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Cristina non muore mai. ClassificaGeneration, cap. IX

Se consideriamo Mina come parte di un duo con Adriano Celentano, Cristina D’Avena è la prima femmina ad andare al n.1 tra gli album in quest’anno di rivoluzione delle classifiche. E questo succede a fine novembre.
L’anno scorso ci erano riuscite Adele, Sandrina Amoroso, Elisa, Ariana Grande, Britney Spears, Laura Pausini. In generale, negli ultimi anni le donne sono state possenti protagoniste nelle vendite dei cd in Italia (come ovunque). Forse, per quanto si debba tener conto dell’assenza tra le uscite di nomi pesantissimi come quelli succitati (e di Emma Marrone o Fiorella Mannoia) lo streaming non le premia quanto il mercato dei cd.
Però Cristina batte addirittura Biagio Antonacci, uscito la stessa settimana, e questo è un punto che, sulla Grande Lavagna della Vita, possiamo aggiungere al punteggio delle Forze del Bene.
La cosa buffa è che mai un album di Cristina D’Avena era andato al n.1.
Sui possibili motivi per cui questo non sia mai successo nemmeno negli anni dell’apogeo, my man PopTopoi si è diffuso sulla rivista Link in un’inchiesta d’assalto cui ho dato un sommesso contributo ricordando i miei anni di garzone di negozio, durante i quali le cassette di Fivelandia (e non i più costosi cd, inadatti ai bimbi) finivano in un lampo come lupini, cosa che mi induce al sospetto complottista che già allora ci fosse un diverso peso tra supporti.
E anche se sono il primo a ritenerla una spiegazione bizzarra, guardacaso oggi che quei bimbi hanno i soldi per comprare i cd al centro commerciale, hanno mandato Cristina al n.1. Peraltro non credo che lo abbiano comprato per i loro bambini: al parco divertimenti Leolandia, che frequento istericamente (anche) grazie alla prossimità con il paese orobico dei miei avi, Cristina è resident star quasi ogni fine settimana estivo. Canta e si concede con quello stakanovismo che non le ha mai fatto difetto, e i genitori dei bambini assistono del tutto trasognati – mentre i bambini di oggi abbozzano per farli contenti. D’altronde, né Masha né Peppa Pig né Ben 10 né nient’altro di bambinosamente rilevante è stato siglato da lei in anni recenti; è più probabile che conoscano il Valzer del moscerino, visto che lo Zecchino d’Oro ha ancora una presa solidissima sulla Nazione (su YouTube è uno dei tre artisti – per così dire – più visti d’Italia).
In realtà questo n.1 è solo apparentemente fuori tempo massimo: la verità è che Cristina ha anticipato in modo ammirevole le tendenze del pubblico, diventando IRONICA coi Gem Boys (anni prima che i consigliori dei cantanti e dei mobilifici forzassero a nonprendersisulserio anche soggetti di aridità namibiana) o prestandosi senza paura al proprio status di icona gay (peraltro un collega una volta me la descrisse come una spietata mantide, eventualità che la renderebbe ulteriormente interessante).
Il primato in classifica a sua volta è all’insegna della più contemporanea delle esigenze discografiche, il featuring, con un disco di duetti (primo per la Warner, dopo anni di fedeltà a Mediaset) grazie al quale non è più solo in compagnia dei Puffi, di Mirko o Marrabbio, ma anche di J-Ax, Baby K, Michele Bravi e tanti altri sbarazzini protagonisti di quell’anime che è il pop contemporaneo.
Per puro sadismo numerico, vale la pena segnalare che mentre le più ascoltate su Spotify sono le collaborazioni con J-Ax, Loredana Berté, Baby K ed Ermal Meta (ma non quella con Benji & Fede, cui pure è stata ironicamente riservata la sigla di Holly & Benji) le meno ascoltate sono quelle con Giusy Ferreri e La Rua. Pur di strapparvi un sogghigno, includo altresì la lista degli “artisti simili” a Cristina.
Ma ora, a proposito di sadismo, è il momento di ribadire, con un brivido di piacere sottile come uno zampone, che Biagio Antonacci non è entrato in classifica al n.1, mentre Taylor Swift (mai un numero uno da noi) è entrata al n.3. Il Tiziano Ferro rimescolato entra invece al n.4, mentre Riki capo degli Amiki, grande protagonista di questo autunno termicamente inammissibile, scivola dolcemente dal n.1 al n.5. Chiudono la top 10 Coez, la raccolta di Zucchero, Ghali, Ed Sheeran e Caparezza.
Esce subito dalla prima diecina Sam Smith (dal n.4 al n.13), ne esce anche Gianna Nannini e con una sollecitudine di cui non sarà troppo lieta (si ritrova al n.15 a venti giorni dalla pubblicazione) imitata, dopo una settimana di fioca luce, da Ernia e dal duo Facchinetti-Fogli, la cui prossimità con la parola Ernia solleciterebbe negligenti facezie in critici meno accorti di me.
Tra i presunti singoli, è ancora Coez ad impazzare sulle spiagge col suo tormentone La musica non c’è, davanti a Perfect di Ed Sheeran e Giovane fuoriclasse di Capo Plaza & Ava.
E per finire, vi tiro lo schiaffetto morale: il più venduto tra i vinili è sempre Duets – Tutti cantano Cristina. Perché sapete, quel suono caldo, avvolgente – eccetera.
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(finito?) (e i defunti, e i Pinfloi, e i dischi da più tempo in classifica? Avete ragione, ma dovete darmi il tempo di ridare fiducia a questa nuova classifica degli album) (non sarà facile, sono un uomo che ha sofferto)