collassati per imperizia mia e disinteresse di chi me li curava) (…This year, I’ll give it to someone better)

È possibile che IL film natalizio di sempre sia La vita è meravigliosa. È probabile che LA canzone natalizia di sempre sia Happy Xmas di John Lennon. È certo che IL video natalizio di sempre è Last Christmas degli Wham. Un depliant dell’estetica anni Ottanta, delle settimane bianche dalle quali la maggior parte di noi veniva sapientemente esclusa e di una finzione che si annidava dappertutto: finta l’eterosessualità di Giorgione, finte le spalle sotto giacche e maglioni, e finto anche il testo, perché in origine si chiamava Last Easter, poi la casa discografica prese Giorgione per l’orecchino e gli fece capire il modo migliore per consegnare la canzone alla Storia.
0.1
Inquadratura di quelle che normalmente preludono alla frase: “Amici telespettatori, buongiorno da Auro Bulbarelli che vi parla da Garmischpartengluockblschmlach” (nelle prove, era riuscito a dirlo) (poi ha inforcato)
0.11
Arrivano un paio di SUV. Una generazione di teenager milanesi rimane folgorata e decide che tra venticinque anni cercherà di averne uno – indispensabile per affrontare la scoscesa, impervia via Melchiorre Gioia.
0.12
E cercherà di avere anche tutta quella neve.
0.17
Appaiono i capelli di George.
0.19
Appare anche George. Non si vede, ma ha le scarpe da barca.
0.21
George è semplicemente magnifico. Nella versione cipriota di Wikipedia, se digitate Magnificenza, compare lui, George Kyriacos Panayiotou. Questa inquadratura è uno dei dieci momenti che sussumono gli anni 80.
0.23
Dieci secondi di saluti, con espansiva citazione di Gioca Jouer di Claudio Cecchetto. (Saluti! Pippi piripi pippi piripi pi)
0.31
Appare la bionda con cui Giorgione passerà questa settimana bianca. Personaggio brutalmente marginalizzato sia dal video che dalla canzone, perché LAST Christmas I gave you my heart, NEXT year I’ll give it to someone special, ma evidentemente THIS YEAR mi contento di questa specie di Rita Dalla Chiesa che mi tampina dalle medie.
0.42
Una delle poche cose che si notano di costei è che ha le labbra terribilmente chiare, come se avesse baciato a lungo la Gazzetta dello Sport. Spiegazione: un ricordo tra i più cupi del decennio è che, oltre a girare per Milano con moncler e moon boot, le ragazze della borghesia sognante erano solite ostentare un vistosissimo impasto bianco atto a proteggere le labbra dalle ustioni dell’alta montagna. Che in viale Tunisia serviva.
0.53
Mentre parte un assolo eseguito su un Roland i cui tasti sono stati sostituiti da confetti, la phonatissima comitiva prende la funivia per andare allo chalet. Compaiono sci che nessuno utilizzerà mai, metafora di un decennio in cui tranne una cerchia ristrettissima di persone in seguito raggiunte da avvisi di garanzia, non si faceva sesso mai o quasi. Nemmeno da soli. (…se però siete nati negli anni 80 e i vostri genitori non hanno mai avuto a che fare con la magistratura) (ecco, è antipatico che lo veniate a sapere in questo modo) (ma mettiamola così: la prossima volta che leggerete o sentirete una battuta sui rettiliani, ridete solo se vi trovate in compagnia).

"Indovina chi si vestirà da renna con grande spasso di tutti, Andy?"

“Indovina chi si vestirà da renna con grande spasso di tutti, Andy?”

