L’amaca del caffé del buongiorno – Perché i media stranieri ignorano Vasco

L’amaca del caffé del buongiorno – Perché i media stranieri ignorano Vasco

Se 60mila inglesi cantano Bohemian Rhapsody, a Hyde Park, il mondo ne è tempestivamente informato, e mezza Italia condivide sui social in adorazione. Se 220mila italiani cantano Albachiara, a ModenaPark, nessuno al mondo ne viene informato. E mezza Italia ne è contenta, perché della sua rockstar monumentale si vergogna. E non solo di lei.

Però mettiamo da parte la seconda parte del problema, cioè il senso di inferiorità nazionale, il disprezzo di noi stessi che è con noi da secoli e non è più estirpabile (anche perché il mondo, da sfera che era, diventa sempre più una piramide, e la nostra prossimità alla cima non pare nell’ordine delle cose). E mettiamo da parte pure il Blasco/KOM, bypassando l’eventualità che vi stia sui carissimi. Rimaniamo invece sulla prima parte, ovvero: cosa deve succedere in Italia perché i media esteri siano incuriositi? Che Berlusconi spari al Papa? (…o viceversa?)
Non ne ha parlato praticamente nessun media estero. E anche se avete in uggia MiticoVasco, aspettate a esultare – perché forse il problema è più ampio. Non riguarda solo un cantante italiano, o il rock italiano come genere. Non riguarda nemmeno solo l’Italia, toh.

Prima di procedere, per completezza devo mettere giù i dati in mio possesso, dopo una settimana a fare la posta a Google News e a fare ricerche con normalissimi termini francesi, tedeschi e spagnoli (con altre lingue non me la cavo, e mi scuso) grazie alle quali sono arrivato alle eccezioni. Per le quali è applicabile l’espressione “Si contano sulle dita di una mano”. All’evento è stato infatti dedicato un piccolo spazio su

1) SRF – Schweizer Radio und Fernsehen (il sito della radio svizzera tedesca);
2) Il canale tedesco di Euronews (sito del canale multilingue con sede a Lione e proprietà egiziana);
3) Norway Today – e questo perché il record precedente era dei norvegesi A-ha. Nel dubbio, scrivono: “Guinness Book of Records has not yet verified Rossi’s claim that 220,000 tickets were sold. Therefore A-ha still holds the official world record”. E pungono: “Rossi is a legend in his homeland and has released 29 records. He has sold 30 million copies. Outside Italy he is largely unknown”. (…vero, ma sempre meglio degli A-ha o dei babbioni dance che esportate) (per non parlare dei vostri calciatori)
4) Strano a dirsi, il Daily News, da Los Angeles, che nella colonna “News and gossip” nella quale il titolo principale era dedicato a Phil Collins e Loretta Lynn, ha menzionato il live di MiticoVasco. Il columnist Steve Smith ha sbagliato il nome della città (“Modeno”) e ha scritto che “Rossi is a big star throughout Europe but he is a mega-star in Italy”. Incidentalmente: in Italia uno che sbagliasse a scrivere il nome di una città americana con lo stesso numero di abitanti di Modena (“Chattaneega” “Fort Bauderdale” “Pruvidence”) verrebbe subito squartato dagli entusiasti dell’Impero nostrani, ma sia lode a Steve Smith, e alla sua curiosità giornalistica.
5) Microsoft Network, ovvero MSN.

Escludo dalle dita della mano El Pais, che dopo aver dato la notizia del record del nostro rockero a febbraio, non ha ritenuto di dare altro spazio al concerto. Però meglio che niente, dai.

Sicché rimaniamo a cinque dita (di indolenza). Torno a dire che al di là del protagonista dell’evento e della sua popolarità oltreconfine, la questione è rilevante. Tanto per ribadirlo: il concerto di Modena è stato il più visto di sempre da un pubblico pagante. Ma mentre i nostri media considerano segno di finissimo cosmopolitismo dare grande rilievo a qualsiasi notizia inutile e idiota provenga da Londra, eccelsa capitale della nostra parte di Impero, da parte nostra si dà per scontato che i meravigliosi e cosmopoliti media internazionali, sia quelli vicini al cuore dell’Impero che gli altri un po’ più vicini a noi (Francia, Germania, Spagna) non siano nemmeno vagamente incuriositi.
E io sono un po’ allibito da entrambe le cose: dal fatto che quelli ignorino la cosa, dal fatto che qui lo si trovi giusto. Eppure, sarò fatto male io, ma se mi dicessero che in Serbia o in Portogallo un cantante ha fatto il record di spettatori paganti, io cinque minuti della mia curiosità glieli dedicherei. E se voi leggeste la cosa su – poniamo – Internazionale, forse anche voi.

A costo di dirla grossa, un giornalismo che non è curioso, specie di realtà che non conosce, è allo stato vegetale – e di fronte a questo piccolo test la sensazione è che non sia solo il nostro giornalismo ad avere qualche distorsione prospettica, come diciamo sempre tutti. Per contro, un segnale quanto meno è chiaro: siamo diventati uno di quei posti dove i morti devono essere mille, per essere ritenuti degni di una menzione obtorto collo. Che è poi quel trattamento che noi italiani riserviamo ai Paesi – anche europeissimi – dei quali abbiamo più orrore, perché rappresentano la povertà, la sfiga, la provincia con cui non vogliamo essere confusi, l’antitesi delle capitali dell’Impero dove tutti sono magnifici e cool, anche solo i nostri cugini che sono andati a fare i camerieri nei ristoranti.
Mi chiedo: se il record lo avessero fatto (…e potrebbero farlo) Johnny Halliday o Udo Lindenberg, ne avrebbe parlato qualche testata più rinomata? Forse nella stupenda Londra dove la gente nasce stupenda, qualcuno ne avrebbe scritto – e di conseguenza gli americani, che non amano leggere notizie sull’Europa che non siano in inglese, se ne sarebbero accorti anche loro? Chi lo sa. Malauguratamente, gli inglesi hanno da sempre uno schifo colossale per la musica italiana, compresa l’opera lirica; agli americani garbiamo un po’ di più, ma il music business europeo sta a Londra, dove il diktat è pompare il prodotto locale, vendere alle colonie Ed Sheeran. E al confronto, ancora una volta mi tengo MiticoVasco – e vi autorizzo a chiamarmi provinciale. Se proprio siete di quelli che questa faccenda del cosmopolitismo e del provincialismo se la sono bevuta.

(…comunque, oh. Se non funzionano le tipe in topless, io proprio non so) (EEEH!)