Ma l’Italia non vuol più saperne di Bella Ciao

Può darsi che sia per colpa dei Modena City Ramblers, che se ne sono appropriati per anni al Concerto del Primo Maggio con la loro versione in stile Goran Bregovic. Forse per fare dispetto alla versione di Goran Bregovic, che era in stile Leningrad Cowboys.

Oppure è colpa di Gianni Morandi che la voleva fare a Sanremo 2011 per i 150 anni dell’Unità d’Italia ma il Consiglio di Amministrazione RAI si oppose perché al governo i partigiani non piacevano, aveva più simpatie per gli altri. Se vi lamentate del governo attuale, per me va bene ma pensate che la Lega aveva preteso che quattro ministeri fossero spostati a Monza.
(e lo aveva pure ottenuto) (…a MONZA) (lo avevate rimosso, vero?) (vedete, non è che siano diventati cretini ieri)

Oppure è colpa di Michele Santoro. Dio, che tristezza quel momento. E che voce atroce. Oppure è colpa di Renzi che l’ha cantata al Parlamento Europeo. O più ancora di quella volta che in seguito a gazzarra alla Camera e alle accuse di fascismo dai pentastellati per aver abbreviato i tempi per l’approvazione del decreto IMU-Bankitalia, venne piuttosto stolidamente intonata dai deputati del PD. Offrendo il destro per la prima grande indignatissima offensiva nei confronti del “PiDimenoelle”. Il video venne FATTO GIRARE!!!11!1!! E gira tuttora parecchio.

Sta di fatto che in questo momento Bella ciao è la canzone italiana più famosa al mondo, ed è in classifica da mesi in Francia (versione di Maitre Gims e Naestro ora al n.1, ma sono in top 50 pure quella di Jean Hugel e persino quella dell’attore Manu Pilas), ma pure in Germania – dove a sbancare è stata la versione di Hugel con El Profesor, cioè l’attore Alvaro Morte. Perché anche se presumo che la maggior parte di voi lo sappia, va specificato che tutto è partito (anche l’entrata in classifica) dalla Spagna, dove il brano, intonato in una scena particolarmente significativa, ha fatto parte della serie La casa de papel, in versione molto ortodossa e in italiano decente, prima di essere riarrangiato in chiave moderna. Va apprezzato a proposito il fatto che Hugel abbia postato il lyric video.

Ora Bella ciao la canta anche Tom Waits. In una versione tradotta e arrangiata da Marc Ribot e a dire il vero un po’ straziante, e Nella Mia Umile Opinione non credo sia lo spirito originale, che in fin dei conti richiede il crescendo con battimano un po’ come accadde quando nel 1947 contagiò immediatamente il pubblico di un festival di Praga dove l’avevano portata dei partigiani emiliani. Poi, gli studiosi non finiranno mai di discutere su quanta roba sia effettivamente confluita in quella canzone, da una ballata francese del Cinquecento a una melodia yiddish, da una nenia infantile del nord Italia a un canto delle mondine. Però è un fatto che nel 2011 veniva cantata dagli occupatori di Occupy Wall Street, e nel 2013 durante le manifestazioni contro Erdogan in Turchia.
Ma si può dire che quest’anno l’abbiano apprezzata in un sacco di posti – tranne ovviamente in Inghilterra, dove se sentono una parola italiana sputano per terra. Però anche lì può capitare che come succede in tutta Europa un deejay provi a giocarsela a metà serata, per vedere se il pubblico canta e balla contento.

In Italia invece no. Mai entrata nemmeno al 100mo posto. Non solo nessuno ha provato a cavalcare il successo internazionale come cover della cover, ma non è mai stata proposta come hit estera. Forse persino le playlist di Spotify l’hanno schifata per non sfidare il tweet giornaliero del Grande Ministro. Chi lo sa, forse potrebbe farne una versione l’italiano che sta vendendo tanto all’estero in questo periodo – ma NON in Italia, neanche lui: Gigi D’Agostino, n.1 (non sto riprendendo un comunicato stampa di quelli che incoronano n.1 chiunque. Sta proprio lì, al numero uno) in Germania insieme a Dynoro, con In my mind. Con la quale è andato al n.1 anche in Svezia. E n. 5 in Irlanda.

Però se in Italia Bella Ciao non garba, c’è da dire che è andata fortissimo la canzone di Irama, Nera, su una ragazza che ha – ma sia chiaro, è un caso – la faccetta nera.

4 Comments

on “Ma l’Italia non vuol più saperne di Bella Ciao
4 Comments on “Ma l’Italia non vuol più saperne di Bella Ciao
  1. Beh, è semplice. Per la minoranza di sinistra Bella Ciao Unz Unz è un sacrilegio, mentre alla maggioranza di sempre più a destra alla parola “partigiano” viene uno stranguglione. A me Tom Waits è piaciuto, comunque.

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