1.05
Per quanto riguarda le labbra delle fanciulle benestanti, so che i più birboni tra voi stanno malignando che si trattava di tutt’altro vistosissimo impasto bianco. Ma sono costretto a disilludervi: non erano tempi felici e Belenizzati come quelli attuali. Eravamo una generazione di sfigati a 360 gradi, e non è un caso se adesso sentite rievocare gli anni 80 come mitici, esagerati eccetera: stiamo mentendo. A nessuno piace pensare alla propria gioventù come a un parco tematico della depressione. Ma Wham e Duran Duran lo avevano capito benissimo, e si presentavano con sullo sfondo la barca a vela, lo chalet, la piscina piena di amici. Noi tutti, dalle nostre dolenti camerette, si guardava e si pensava: “Oh”. No, non saremmo mai riusciti ad essere così fighi. L’unica cosa cui ci aggrappavamo era Andrew Ridgeley. Se ce l’aveva fatta lui, forse avremmo potuto farcela anche noi, abbarbicandoci a un amico magnifico e raccattando i suoi avanzi.
1.14
Eccoci nello chalet. Quanti sorrisi, quanta bella gente elegante e simpatica – mica come quei relitti umani che avevamo per amici. Le donne apparecchiano la tavola, gli uomini fanno la scorta di legna e l’altrettanto indispensabile scorta di spalle imbottite; Giorgione decora l’albero con festoni ricavati dai suoi capelli.
1.28
Scena decisiva. George fa cadere il festone. Sulla riccia. Si guardano. Lui recupera il festone. Ed è l’unico festone che le fa – e questo perché lei, incredibile ma vero, sta con Andrew Ridgeley!!! Forse perché aveva capito che Giorgio era un po’ una zia.
1.46
La riccia riceve un bacino da Andrew. Non lo dà (AHA!) ma va per farselo dare. Rendendo evidente a tutti che gli uomini, lei se li cerca col lanternino.
1.59
Scatta la battaglia a palle di neve! Ad essa, come ai tuffi nella neve che si vedranno tra qualche istante, i capelli di George resistono inscalfibili. Del resto nemmeno nel video meteorologicamente complementare di Club Tropicana subivano alcun affronto dagli elementi. Quei capelli erano la sfida di una generazione alla tensione politica internazionale, ai venti di guerra. E alla forza di gravità.
2.02
Quella che circonda Ridgeley non è neve. È forfora.
2.06
Rieccoci a casa. Sono tutti a tavola. Appare una torta, il cui ingrediente base è un altro emblema del decennio. La rucola. Le luci sono spente, perché i capelli di George forniscono luce sufficiente.
2.20
E questa è l’inquadratura migliore della criniera in questione. Davanti a questa scena, milioni di parrucchieri in tutto il mondo sentono un dannunziano rimescolio dei sensi.
2.30
Ma non distraetevi: sta per cominciare il gioco di sguardi tra Giorgio e la riccia.
2.38
Momento clou: prima apparizione de LA SPILLA.
2.42
Cambio di inquadratura. Ora sono tutti sul divano, con l’aria tristissima. Si sono resi conto di essere lì senza televisione. E l’iPhone non è ancora stato inventato. Grossa depre. Che fare, tutta la sera?
2.58
Parte il flashback. George un anno prima, con un epico cappotto color cammello, insegue la riccia sulla neve. E poco dopo, davanti al camino, le dona LA SPILLA.
3.16
LA SPILLA è pacchianissima e consiste in un fiore grosso e vistoso affiancato da uno piccolissimo e trascurabile, ovvia rappresentazione degli Wham medesimi. Il fatto che lei continui a sfoggiarla un anno dopo induce molti bietoloni a pensare che lei ancora, segretamente conservi George nel suo cuore. Più verosimile il contrario: lei ha preso LA SPILLA come un affronto e the very next day lo ha mollato, e non solo: ora gliela rinfaccia. E per fargli capire quanto lo disprezza, si è messa con Andrew Ridgeley, al quale l’ha fatta indossare o addirittura regalata, in un turpe riciclo che ci dice quanto stimi pure lui.
3.20
Fondamentalmente non c’è più altro da dire: il gruppo lascia lo chalet, riprende la funivia. Siccome il pezzo dura un altro minuto, lo si riempie con immagini a caso, soffuse da un senso dolceamaro di mestizia. Qualcuno potrebbe pensare erroneamente che nel video non solo non c’è erotismo, ma non c’è nemmeno un vero dramma. Al contrario: capelli così drammatici non si sono visti mai più.
3.49
Il messaggio della canzone è comunque già arrivato ben chiaro: è Natale e tu sei infelice – ma l’anno prossimo troverai qualcun altro cui appioppare una stupida spilla. Ritenta, sarai più fortunato. Come George: il Natale scorso, le ha dato il suo cuore. The very next day, lei lo ha dato via. E sapete, non penso si stia parlando del cuore.
4.25
Quel che è incontestabile, è che, dal Natale successivo, ha cominciato a darlo via anche George Michael.

21 Comments

on “Wham, Last Christmas. Una visione a margine
21 Comments on “Wham, Last Christmas. Una visione a margine
  1. diciamolo pure: Vacanze di Natale (il capostipite) è stato “l’alter ego” italiano di questo video, quanto a estetizzazione della depre 😀

    (il tuo blog è stato una felice scoperta 🙂 se l’Alzhaimer non mi inganna, è Bluto, vero? Amo John Belushi ^ ^)

  2. e loro, tutti bardati e che scavalcano la recinzione del sontuoso chalet sia per entrarci che per uscirne, dopo sta botta de vita,oltre a suggerire la violazione di domicilio, sono tristissimi, come tutte le luci dello sciattissimovideo.

  3. Questo video che é fantastico e la canzone sono miti della mia infanzia e questo anno Last Chistmas compie 30 anni e per me non é Natale senza queste note. George Michael é un grande artista ed un gran figone almeno noi etero in erba potevamo ancora sognare da piccole prima del suo outing. Il tuo articolo mi ha fatto tanto ridere davvero brillante.

  4. c’è anche il cugino di George Andros…
    nella scena in cui si incrociano gli sguardi di George e Della madame….lui è alla destra di George….(con i capelli ricci , oggi completamento pelato e bianco)

  5. Colpita dalla ferale notizia ho iniziato a guardare compulsivamente tutti i video degli Wham! Last Christmas l’ho lasciato per ultimo, troppi ricordi tristi. Natali passati, appunto, in cameretta; Capodanni pure, perchè alla festa più figa del paese, a casa di Roberta (aveva anche le luci intermittenti da disco collegate allo stereo…) non ci potevo andare: i miei avevano litigato coi suoi… che adolescenza.
    Insomma, volevo scoprire dove hanno girato il video e sono capitata sul tuo blog, che ho messo subito tra i preferiti! Scrivi bene, mi hai fatto molto ridere. Ciao

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