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AMARGINE

Cosa resterà della Fase1

Andrà tutto bene. Il paziente zero. Ma dov’è ‘sta Codogno. Il lievito madre che sparisce. Atalanta-Valencia. Tutti che si danno all’alcol – ma quello rosa. Burioni. #Milanononsiferma. Il presidente (cinese) dell’Inter che avverte che non è il caso di continuare a giocare e definisce il presidente della Lega di Serie A “il pagliaccio più grande e oscuro che abbia mai visto”. Le penne lisce Barilla. I fuorisede. La parola “tampone”. Il video del milanese che mette la macchina in sosta vietata e sclera perché gli fanno la multa. Il ragazzo con la chitarra che suona Ennio Morricone per piazza Navona vuota. I selfie dei passaggeri soli negli aerei (gli ultimi). I seicento euro. Il MES. L’inno nazionale dalle radio e dai balconi. I dati (“ma tanto sono sbagliati”). Le immagini dei ragazzi che festeggiano fuori dai licei. Le mascherine fashion. Paolo Maldini e il figlio positivi. Poi anche Dybala, che è positivo da tre mesi – a meno che non stia simulando. Boris Johnson e l’immunità di gregge. Boris Johnson fuori dal gregge. I runner. I cani. Le webcam sulle piazze e le strade deserte. Tommaso Paradiso ed Elisa che incidono la canzone Andrà tutto bene. Cinghiali, cervi, “la natura che si riprende i suoi spazi” – delfini ovunque, da Cagliari a Venezia a Capri a Torino. Ambulanze. Il Papa in the rain. Arriva Bertolaso. Si ammala Bertolaso. Gli affetti stabili. Renzi che sente la gente morta. I tedeschi. Gli olandesi. Gli svedesi. La parola “assembramento”. Urbanetto Cairo che vede le opportunità. Il sindaco di Bari che gira per la città a mandare tutti a casa. Burioni. “State mettendo in ginocchio l’economia”. Zoom. Salvini e Barbara D’Urso che recitano insieme l’Eterno Riposo in prima serata. Il drone intorno alla fontana di Trevi. Il drone nella testa di Fontana. Bergamo, l’esercito che porta via i morti nella notte. Le liste coi consigli su cosa leggere e cosa guardare. L’ospedale realizzato a tempo record nella Fiera di Milano (“Ah, però”) . Le spiagge al plexiglass. Dirette e tutorial. Le librerie dietro gli opinionisti. Zaia, e i cinesi che mangiano i topi vivi. Madonna nella vasca da bagno. Mattarella davanti all’Altare della Patria. Il catastrofismo, l’ottimismo. Le bimbe di Conte. Bocelli tutto solo in piazza Duomo a Milano. Lotito che vuole ricominciare il campionato subito. I dottori cubani che sbarcano in camice e marciano dietro la bandiera all’aeroporto. Il Crocefisso di San Marcello al Corso portato in piazza San Pietro perché fu potente contro la Grande Peste nel 1522. Le spese online per 15 giorni dopo. Burioni. Fedez e Ferragni e la colletta. Trump che dice cose a caso. Il professor Locatelli, il professor Galli. “Tanto muoiono solo i vecchi”. La Meloni che twitta su laqualunque. Giarrusso (“LaienaGiarrusso”) che cerca di cogliere l’attimo. L’espressione “distanziamento sociale”. Ilaria Capua. Jurgen Klopp che dice “A me, lo chiedete, del virus?”. Gli americani in coda a comprare i fucili. La regina Elisabetta che dice “We’ll meet again” come Vera Lynn. Contagion in tv una sera sì una no. Gli inviti a guardarsi dentro e ritrovare il gusto delle piccole cose. Le videolezioni. “Nulla sarà più come prima”. Burioni. Le Olimpiadi che saltano. Gli Europei di calcio che saltano. I tour che saltano. I festival che saltano. Il Salone del Mobile che salta. Gli applausi a infermieri e medici. Cardi B che sbarella in diretta su Instagram. Alessandro Manzoni. Il finto articolo di Enrico Musso sul Secolo XIX, che tutti prendono sul serio. Il finto album di figurine Panini dei virologi, che lo avrei preso, sul serio. I supermercati che smettono di vendere padelle e mutande e giochi per bambini. La nazista dell’Illinois sul suv davanti all’infermiere che la blocca. Un altro programma di Barbara D’Urso – uno dei tanti – con l’inviato sull’elicottero della Finanza per documentare un tipo da solo al Lido di Venezia, inseguito in diretta. Berlusconi che va a Nizza. Essere svegliati la mattina dai merli. Oppure dal ragazzo dei vicini che bestemmia perché gli zombie del videogame sono più intelligenti di lui. Le conferenze stampa delle 18. Il barbiere di Mattarella. I necrologi dell’Eco di Bergamo. Il servizio del TgLeonardo “scovato dal Codacons” che ipotizza che il virus sia stato creato in laboratorio dai cinesi. Gianni Mura. “Però se fosse successo al sud, eh, cari milanesi”. I programmi televisivi realizzati prima del DPCM. Ambulanze, ambulanze, ambulanze. Il governatore DeLuca. I capelli (…in generale). Le parole “distanziamento sociale”. Vittorio Feltri fuori controllo ma invitato ovunque, che dice che i meridionali sono inferiori. Quelli che lo difendono perché deve avere il diritto di dirlo, e citano Voltaire. La ginnastica in casa. I Rolling Stones che cantano You can’t always get what you want, ognuno da casa sua. Burioni. Giletti senza alcuno schifo di se stesso. Il boom di Netflix. Quelli che avevano Netflix prima, che di colpo si sentono meno fighi e insistono che stanno leggendo i classici e si stanno guardando dentro e ritrovando il gusto delle piccole cose. Burioni. Gli articoli che raccomandano di non fare l’errore di contattare gli ex partner. La gente che lo fa lo stesso. Le autocertificazioni. Le teorie sul 5G che è stato lui a diffondere il virus. Le interviste ai vip, cosa fanno in quarantena? Conte che fa i nomi. La foto dell’infermiera crollata dalla stanchezza. Le foto finte che mostrano gli italiani irresponsabili col commento “Non ce la possiamo fare”. Quelle vere. I carboidrati. I turisti in India costretti dagli ufficiali a scrivere 500 volte “Mi dispiace” dopo aver tentato di aggirare il lockdown. Le telefonate o chat con persone che non sentivi da anni. “Tutto sarà come prima”. La ministra Azzolina. Le mascherine che non si trovano. Ambra Angiolini alle 7 si sveglia e fa le pulizie, poi telefona ad Allegri – uno scoop del Corriere della Sera subito ripreso da Il Giornale, Oggi, Vanity Fair, TPI, Il Sussidiario, Today.it, BlitzQuotidiano, Fantacalcio.it. I dottori di Wuhan che si tolgono la mascherina ad uno ad uno. Le code ai supermercati (“Quello lì ha saltato la coda, l’ho visto!”). La canzone di Bob Dylan su John F. Kennedy. Burioni. L’ospedale realizzato a tempo record nella Fiera di Milano (“Ok, ma è vuoto”). Gli articoli che anticipano cosa succederà. Le passeggiate. Gallera. Le voci sui rave party in provincia. La parola “congiunti”. I tipi che sono prigionieri della propria luna di miele alle Maldive. Ambulanze – ma un po’ meno. L’aria pulita. Il sole.

Due mesi di sole quasi ininterrotto.

Andrà tutto.

(…forse persino i carboidrati)

3 Risposte a “Cosa resterà della Fase1”

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